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Chiusura del bilancio: check list e controlli

8 min di lettura
In sintesi

Chiusura del bilancio: dedicata alle valutazioni sul rispetto dei principi per la redazione del bilancio, sia alle scritture di assestamento

La chiusura del bilancio rappresenta un momento importante dell’intero anno amministrativo. Si tratta di una procedura che riguarda:

  • Le valutazioni che consentono il rispetto dei principi per la redazione del bilancio;
  • La specifica redazione delle scritture di assestamento;
  • La revisione delle registrazioni contabili effettuate durante l’anno.

Lo scopo di questo articolo è esaminare i vari controlli che è necessario effettuare nella fase della chiusura del bilancio. Le fasi propedeutiche alla chiusura oltre ad essere essenziali, costituiscono una forma di ulteriore verifica, gradita dal revisore.

Il revisore fra le prime azioni che deve compiere vi è quella dell’analisi del rischio. Di conseguenza, migliore è strutturato il sistema di controllo aziendale interno, minore è la probabilità che vi siano errori contabili evitabili. Le azioni descritte di seguito sono proposte con riferimento all’ipotesi di controllo annuale.

Fase propedeutica alla chiusura del bilancio

La prima fase propedeutica, da attuarsi alla chiusura del bilancio, riguarda il confronto fra le voci patrimoniali ed economiche dell’anno precedente con quelle dell’anno in chiusura. Buona norma è quella di partire da un confronto per mastro in modo da poter cogliere le variazioni più significative intervenute tra un esercizio e l’altro.

Il confronto effettuato sulle componenti economiche permette di intercettare eventuali errori significativi di classificazione delle voci. Questa prima fase permette di intercettare possibili errori involontariamente compiuti in termini di classificazione, ma anche di quantificazione.

Un esempio: La differenza di valore tra un esercizio e un altro degli oneri finanziari derivanti da finanziamenti infra gruppo può far emergere la mancata rilevazione di costi di competenza, dovuta alla non ancora intervenuta fatturazione da parte della società finanziatrice.

Condotta questa prima disamina è necessario avviare un’ulteriore fase di controllo che si differenzierà voce per voce di bilancio. Di seguito sono analizzeranno i principali passaggi che devono essere effettuati nell’intento di pervenire alla chiusura del bilancio, privo di errori significativi e comunque sicuramente superabili.

Controlli su immobilizzazioni materiali e immateriali

Le immobilizzazioni materiali costituiscono una porzione importante degli asset nelle imprese industriali così come nelle imprese commerciali. I relativi controlli, indispensabili per giungere alla rappresentazione di un bilancio che rispetti i criteri della true and fair view, coinvolgono:

  • La contabilità generale;
  • La Sezione dei cespiti;
  • Contabilità analitica in quanto strumentale all’effettuazione di procedure di impairment test e/o di quantificazione di opere da realizzare internamente;
  • Sezione informatica dedicata alla definizione delle imposte dovute, ove presente.

Il primo controllo porta il redattore del bilancio a verificare la corrispondenza dei valori delle immobilizzazioni iscritte a bilancio con quelli presenti nel registro dei beni ammortizzabili.

Questo avviene sia a livello di categoria (totale del costo storico e del fondo ammortamento, per esempio, degli “impianti” presenti a bilancio con i rispettivi totali rilevabili dal registro cespiti; ugualmente per macchinari, fabbricati e così via), sia a livello di singola voce ove si fosse optato per l’esposizione nel bilancio di un dettaglio maggiore rispetto a quello identificato con la categoria.

Il controllo è effettuato nonostante il registro dei beni ammortizzabili possa essere nato per finalità fiscali. Esso, per prassi ormai consolidata, viene regolarmente alimentato nell’intento di disporre in via automatica del calcolo degli ammortamenti rilevanti ai fini civilistici.

Il confronto fra le due fonti informative va sicuramente affrontato qualora nel corso dell’esercizio siano intervenuti acquisti o vendite di immobilizzazioni. In ipotesi di acquisto di un’immobilizzazione, il rischio di classificazioni disallineate può essere ridotto in due ipotesi:

  • La rilevazione contabile nel bilancio e nel registro cespiti trovi come fonte unitaria la classificazione attribuita in fase di rilevazione dell’ordine di acquisto;
  • Qualora la registrazione contabile connessa con la rilevazione dell’acquisto sia informaticamente inscindibile dalla rilevazione del medesimo evento nel registro dei cespiti.

Acconti su beni immobili

Gli investimenti in immobilizzazioni richiedono il pagamento anticipato di acconti che dovranno essere collocati nella Sezione B) dello Stato Patrimoniale attivo:

  • “B.I.6)Immobilizzazioni in corso e acconti”, per gli acconti concessi a fronte di immobilizzazioni immateriali;
  • “B. II.5) Immobilizzazioni in corso e acconti”, per gli acconti concessi a fronte di immobilizzazioni materiali.

Qualora nel corso dell’esercizio gli acconti riconosciuti ai fornitori siano stati collocati in un conto non strettamente legato ai cespiti, in sede di redazione del bilancio, occorre effettuare il giroconto per fornirne la corretta classificazione.

Nel caso di acconto corrisposto nell’esercizio precedente sia dovuto ad immobilizzazioni nel frattempo pervenute in azienda e messe in opera, occorre girocontare il relativo importo al bene acquistato per il conseguente avvio del processo di ammortamento.

La corretta quantificazione e qualificazione delle immobilizzazioni in corso

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Andrea Baldini

Laurea in Economia Aziendale nel 2014 presso l'Università degli Studi di Firenze. Collabora stabilmente nella redazione di Fiscomania nel ambito fiscale. Appassionato da sempre di Start-up, ha il sogno di diventare business angel per il momento opera come consulente azienda nel mondo delle Start up. andreabaldini@fiscomania.com

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