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F24 con addebito automatico sul conto corrente: come cambia il pagamento delle tasse

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura
In sintesi

Il meccanismo, previsto dal decreto Semplificazioni permetterà di pagare le somme dovute all’Agenzia delle Entrate mediante F24 con addebito

La digitalizzazione del Fisco italiano compie un ulteriore passo in avanti. Tra le novità più rilevanti inserite nell’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028, siglato tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e l’Agenzia delle Entrate, spicca il potenziamento dell’addebito automatico delle tasse direttamente sul conto corrente tramite modello F24.

Questa misura punta a trasformare radicalmente la gestione degli adempimenti fiscali, segnando il passaggio da un sistema di pagamento “a impulso” (eseguito di volta in volta) a un modello basato su autorizzazioni continuative.

L’addebito automatico in conto corrente ancora non è attivo, sebbene sia già normativamente previsto, occorre, quindi, una misura attuativa che molto probabilmente arriverà a breve. Il sistema dovrebbe funzionare similmente a quanto già previsto per l’autoliquidazione e versamento dell’imposta di successione per la quale è previsto l’addebito in conto corrente della somma indicata dal contribuente. Viene poi eseguito un controllo del calcolo effettuato per l’autoliquidazione ed eventuali maggiori somme sono richieste al contribuente.

Questa non è l’unica semplificazione prevista, è prevista anche la delega unica, cioè la possibilità per il contribuente di fornire al proprio intermediario (Caf, commercialista), la delega alla fruizione dei servizi generalizzata, questo implica che non sarà necessario rilasciare una delega per ogni atto che l’intermediario deve compiere in nome e per conto del contribuente.

F24 con addebito automatico: come funziona?

La possibilità di associare l’IBAN al modello F24 per i versamenti futuri non è una novità assoluta: poggia infatti le basi sull’articolo 17 del Decreto Legislativo n. 1/2024 (decreto Semplificazioni) e sulle regole attuative fissate dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 313945 del 26 luglio 2024.

Tuttavia, il nuovo Atto di indirizzo triennale mira a estendere e ottimizzare progressivamente questo servizio online per migliorare la propensione all’adempimento spontaneo e abbattere il tax gap.

Attualmente, l’addebito preventivo in conto corrente è previsto su base opzionale e volontaria. Il contribuente (o il suo intermediario fiscale) può collegare il proprio codice IBAN per pianificare scadenze future. L’accettazione del servizio può essere revocata in un secondo momento e quindi il contribuente può ritornare alla riscossione tradizionale.

Le regole operative prevedono che:

  • Si applica ai pagamenti ricorrenti, rateizzati e predeterminati (come le rate derivanti da comunicazioni di irregolarità);
  • La data futura indicata nel modello F24 non può superare i 5 anni dalla data di invio della delega;
  • La compensazione è ammessa, ma i crediti d’imposta devono risultare disponibili sia al momento dell’invio sia alla data di scadenza del pagamento. Una volta inviata la delega, i crediti vengono “bloccati” a meno di un annullamento formale;
  • L’eventuale annullamento della delega di pagamento può essere richiesto per via telematica fino a 3 giorni lavorativi prima della data di versamento.

L’Agenzia delle Entrate non cancella automaticamente le deleghe in caso di estinzione anticipata o riduzione del debito. Resta in capo al contribuente l’onere di monitorare la capienza del conto e la correttezza dei flussi.

Estensione a compliance e controlli

Se oggi il meccanismo copre solo i versamenti già programmati, gli scenari futuri delineati dagli organi di stampa (tra cui Il Sole 24 Ore) ipotizzano un’estensione del modello sul sistema già in uso per l’imposta di successione. In quel caso, la tassa viene autoliquidata e prelevata direttamente dal conto indicato.

In prospettiva, l’addebito automatico potrebbe scattare anche per:

  • Somme dovute a seguito di lettere di compliance;
  • Esiti di controlli automatizzati o formali.

Questo avverrà all’interno di un ecosistema fiscale sempre più digitalizzato, che farà ampio uso di analisi avanzate dei dati e intelligenza artificiale per profilare gli utenti e prevenire il rischio di evasione.

Vantaggi e profili critici per contribuenti e intermediari

L’introduzione del mandato di addebito diretto porta con sé una serie di impatti operativi significativi, sintetizzabili in opportunità e rischi.

Tra i vantaggi compare la riduzione drastica del rischio di sanzioni e interessi legati a ritardi o omissioni ed una maggiore semplificazione: meno burocrazia e passaggi ripetitivi nella compilazione e nell’invio dei modelli di pagamento. Parallelamente all’addebito, la convenzione introduce la “delega unica” generalizzata per i Caf e i commercialisti, evitando di dover rilasciare una firma per ogni singolo atto.

Tra le criticità spicca una maggior possibilità di subire addebiti automatici anche in presenza di cartelle o comunicazioni che il contribuente intende contestare ed anche una necessità di un monitoraggio costante della liquidità per evitare il rifiuto dell’addebito da parte della banca. Per i consulenti fiscali l’attività si sposta dalla fase esecutiva (invio dell’F24) a una delicata fase di supervisione, controllo e revoca tempestiva delle autorizzazioni.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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