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Rottamazione quater e quinquies: le differenze tra le due sanatorie

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura

In discussione al Senato c’è la proposta per una nuova pace fiscale, la rottamazione quinquies. Il disegno di legge per la rottamazione quinquies prevede una sanatoria sulle cartelle esattoriali dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con pagamento fino a 120 rate e inclusione dei tributi locali.

Inoltre, i contribuenti “decaduti”, ovvero che hanno aderito alla definizione agevolata delle cartelle ma non hanno rispettato le scadenze potranno presentare una nuova domanda e rateizzare il debito residuo con gli stessi benefici previsti in principio. Può essere riammesso, con la rottamazione quater, solo chi ha già aderito alla definizione dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, ma che, al 31 dicembre 2024, è decaduto a causa del mancato, insufficiente o tardivo versamento delle somme dovute.

Chi ha aderito alla definizione agevolata delle cartelle ma non è in regola potrà essere riammesso inviando la dichiarazione entro il 30 aprile 2025. Per accedere alla riammissione, occorre presentare una domanda online, indicando, oltre ai debiti per i quali si richiede la riammissione, il numero di rate con cui si intende saldare il debito.

Differenze tra rottamazione quater e quinquies

Partendo dai punti in comune delle due sanatorie, entrambe prevedono l’annullamento di sanzioni, interessi di mora, aggio. A carico del contribuente moroso resta il capitale del debito e le spese per le notifiche e le eventuali procedure esecutive. 

Con la rottamazione quater era possibile per il contribuente moroso pagare il debito in un massimo di 18 rate, in un arco temporale di 5 anni. La rottamazione quinquies ti permette di pagare fino a 120 rate mensili in un arco temporale di 10 anni.

Inoltre nella quater era sufficiente non pagare una rata anche qualche giorno di ritardo oltre il limite di tolleranza per perdere l’agevolazione e tornare a dover saldare l’intero debito con sanzioni e interessi. Nella nuova pace fiscale sarà possibile saltare fino a otto rate, anche non consecutive, prima di essere escluso dalla sanatoria.

Nuova pace fiscale anche per tributi locali

Una delle principali caratteristiche della Rottamazione quinquies è che includerebbe anche i debiti verso gli enti locali quali comuni, province e regioni. La nuova pace fiscale consente anche a chi ha debiti fino al 31 dicembre 2023 di saldare l’importo del debito senza aggio e interessi ed andrebbe ad includere anche i debiti precedentemente esclusi, come le multe stradali, il bollo auto, la TARI e l’IMU.

Tuttavia, perché ciò si realizzi occorre che l’ente locale adotti una delibera specifica, che manifesti la sua adesione alla procedura di rottamazione dei debiti fino al 31 dicembre 2023. In mancanza di questa delibera da parte degli enti locali, i debiti relativi a IMU, TARI, multe e altri tributi locali non potranno essere rottamati.

L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), in una nota, ha ammonito che:

la reiterazione di misure di condono, anche se parziale, rischia di incentivare comportamenti attendisti da parte dei contribuenti”. 

Secondo l’UPB, queste misure non aiutano a ridurre in modo strutturale i debiti fiscali, che hanno raggiunto 1.153 miliardi di euro, di cui solo una minima parte effettivamente recuperabile.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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