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Rottamazione quinquies: l’interesse sulle rate scende al 3%

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura
In sintesi

Con un emendamento alla Manovra di bilancio il tasso di interesse applicato sulle rate passerà dal 4% annuo, previsto dal Cdm, al 3%

La manovra 2026, tramite emendamento, ha abbassato il tasso di interesse sulle rate della rottamazione quinquies dal 4% al 3% annuo. La misura rende più sostenibile il piano rateale fino a 9 anni (54 rate), pur mantenendo un tasso superiore rispetto alla rottamazione quater che era al 2%.

Con un emendamento alla Manovra di bilancio viene riformulato il testo, il tasso di interesse applicato sulle rate passerà dal 4% annuo, previsto dal Cdm, al 3%. Con questa modifica si alleggeriscono i costi per chi aderisce alla rottamazione delle cartelle, il tasso di interesse resta più alto rispetto alla rottamazione quater (2%). Il testo prevede poi cartelle spalmate per 9 anni con 54 rate, ciascuna da un minimo 100 euro.

La novità prevede che il tasso applicato alle rate passi dal 4% al 3%, alleggerendo il costo complessivo per coloro che scelgono il pagamento dilazionato dei carichi affidati alla riscossione.

In particolare, il testo del correttivo prevede delle cartelle spalmate per 9 anni con 54 rate, ciascuna da minimo 100 euro.

Rottamazione quinquies

La nuova sanatoria (rottamazione quinques) riguarda i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2023.

Possono essere inclusi nella quinta rottamazione i debiti derivanti dal mancato versamento delle imposte che emergono dalle dichiarazioni fiscali annuali, così come quelli scaturiti dai controlli automatici e formali effettuati dall’Agenzia delle Entrate. Vi rientrano anche i contributi previdenziali dovuti all’INPS, purché non richiesti a seguito di veri e propri accertamenti.

L’adesione consente di estinguere il debito pagando esclusivamente la quota capitale, senza dover corrispondere sanzioni e interessi. Restano dovute solo alcune somme accessorie, come i costi sostenuti per le procedure di notifica e per eventuali azioni esecutive già avviate. L’importo complessivo da versare risulta sensibilmente ridotto rispetto a quello originariamente richiesto.

Domanda

Il contribuente dovrà presentare una dichiarazione (in modalità telematica) all’agente della riscossione entro il 30 aprile 2026. Nella domanda dovrà indicare il numero di rate scelto per pagare il debito col Fisco (fino a un massimo di 54).

L’ente comunicherà l’esito della richiesta entro il 30 giugno dello stesso anno. Al momento dell’adesione, sarà possibile scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione oppure la rateizzazione.

Pagamenti

Il pagamento a rate consente di suddividere il debito in un massimo di 54 rate con cadenza bimestrale. Il versamento in un’unica tranche dovrà avvenire entro il 31 luglio 2026. In caso di rateizzazione, le prime tre scadenze sono fissate rispettivamente al 31 luglio, al 30 settembre e al 30 novembre 2026.

A partire dal 2027, i pagamenti proseguiranno con sei appuntamenti annuali, fino ad arrivare alle ultime tre rate previste nei primi mesi del 2035.

A partire dal 1° agosto 2026 sulle somme ancora dovute maturano interessi annui nella misura del 4%. Con un emendamento alla Manovra di bilancio viene riformulato il testo, il tasso di interesse applicato sulle rate passerà dal 4% annuo, previsto dal Cdm, al 3%, allegerendo i costi per chi aderisce alla rottamazione delle cartelle, il tasso di interesse resta più alto rispetto alla rottamazione quater (2%)

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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