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Proposta di direttiva Omnibus UE: la Commissione europea verso l’esenzione su dividendi, interessi e royalties

Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale
2 min di lettura
In sintesi

La Commissione UE propone di eliminare le ritenute su dividendi, interessi e royalties infragruppo. Ecco cosa prevede la direttiva Omnibus.

La proposta di direttiva del Consiglio COM(2026) 560 final (24 giugno 2026) elimina le soglie minime di partecipazione delle direttive madre-figlia e interessi-canoni e abolisce l’autorizzazione preventiva sulla ritenuta.


La direttiva Omnibus UE (proposta COM(2026) 560 final del 24 giugno 2026) punta a eliminare la ritenuta alla fonte su dividendi, interessi e royalties pagati tra società UE, rimuovendo le soglie minime di partecipazione previste dalla direttiva madre-figlia e dalla direttiva interessi-canoni. Il testo deve però ancora ottenere l’unanimità in Consiglio.

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Cosa ha presentato la Commissione

Il 24 giugno 2026 la Commissione europea ha presentato la proposta di direttiva del Consiglio COM(2026) 560 final, che modifica sei atti del diritto tributario UE: la direttiva interessi e canoni (2003/49/CE), la direttiva fusioni (2009/133/CE), la direttiva madre-figlia (2011/96/UE), l’ATAD (2016/1164), la direttiva sulla risoluzione delle controversie (2017/1852) e la direttiva FASTER (2025/50). La proposta si fonda sull’articolo 115 TFUE: procedura legislativa speciale, che richiede l’unanimità in Consiglio e prevede solo la consultazione del Parlamento europeo.

La Commissione ha condotto una consultazione mirata durata 15 mesi, oltre a un call for evidence aperto dal 16 febbraio al 30 marzo 2026 che ha raccolto 117 contributi da imprese, associazioni di categoria, accademia e sindacati: circa il 67% dei rispondenti ha segnalato criticità procedurali nell’accesso all’esenzione da ritenuta prevista dalle direttive madre-figlia e interessi-canoni. La Commissione stima un risparmio complessivo di 6,6 miliardi di euro l’anno per le imprese, di cui 5,34 miliardi dalla sola esenzione generalizzata su dividendi, interessi e royalties, 160 milioni dalla disattivazione delle regole CFC per i gruppi in ambito Pillar Two, 265 milioni dalla nuova deduzione integrale per gli investimenti in R&S e ulteriori risparmi mirati per le PMI (90 milioni dal carve-out CFC, 69 milioni dalla soglia di deducibilità interessi resa obbligatoria).

Definizione
La direttiva Omnibus UE (proposta COM(2026) 560 final) è un progetto di direttiva del Consiglio che punta a semplificare la tassazione diretta transfrontaliera nell’UE, incluse le ritenute su dividendi, interessi e royalties.

Cosa cambia nel meccanismo delle ritenute

Oggi la direttiva interessi-canoni richiede una partecipazione minima del 25% e la direttiva madre-figlia una partecipazione minima del 10% detenuta per almeno 12 mesi, per accedere all’esenzione da ritenuta. La proposta elimina entrambe le soglie: l’esenzione si applicherebbe indipendentemente dal livello di partecipazione tra società UE. Cambia anche la procedura: gli Stati membri non potrebbero più richiedere un’autorizzazione preventiva, il contribuente si autoliquiderebbe l’esenzione al momento del pagamento, salvi i controlli ex post e le regole antiabuso sul beneficiario effettivo. Per prevenire la doppia non imposizione, se il percipiente di interessi o royalties si trova in una giurisdizione a tassazione zero, lo Stato di fonte dovrebbe comunque applicare la ritenuta o negare la deduzione del costo. La direttiva FASTER verrebbe estesa a coprire anche i rimborsi IRD/PSD.

Le altre misure del pacchetto: interessi passivi e R&S

Oltre al fronte ritenute, la proposta interviene sull’ATAD in due direzioni operative per le imprese con debito infragruppo. Il limite di deducibilità degli interessi passivi al 30% dell’EBITDA, oggi opzionale e applicato in modo disomogeneo tra Stati membri, diventerebbe obbligatorio ovunque (l’Italia lo applica già con il ROL); diventerebbe inoltre obbligatoria la soglia minima di deducibilità di 3 milioni di euro, con indicizzazione automatica, l’esclusione dal calcolo dei prestiti erogati da soggetti terzi non correlati, il riporto delle eccedenze non dedotte e una clausola di salvaguardia che sterilizza il limite quando l’EBITDA di un esercizio cala di oltre il 50%. Sul fronte innovazione, una nuova misura introduce la deduzione integrale (full expensing) delle spese in beni strumentali destinati alla R&S, deducibile nell’esercizio di sostenimento o ripartita nei quattro successivi, con vincolo di destinazione all’attività di ricerca per almeno tre anni.

L’impatto: cosa significa per chi ha strutture UE

Per chi utilizza holding in Lussemburgo o Olanda, o gestisce finanziamenti e licenze infragruppo, l’eliminazione delle soglie minime e delle procedure di autorizzazione preventiva rappresenterebbe una semplificazione concreta. Il carve-out CFC per le PMI, se confermato, inciderebbe direttamente su una fetta della clientela con strutture estere di dimensioni contenute. Deve essere però ricordato che si tratta di una proposta, non di norma vigente: la base giuridica ex art. 115 TFUE richiede l’unanimità di tutti gli Stati membri in Consiglio, lo stesso meccanismo che ha tenuto bloccata per anni l’iniziativa CCCTB. Le imprese con strutture transfrontaliere UE dovrebbero monitorare l’iter, senza modificare oggi la propria pianificazione sulla base di una norma non ancora approvata.

La proposta è solo all’inizio del suo percorso legislativo: il negoziato in Consiglio potrà modificare in modo sostanziale il testo attuale, e la regola dell’unanimità rende l’esito tutt’altro che scontato nei tempi. Continueremo a seguire l’evoluzione della direttiva Omnibus e aggiorneremo questo articolo man mano che il testo procederà nell’iter approvativo europeo.

Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale

Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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