Via libera dal Consiglio dei ministri a un nuovo decreto Lavoro, varato in vista del Primo maggio, con misure sul salario giusto, gli incentivi all’occupazione e il contrasto al caporalato digitale. Tra le principali misure ci sarebbero la proroga del bonus giovani e una spinta all’occupazione femminile.
Si potrà accedere agli “incentivi occupazionali” solo se si riconosce e si applica ai lavoratori il salario giusto, ovvero il trattamento economico complessivo percepito dal lavoratore, non composto solo dal salario orario ma da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore, ha spiegato la premier Giorgia Meloni.

Indice degli argomenti
Cos’è il Decreto Primo maggio?
Il consiglio dei ministri ha approvato ieri il nuovo decreto 1 maggio in materia di lavoro. Le novità riguardano incentivi all’occupazione, salario giusto, lavoro su piattaforme digitali e rinnovi contrattuali.
Uno dei primi obiettivi del decreto è quello di rendere strutturale il bonus per le assunzioni dei giovani under 35. L’agevolazione, già attiva nel 2025, è stata rinnovata nel decreto Milleproroghe solo per 4 mesi. Il nuovo decreto dovrebbe rendere strutturale questa misura.
Previsti tre principali incentivi:
- Bonus donne 2026: esonero contributivo al 100% fino a 650 euro mensili (800 euro nelle regioni ZES) per assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate;
- Bonus giovani 2026: esonero al 100% fino a 500 euro mensili (650 euro nelle aree ZES) per giovani under35 senza impiego stabile;
- Bonus ZES: incentivo specifico per le imprese del Mezzogiorno, con particolare attenzione alle aziende fino a 10 dipendenti.
Tutti gli incentivi sono subordinati all’incremento occupazionale netto e non sono cumulabili con altri esoneri. Tra le novità anche un incentivo alla trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.
L’esonero contributivo, pari al 100% fino a 500 euro mensili per 24 mesi, riguarda i lavoratori under 35 alla prima occupazione stabile e si applica alle trasformazioni effettuate nella seconda metà del 2026.
Bonus per i giovani under35
Il bonus per le assunzioni dei giovani under35 ha lo scopo di abbattere i costi dei contributi che le aziende devono versare ai neoassunti. I requisiti per poterne usufruire sono:
- Non aver ancora compiuto 35 anni;
- Non aver mai avuto, in precedenza, un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Il bonus prevede uno sgravio contributivo per l’azienda del 100%, se l’assunzione genera un incremento occupazionale netto (il numero totale dei dipendenti deve aumentare rispetto alla media dell’anno precedente), e del 70% se il numero complessivo dei dipendenti invece non aumenta. L’incentivo varia sul territorio nazionale.
Il massimale dell’esonero è di base pari a 500 euro mensili, ma sale a 650 euro al mese per le assunzioni effettuate presso una sede o unità produttiva che si trovano nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.
Occupazione femminile
Un’altra parte importante del decreto Primo maggio riguarda le donne e la spinta all’occupazione femminile. Sempre nel Milleproroghe le agevolazioni per il lavoro femminile erano state prorogate più a lungo, fino al 31 dicembre di quest’anno, ma la volontà del governo di coinvolgere le donne andrà con ogni probabilità oltre.
Premi di produttività
Gran parte del decreto consiste nella riproposizione di misure che il governo ha già previsto con l’ultima legge di bilancio, e che ora intende rendere strutturali, tra queste anche la detassazione dei premi di produttività.
I premi di produttività o di risultato vengono pagati dalle aziende ai dipendenti che raggiungono un certo obiettivo. Il decreto prevede che dal 1° gennaio 2028 in poi i premi di produttività vengano tassati solamente all’1%, per importi fino a 5.000 euro all’anno.
I lavoratori possono scegliere di “convertire” i loro premi di risultato in “prestazioni di welfare aziendale”. Sono del tutto esentasse, fino a 5.000 euro all’anno. Abbassando le imposte da pagare aumenta la somma netta che entra in busta paga.
Attualmente, la tassazione ridotta all’1% riguarda solo chi ha uno stipendio fino a 80mila euro all’anno.
Sconto fiscale su straordinari e notturno in busta paga
Un’altra misura confermata riguarda lo sconto fiscale sulle somme pagate per straordinari, lavoro notturno e non solo. Dal 1° gennaio 2027 i soldi pagati per:
- Lavoro notturno;
- Lavoro nei giorni festivi e di riposo;
- Indennità di turno;
- lavoro straordinario;
verranno tassati al 15%. Non si applicheranno quindi le normali tasse (Irpef nazionale, regionale e comunale). La misura vale per le somme incassate fino a un tetto di 1.500 euro all’anno. Sono esclusi i dipendenti del settore del turismo e quelli della ristorazione.
Lo sconto vale solo per chi ha un reddito da lavoro dipendente che non supera i 40.000 euro all’anno.