cuneo fiscale

Si torna a parlare nuovamente del cuneo fiscale. All’attenzione del legislatore, già da molti mesi, vi è il dibattito sulla riduzione della pressione fiscale. All’alba della prossima riforma fiscale sembra essere ormai una questione non più rinviabile. In particolare, già con la Legge di Bilancio 2022 abbiamo assistito ad un primo intervento volto a ridurre le imposte sui contribuenti,

Tuttavia, sembra non esser ancora sufficiente a conseguire gli obiettivi prefissi dal Governo. Dunque proprio per tale ragione possiamo ritenere plausibile nuove misure a breve.

Ma cos’è il cuneo fiscale? Con tale termine si intende in genere l’insieme delle imposte che incidono sul costo del lavoro, sia dal punto di vista del datore di lavoro che del lavoratore (dipendente oppure autonomo).

Esso è la differenza tra lo stipendio lordo che il datore di lavoro versa e lo stipendio netto che il lavoratore percepisce. Quando il datore di lavoro versa lo stipendio al lavoratore, infatti, tre sono i destinatari:

  • il lavoratore per lo stipendio netto,
  • l’Erario per le imposte
  • l’ente previdenziale per i contributi.

In breve possiamo affermare che il cuneo fiscale è la differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro e la busta paga netta ricevuta dal lavoratore. Si sostanzia quindi in tutte le imposte e tassa che vengono versate e che dipendono dal reddito da lavoro. In genere si utilizza il criterio in questione per stabilire quali saranno gli effetti dalla tassazione sul reddito dei lavoratori. Le implicazioni sono molte, soprattutto in termini di occupazione e mercato del lavoro.

Il legislatore con gli ultimi interventi ha, allora, inteso ridurre tale differenza, al fine di contenere il peso fiscale sulle imprese.

La legge di Bilancio 2022, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2021, ha inteso assolvere a questo obiettivo mediante:

  • l’avvio della revisione dell’IRPEF,
  • le novità sul superbonus 
  • in materia di lavoro, interviene sulla normativa relativa alla cassa integrazione e sul reddito di cittadinanza e sulle pensioni.

La riforma del Cuneo fiscale: come verranno tagliate le imposte?

Per rilanciare le imprese e l’occupazione, la strategia del Governo  è quella di andare ridurre il cuneo fiscale. Il taglio delle imposte ha molteplici benefici. In particolare, si intende andare ad agire sul costo del lavoro per le imprese. Ciò consentirebbe di sostenere le imprese e favorire l’occupazione.

Senza dimenticare i benefici della minore tassazione per i lavoratori. Infatti, in tal modo andrebbero ad aumentare le loro risorse economiche da spendere e/o investire. La strada verso il taglio del cuneo fiscale, invero, è iniziata già nel 2019 con la relativa Manovra finanziaria.

Tuttavia, le misure introdotte non hanno prodotto gli effetti sperati. In concreto sono solo state abbassate le tariffe Inail e la complessa materia del costo del lavoro è rimasta sostanzialmente invariata.

La Legge di Bilancio 2022 sembra invece aver posto le basi di un’importante riforma che dovrebbe avere conseguenze maggiormente consistenti sull’economia. A tal proposito, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato subito dopo l’approvazione del Disegno di Legge in Consiglio dei Ministri ha precisato:

“Sulle tasse mettiamo 12 miliardi per ridurre la pressione fiscale e non 8 come si dice in giro. 8 miliardi vanno ad un intervento mirato per ridurre le imposte sulle società, sulle persone, sul cuneo fiscale e ci sono varie ipotesi di impiego”.

Modifica IRPEF

La principale riforma introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 attiene alle modifiche della disciplina dell’IRPEF. A tal proposito ricordiamo che la nuova Manovra Finanziaria ha introdotto un taglio delle aliquote IRPEF.

In particolare, è stato ridotto il numero delle aliquote. Si passa da un sistema a cinque aliquote ad uno a quattro aliquote, dopo numerosi dibattiti al governo proprio sull’intero sistema di percentuali su cui si basa il fisco italiano.

Il cuneo fiscale sul lavoro è una delle maggiori problematiche del mercato del lavoro italiano, in tal modo si intende alleggerire il peso sui lavoratori.

Con le novità della Legge di Bilancio 2022, le aliquote IRPEF diventano quattro, e la modifica, quindi, interessa anche gli scaglioni.

Scaglioni IRPEF 2022Aliquota IRPEF 2022
fino a 15.000 euro23 per cento
da 15.001 fino a 28.000 euro25 per cento
da 28.001 fino a 50.000 euro35 per cento
oltre 50.00043 per cento

Oltre a cambiare il numero delle aliquote, è stato modificato anche il sistema delle detrazioni, che ha integrato anche il c.d. Bonus Renzi:

  • 61 euro l’anno per redditi fino a 15.000 euro;
  • 150 euro l’anno per redditi da 15.000 a 28.000 euro;
  • 417 euro l’anno per redditi da 28.000 a 50.000 euro;
  • 692 euro l’anno per redditi da 50.000 a 55.000 euro;
  • 468 euro l’anno per redditi da 55.000 a 75.000 euro;
  • 247 euro l’anno per redditi oltre 75.000 euro.

Tale modifica dovrebbe comportare un piccolo aumento in busta paga per i lavoratori.

Le novità per le imprese della Legge di Bilancio 2022

La legge di bilancio ha introdotto importanti misure di aiuto alle imprese. In particolare:

  • 900 milioni di euro per la Nuova Sabatini fino al 2027;
  • Crediti di imposta Transizione 4.0 fino al 2025;
  • rifinanziamento del Fondo di Garanzia Pmi;
  • sostegno all’internazionalizzazione.

Modifiche in tema pensione

Una delle questioni maggiormente dibattute è anche l’intervento di riforma sulle pensioni. La questione, invero, è ancora una volta parzialmente rinviata, tuttavia si cerca di contenere, con la Legge di Bilancio 2022, gli effetti della rimozione di alcune misure, come quella della Quota 100:

  • con quota 102 “per assicurare un graduale ed equilibrato passaggio verso il regime ordinario”: 64 anni di età e 38 di contributi;
  • confermata l’Ape Sociale;
  • ancora un anno anche per Opzione donna con gli stessi requisiti;
  • uscita anticipata per i lavoratori delle imprese in crisi di almeno 62 anni;

"Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

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