Sistema fiscale in Croazia: imposte societarie, IRPEF e incentivi

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La pianificazione fiscale in Croazia rappresenta una leva strategica per ottimizzare i costi e incrementare la competitività aziendale. Tuttavia, richiede un’approfondita conoscenza delle normative locali e dei trattati internazionali.

La Croazia rappresenta un interessante caso di studio per comprendere le dinamiche della pianificazione fiscale internazionale, grazie al suo sistema fiscale competitivo e agli incentivi mirati per investitori e imprese. Questo approfondimento esplora le principali strategie fiscali applicabili al contesto croato, fornendo uno strumento utile per imprenditori e per società multinazionali.

In breve: sistema fiscale croazia 2026

La Croazia (Area Euro dal 2023) offre un sistema fiscale competitivo per le imprese:

  • Imposta Società (Corporate Tax):
    10% per fatturati fino a 1.000.000 € (soglia aggiornata).
    18% per fatturati superiori.
  • IVA (VAT): Ordinaria al 25% (ridotte 13% e 5%).
  • Persone Fisiche (PIT): Aliquote progressive 15% – 23,6%.
  • Visto Nomadi Digitali: Esenzione fiscale totale per redditi da lavoro estero (permesso 1 anno).
Infografica riassuntiva del Sistema Fiscale in Croazia: aliquote CIT, PIT e IVA
Figura 1: Panoramica visiva delle principali aliquote fiscali croate aggiornate al 2025.

Tabella: sintesi rapida del sistema fiscale

Tipologia impostaAliquote e scaglioniSoggetti interessatiNote e agevolazioni
Imposta Utili Società (CIT)10% per ricavi < 1.000.000 €
18% per ricavi > 1.000.000 €
Società (d.o.o., j.d.o.o.) e succursaliSoglia innalzata a 1 mln €. Utili reinvestiti non tassati se usati per aumenti di capitale (con procedure specifiche).
Imposta Reddito Persone (PIT)Scaglione 1: 15% – 23,6% (deciso dal comune)
Scaglione 2: 25% – 35,4% (deciso dal comune)
Persone fisiche residenti e non residenti (reddito locale)Sgravi Giovani: 100% sconto under 25, 50% sconto 25-30 anni. Detrazione base mensile: 560 €.
IVA (PDV)25% Ordinaria
13% Ridotta (Ristorazione, Turismo)
5% Minima (Pane, Libri, Farmaci)
Operatori con fatturato > 40.000 € annuiLiquidazione mensile (o trimestrale se fatturato < 106.000 € circa). Reverse charge applicabile in UE.
Ritenuta dividendi12%Soci che prelevano utiliTassazione definitiva (non va in dichiarazione redditi se pagata alla fonte).
Tassa immobiliare (Transfer Tax)3% del valore di mercatoAcquirenti di immobili usatiSe si acquista immobile nuovo da società (soggetto a IVA), non si paga questa tassa del 3%.
Contributi previdenziali20% a carico dipendente (Pensione)
16,5% a carico azienda (Sanità)
Lavoratori dipendentiI contributi pensionistici sono deducibili dalla base imponibile IRPEF.

Croazia: struttura del sistema tributario

La Croazia è uno Stato membro dell’Unione Europea. Si tratta di uno degli ex stati facente parte della ex Jugoslavia. Oggi è una democrazia che evidenzia la stabilità nell’economia sociale di mercato ed anche solidità finanziaria. È è dotata di un moderno sistema tributario, che adotta una struttura fiscale simile a quella di altri Stati dell’Unione europea. In particolare:

  • Le persone fisiche sono assoggettate all’imposta statale sui redditi e a quelle locali;
  • Le imprese sono soggette all’imposta sugli utili o sui redditi societari. L’imprenditore individuale con attività d’impresa può esercitare l’opzione tra l’imposta sugli utili o quella sul reddito.

Proprio per promuovere lo sviluppo di alcuni territori, sono state istituite in Croazia numerose zone franche che riconoscono condizioni particolarmente vantaggiose ad alcune attività economiche. Anche sotto forma di incentivi fiscali, oltre al fatto che le importazioni e le esportazioni non sono soggette ad alcuna restrizione e sono esenti da dazi doganali. Moltissimi sono anche i vantaggi che potete usufruire quando decidete di aprire una società in Croazia, agevolazioni che nella maggior parte dei casi permettono d’abbassare le imposte a fronte di investimenti ed assunzioni di personale.

Imposta sul reddito delle persone fisiche

Le persone fisiche sono assoggettate all’imposta statale sui redditi (Income Tax) e alle imposte locali. I Comuni, infatti, possono introdurre un’addizionale all’imposta sui redditi con aliquota compresa tra il 10% e il 30%, a seconda del numero degli abitanti. Il periodo fiscale corrisponde all’anno solare.

Soggetti residenti fiscalmente in Croazia

I soggetti residenti sono assoggettati a tassazione per i redditi ovunque prodotti secondo la c.d. il “worldwide taxation principle“. Ai sensi della Legge sull’imposta sul reddito per soggetto residente fiscalmente in Croazia si intende una persona fisica avente residenza o soggiorno abituale nella Repubblica. Per residente si intende anche la persona che non ha residenza o soggiorno abituale in Croazia ma è alle dipendenze dell’amministrazione statale della Repubblica, e come tale percepisce stipendio. Per soggetto non residente si intende la persona fisica che non ha residenza o soggiorno abituale in Croazia. Ma realizza redditi in Croazia che vengono ivi tassati secondo le disposizioni di Legge.

Tipologie reddituali

L’imposta sul reddito delle persone fisiche comprende le seguenti tipologie reddituali:

  • Reddito da lavoro dipendente: stipendi, salari, pensioni;
  • Reddito da lavoro autonomo comprensivo di reddito d’impresa e redditi professionali;
  • Il reddito derivante dalla proprietà e dalla titolarità di diritti di proprietà, nonché da capital gain (Property Tax): gli interessi e le royalties sono tassate con ritenuta fiscale a titolo finale rispettivamente del 25% e del 40%. I dividendi sono esenti, così come gli interessi sui conti correnti o di risparmio;
  • Reddito da capitale (Profit Tax): non si applica, comunque, l’imposta sul patrimonio netto. Inoltre, gli immobili sono assoggettati a tassazione locale, secondo aliquote stabilite da ciascun Comune;
  • Redditi diversi: assoggettati a ritenuta fiscale a titolo finale del 25%.

La base imponibile

Per i redditi da lavoro dipendente e per i redditi da lavoro autonomo l’imponibile fiscale è costituito dal reddito annuale complessivo. Si tratta del reddito calcolato su base mondiale (in Croazia e all’estero), da parte dei soggetti ivi fiscalmente residenti. E del reddito nazionale per i soggetti non fiscalmente residenti. Importo diminuito della ritenuta personale non imponibile e parti di reddito non tassabili (figli e/o genitori a carico, etc).

Aliquote di tassazione per le persone fisiche

Dal 1° gennaio 2024, il sistema è cambiato radicalmente. È stata abolita la sovrimposta comunale (la vecchia “tassa sulla città”). Ora, ogni comune o città può decidere autonomamente le proprie aliquote IRPEF all’interno di un intervallo stabilito dallo Stato.

Le aliquote si applicano su due scaglioni di reddito:

  1. Reddito mensile fino a 4.200 € (50.400 € annui):
    • Aliquota: tra il 15% e il 23,6% (decisa dal comune).
  2. Reddito mensile superiore a 4.200 €:
    • Aliquota: tra il 25% e il 35,4% (decisa dal comune).

Esempio pratico (Zagabria): La capitale Zagabria ha fissato le aliquote massime per compensare la perdita della vecchia sovrimposta:

  • Aliquota inferiore: 23,6%
  • Aliquota superiore: 35,4%
  • Molte città costiere o comuni minori hanno optato per aliquote più basse per attrarre residenti.

La disciplina fiscale di favore per i nomadi digitali

Con l’approvazione della Legge sugli stranieri (Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 133/20), il Paese ha definito come nomade digitale un cittadino di un Paese terzo (non UE) che è impiegato o svolge un lavoro tramite la tecnologia della comunicazione per un’azienda o la propria azienda che non è registrata nella Repubblica di Croazia e non svolge un lavoro o fornisce servizi a datori di lavoro nel Paese.

Esiste, quindi, un visto specifico per “Digital Nomads” (cittadini extra-UE). Se si ottiene questo status:

  • Validità di 1 anno (rinnovabile dopo una pausa). 
  • 0% tasse sul reddito in Croazia per il reddito generato lavorando per aziende estere.

Esenzione da tassazione per i redditi esteri

L’applicazione del visto è legato ad una agevolazione fiscale legata all’imposta sul reddito delle persone fisiche (PITA).

In particolare, l’art. 9(1)(26) della PITA, prevede per il nomade digitale l’esenzione da tassazione del reddito derivante da un’attività di lavoro dipendente o autonomo svolga per un datore di lavoro non registrato in Croazia. Aspetto da valutare con attenzione è che questa agevolazione fiscale riguarda soltanto gli individui che ottengono il visto come nomade digitale, e non anche i cittadini UE che lavorano da remoto durante il soggiorno nel Paese.

Imposta sul reddito delle società

Per le aziende, la Croazia offre uno dei regimi più competitivi in Europa. L’imposta sugli utili si divide in due scaglioni basati sui ricavi annui:

  • 10%: Per le aziende con ricavi fino a 1.000.000 € (precedentemente la soglia era più bassa, circa 995k€).
  • 18%: Per le aziende con ricavi superiori a 1.000.000 €.

Nota: La maggior parte delle piccole e medie imprese (PMI) rientra nella fascia del 10%, rendendo il paese molto attraente per le startup e le holding.

Forme giuridiche di impresa

Le forme societarie in Croazia comprendono:

Forma giuridicaSiglaCapitale minimo (€)Note per l’investitore
S.r.l. Classicad.o.o.2.500 €Standard per PMI. Capitale interamente disponibile per l’azienda dopo la costituzione.
S.r.l. Semplificataj.d.o.o.1 €Costi notarili ridotti. Obbligo di accantonare il 25% degli utili a riserva fino a raggiungere 2.500 €.
Società per Azionid.d.25.000 €Per grandi imprese. Richiede struttura di governance più complessa.

Tutte le imprese devono essere registrate presso il Registro Commerciale Croato, che garantisce trasparenza e accesso pubblico alle informazioni societarie, migliorando la fiducia degli investitori.

Whithholding Tax in Croazia

La withholding tax rappresenta l’imposta sul profitto realizzata da parte di soggetti non residenti che percepiscono redditi da parte di enti residenti in Croazia. Anche per quanto riguarda gli enti societari i redditi percepiti da soggetti non residenti sono soggetti a tassazione in Croazia, attraverso l’applicazione di una ritenuta in uscita. Classico caso di applicazione della whithholding tax è quello dei dividendi corrisposti da una società residente ad un soggetto non residente.

La base imponibile della whithholding tax è costituita dall’importo lordo del compenso che il contribuente residente versa al soggetto non residente. Questa imposta è applicata alle seguenti fattispecie:

  • Interessi – si tratta di interessi in uscita dalla Croazia verso società residenti in altri Paesi. La ritenuta non si applica sui prestiti per l’acquisto di beni utili allo svolgimento della propria attività, sui prestiti erogati da un istituto finanziario estero, agli obbligazionisti di titoli Statali, agli interessi sui bond societari, etc;
  • Dividendi – la ritenuta si applica sui dividendi in uscita dal Paese. La ritenuta non grava sui dividendi reinvestiti nella società, a meno che non siano generati dal settore bancario e dal settore finanziario;
  • Diritto di autore e proprietà intellettuale – se lo sfruttamento economico del diritto di autore riguarda società estere si applica la ritenuta. Se, invece, riguarda persone fisiche estere la ritenuta è esente.
  • Infine servizi di auditing – Se pagati a persone straniere si applica la ritenuta.

La witholding tax può essere evitata in virtù dell’applicazione di convenzioni contro le doppie imposizioni siglate con Paesi esteri. Oppure, nel caso in cui si applichi la Direttiva CEE (90/435/CEE) c.d. “direttiva madre-figlia“. Direttiva, che in alcuni casi consente l’esenzione dall’applicazione della ritenuta in uscita.

Aliquote della withholding tax

L’aliquota da applicare alla ritenuta sui redditi in uscita è pari a:

  • 15% – aliquota ordinaria, ad eccezione che per i dividendi e delle quote nel reddito della società;
  • 12% – per dividendi e quote di reddito della società;
  • Infine, 20% – su tutti i servizi non menzionati pagati a soggetti persone fisiche che hanno sede legale o operativa nei Paesi che sono considerati Paradisi fiscali. Questo ad eccezione dei Paesi con cui la Croazia ha stipulato convenzioni contro le doppie imposizioni.

In dettaglio, se vuoi maggiori informazioni su questi Paesi vai al link istituzionale.

Zone economiche franche

Le zone franche economiche sono state istituite sulla base di concessioni rilasciate dal Governo della Repubblica di Croazia. Sono parte del territorio dello Stato, in cui l’attività economica viene svolta a condizioni speciali.

Le merci possono essere consegnate alle zone economiche libere e utilizzate per la produzione, la lavorazione, lo stoccaggio di merci, per il commercio all’ingrosso, il supporto strategico alle imprese, la creazione di centri per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione, nonché per la fornitura di servizi non bancari.

L’imposta sul valore aggiunto per i beni che vengono trasferiti nella FEZ è pagabile solo quando i beni lasciano la FEZ e quando la loro destinazione finale è il mercato UE, incluso il mercato interno croato. Se i paesi terzi sono il ponte per la fornitura di beni dalla FEZ, tali beni sono esenti da IVA.

Imposta sul valore aggiunto in Croazia

Anche in Croazia si applica l’Imposta sul valore aggiunto. L’aliquota ordinaria è del 25%. Tuttavia, vi sono anche due aliquote ridotte:

  • Aliquota del 5% che si applica per tutti i generi di prima necessità (pane, latte, farmaci, etc)
  • Aliquota del 13% per i servizi di alloggio o alloggio con prima colazione in alberghi o strutture similari. Giornali e riviste. Energia elettrica, raccolta dei rifiuti, etc.

Con l’adesione della Croazia all’UE le disposizioni sull’Iva sono conformi a quelle degli altri Paesi membri. Le cessioni di beni effettuate dagli operatori di uno Stato membro nei confronti di operatori comunitari sono considerate operazioni non imponibili Iva in quanto alle stesse è applicabile il regime di tassazione nello Stato dell’UE di destinazione dei beni oggetto dell’operazione.

Importante:
Un’aspetto particolare riguarda la soglia minima per i soggetti imprenditori al di sopra del quale si è tenuti ad applicare l’Iva. In particolare, per i titolari di partita Iva si applica l’Iva se fatturato annuo complessivo realizzato nell’anno precedente supra la soglia di 40.000 euro).

La liquidazione dell’imposta avviene mensilmente ed il relativo pagamento deve essere effettuato entro la fine del mese successivo a quello di riferimento. Per gli imprenditori che hanno fornito beni o servizi il cui valore Iva compreso non abbia superato le 106.000 euro, la liquidazione di imposta avviene trimestralmente. Entro febbraio dell’anno successivo si presenta la dichiarazione Iva.

Numero di identificazione personale (OIB)

Il Numero di identificazione personale (abbreviato NPI) è un carattere numerico di undici cifre attraverso il quale vengono identificati tutti i contribuenti in Croazia. Viene utilizzato nelle evidenze pubbliche allo scopo di catalogare gli assegnatari del NPI. Dopo l’entrata della Croazia nell’Unione europea al NPI sarà necessario aggiungere la sigla HR davanti agli undici caratteri numerici e sarà valido come partita Iva comunitaria inserita nella banca dati VIES (se in possesso dei requisiti).

Convenzione Italia Croazia sulla doppia imposizione

L’accordo contro le doppie imposizioni siglato tra Italia e Croazia è stato firmato il 29 ottobre 1999. Il 27 giugno 2000 il Parlamento croato ha emanato la Legge sulla ratifica dell’Accordo tra la Repubblica croata e la Repubblica italiana per evitare le doppie imposizioni sul reddito. La Legge è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 7 luglio 2000 ed è entrata in vigore l’ottavo giorno successivo. Tuttavia, però tale accordo è entrato in vigore soltanto il 29 maggio 2009. Anno in cui l’Italia, a sua volta, ha ratificato l’accordo nel proprio Paese.

Strumenti di pianificazione fiscale in Croazia

Gli imprenditori possono valutare specifici strumenti di pianificazione fiscale che possono portare vantaggi da valutare con attenzione.

Strutture di Holding

Le holding croate offrono vantaggi significativi grazie a:

  • Esenzione sui dividendi: Dividendi ricevuti esenti da imposte se si rispettano criteri specifici, come la durata del possesso delle partecipazioni.
  • Trattati bilaterali: Consentono di ridurre la tassazione su dividendi, interessi e royalties attraverso accordi internazionali.

Ad esempio, un’importante multinazionale nel settore tecnologico ha scelto di stabilire una holding in Croazia per beneficiare dell’esenzione sui dividendi ricevuti da filiali europee, sfruttando al contempo i trattati contro la doppia imposizione per ridurre al minimo le ritenute alla fonte su royalties e interessi.

2. Ottimizzazione degli investimenti immobiliari

Il settore immobiliare croato beneficia di:

  • Imposta sul trasferimento immobiliare: Aliquota competitiva del 3%.
  • IVA sugli immobili: Applicabile al 25%, con esenzioni per specifici tipi di transazioni, come quelle legate alla prima occupazione di edifici.
  • Fondi di investimento immobiliare: Strumenti per diversificare gli investimenti e ridurre il rischio.

Nel campo degli investimenti immobiliari, una società di sviluppo ha adottato una strategia che combina l’imposta sul trasferimento immobiliare al 3% con l’uso di fondi di investimento per diversificare il portafoglio e mitigare i rischi. Ciò ha permesso di massimizzare i profitti mantenendo al minimo il carico fiscale.

3. Prezzi di trasferimento

Le multinazionali operanti in Croazia devono conformarsi agli standard OCSE sui prezzi di trasferimento:

  • Metodologie riconosciute: Ad esempio, metodo del costo maggiorato e metodo del confronto tra prezzi comparabili.
  • Documentazione obbligatoria: Per garantire trasparenza e minimizzare il rischio di contestazioni fiscali.

Un ulteriore esempio è dato da un’azienda manifatturiera che, seguendo gli standard OCSE sui prezzi di trasferimento, ha ottimizzato le transazioni intra-gruppo utilizzando il metodo del costo maggiorato. La documentazione dettagliata ha garantito conformità fiscale, evitando potenziali sanzioni.

4. Incentivi per progetti strategici

La Croazia incentiva investimenti in:

  • Aree con alta disoccupazione, offrendo esenzioni fiscali proporzionali.
  • Settori innovativi come tecnologia, energia e turismo.
  • Progetti che superano i 5 milioni di euro, con vantaggi aggiuntivi per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Un progetto strategico nel settore delle energie rinnovabili, che ha superato i 5 milioni di euro di investimento, ha beneficiato di esenzioni fiscali significative e di incentivi per la creazione di nuovi posti di lavoro, contribuendo allo sviluppo economico regionale e migliorando la sostenibilità ambientale.

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Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionale
Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionalehttps://fiscomania.com/federico-migliorini/
Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.
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