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Bonus Casa 2027: Nuove aliquote e il piano di tagli del MEF

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura
In sintesi

Dal 2027 il MEF taglia i bonus fiscali per oltre 40 miliardi. Scopri come cambiano le aliquote per i bonus casa, chi si salva e i rischi

La stagione delle agevolazioni a pioggia in Italia è ufficialmente arrivata agli sgoccioli. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha avviato un importante piano di ridimensionamento delle spese fiscali (le cosiddette tax expenditures). Nel triennio compreso tra il 2026 e il 2028, questa manovra porterà a un taglio complessivo di oltre 40 miliardi di euro.

Per i contribuenti italiani si prospetta una vera e propria rivoluzione. Molte delle detrazioni verranno fortemente alleggerite, mentre assisteremo a un addio definitivo per diversi bonus edilizi. Vediamo nel dettaglio quali saranno i bonus per la casa più colpiti e chi riuscirà a salvarsi.

Il riordino fiscale e la stretta sui Bonus Edilizi

Alla base di questa forte stretta c’è l’ultimo Rapporto annuale sulle spese fiscali, che è stato redatto dalla Commissione tecnica del MEF. I dati evidenziano che nel 2026 lo Stato italiano rinuncerà a 129,7 miliardi di euro di gettito fiscale per riuscire a finanziare ben 573 bonus differenti.

L’aspetto critico è che quasi il 25% di queste agevolazioni costa meno di 10 milioni di euro all’anno, traducendosi spesso in micro-esenzioni dal valore più politico che economico. In netto contrasto, solamente 23 misure (che rappresentano appena il 4% del totale) assorbono ben l’83% della spesa complessiva.

A pesare maggiormente sui conti pubblici sono proprio i bonus edilizi, tra cui figurano il Superbonus, l’Ecobonus, il Sismabonus e le agevolazioni per le ristrutturazioni. Queste misure comportano un costo di 53,24 miliardi di euro tra il mancato gettito IRPEF e IRES. Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha quindi confermato che l’obiettivo del Governo è quello di “snellire” questo impianto, con lo scopo di creare un sistema che sia più selettivo, programmato e maggiormente sostenibile per le casse dello Stato.

Cronoprogramma Bonus Casa: Come cambiano le aliquote dal 2027

Il settore immobiliare sarà senza dubbio il bersaglio principale di questa rimodulazione fiscale. Chi non affretterà l’avvio dei propri cantieri vedrà le detrazioni scivolare verso il basso, riducendo in modo drastico il margine di risparmio.

Ecco il nuovo calendario con la riduzione delle aliquote per i lavori di ristrutturazione:

  • 2025-2026: Detrazione al 50% per l’abitazione principale e al 36% per altri casi (come le seconde case), mantenendo il limite di spesa a 96.000 €;
  • 2027: L’aliquota di detrazione scenderà al 36% per l’abitazione principale e al 30% per tutti gli altri casi, mantenendo ancora il tetto massimo di spesa di 96.000 €;
  • 2028-2033: La detrazione calerà ulteriormente al 30% per qualsiasi immobile, con il dimezzamento del tetto di spesa detraibile che scenderà da 96.000 € a soli 48.000 €;
  • Dal 2034: La detrazione sarà pari al 36% per qualsiasi immobile, con un limite di spesa fissato a 48.000 €.

Chi è escluso dal taglio delle agevolazioni?

Nonostante l’ampia portata di questo piano di riordino, il Governo ha previsto alcune tutele esplicite per i nuclei familiari e per i redditi medio-bassi. Restano infatti escluse dai tagli i bonus in busta paga destinati ai lavoratori dipendenti e l’Assegno Unico, il quale continuerà a non concorrere alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF. Resta esclusa anche la detrazione del 19% applicata sulle spese sanitarie e mediche, che costituisce la voce più pesante tra le detrazioni ordinarie, costando circa 5 miliardi di euro all’anno e le pensioni di guerra, che rimangono esentate dal prelievo per un valore totale di circa 3,9 miliardi di euro annui.

Rischio revoca: I blocchi preventivi dell’Agenzia delle Entrate

Un aspetto tecnico di cruciale importanza riguarda l’effettiva erogazione di questi rimborsi. L’Agenzia delle Entrate ha il potere di attivare dei controlli incrociati che possono far scattare un blocco preventivo della detrazione, e quindi fermare l’erogazione dei rimborsi già approvati sulla carta.

Questa eventualità si verifica specialmente se subentrano variazioni dello status del contribuente dopo l’avvio dei lavori, ma prima dell’effettivo incasso. Le cause comuni di blocco includono:

  • Il superamento dei nuovi tetti di reddito massimo che sono ammessi per l’accesso ai bonus.
  • La cessione, anche parziale, dell’immobile in questione o la variazione del titolo di possesso.
  • La presenza di irregolarità urbanistiche riscontrate in cantiere o l’avvio di specifici accertamenti amministrativi.

Il messaggio per i contribuenti è molto chiaro: è vitale pianificare con la massima attenzione le tempistiche dei cantieri edilizi e verificare in modo costante sia la propria capienza fiscale che i requisiti reddituali, al fine di evitare la perdita definitiva del diritto a godere delle detrazioni fiscali.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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