Riforma IRPEF

Riforma IRPEF: al lavoro le Commissione bilancio per la riforma fiscale in tema di IRPEF. Dopo anni di attesa sembra ormai vicina un nuovo intervento del legislatore. Vediamo cosa ci attende.

Sembra ormai imminente una riforma fiscale che avrà ad oggetto l’IRPEF, al fine di riordinare la disciplina, soprattutto delle detrazioni. Le Commissioni Bilancio di Camera e Senato stanno per inviare al Parlamento una proposta di riforma fiscale.

In particolare la riforma sembra concentrarsi sul taglio delle cosiddette “tax expenditures”. Sono quelle centinaia di sconti fiscali che ogni anno erodono la base imponibile dei redditi e privano lo stato di decine e decine di miliardi di euro di gettito.

Vediamo cosa c’è da sapere sulla nuova riforma dell’IRPEF.

Riforma IRPEF

Cos’è l’IRPEF?

Come ben saprai, l’IRPEF è un’imposta diretta, personale e progressiva che grava sul reddito da lavoro dipendente, assimilato al lavoro dipendente e di impresa. La suddetta è espressamente disciplinata dal testo unico delle imposte sui redditi, il c.d. T.U.I.R., come previsto nel d.p.r. 917/1986, il quale costituisce il principale riferimento normativo in materia.

Scaglioni IRPEF

  • 1° scaglione: contribuenti con reddito compreso tra 0 e 15.000 euro. In tal caso aliquota Irpef è pari al 23% e corrisponde, in caso di reddito pari 15.000 euro, ad una tassazione di 3.450 euro. Tuttavia, non sarà dovuto nulla per i redditi fino ad 8.174,00 euro, a tal proposito si parla di no tax area;
  • 2° scaglione: contribuenti con reddito tra 15.001 e 28.000 euro. In questo secondo caso l’aliquota IRPEF prevista per i contribuenti è del 27%;
  • 3° scaglione, i contribuenti con redditi compresi tra 28.001 e 55.000 euro. L’aliquota IRPEF è pari al 38%;
  • 4° scaglione: contribuenti con reddito compreso tra i 55.001 e i 75.000 euro. In questo caso l’aliquota IRPEF da corrispondere sulla parte eccedente la quota di 55.000 euro è pari al 41%.;
  • 5° scaglione: contribuenti il cui reddito supera i 75.000 euro, per i quali l’aliquota IRPEF applicata è del 43%.

Le recenti novità in tema di IRPEF

Già con alcuni provvedimenti del 2020, invero, il governo aveva introdotto alcune interessanti novità, soprattutto su quello era il c.d Bonus Renzi, ora trasformato in bonus IRPEF da 100 euro.

La Legge di Bilancio 2021 ha previsto, accanto al bonus di 100 che sostituisce il c.d. Bonus Renzi di 80 euro, anche un bonus Irpef di 480 euro. Il bonus in questione, invero, è una sorta di conguaglio di 480 euro che arriverà nella busta paga del mese di dicembre.

Il bonus Irpef sarà erogato ai dipendenti pubblici e privati in misura corrispondente alla fascia di reddito di appartenenza. Le fasce di reddito saranno le seguenti:

  • da tra 26.600 euro e 28.000 euro per una cifra pari a 100 euro al mese;
  • tra 28.000 e 35.000 euro per un importo pari a 80 euro al mese;
  • tra 35.000 e 40.000 euro una somma decrescente da 80 euro fino a zero.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla riforma IRPEF?

Veniamo ora alla questione principale, cosa dobbiamo aspettarci dalla riforma IRPEF. Come poc’anzi affermato, siamo ormai giunti alle fasi finali del ciclo di audizioni sulla riforma dell’Irpef. I membri delle Commissioni Finanze di Camera e Senato sono infatti al lavoro al piano di revisione da trasmettere al Parlamento.

Numerose sono, invero, le proposte presentate dalla Commissione, che cercano di riordinare la disciplina in tema di IRPEF. Tra queste, spicca la richiesta di due aliquote Irpef differenziate per i redditi da 28.000 a 55.000 euro, a vantaggio della classe media.

Ma vediamo nel dettaglio le novità in questione.

Le aliquote

Una delle principali novità che dovrebbe introdurre la riforma IRPEF attiene al sistema delle aliquote. Sul punto sono state valutate due possibili alternative.

La prima quello di modificare il sistema di progressione. In virtù dell‘art. 53 Cost, come sappiamo, ognuno è tenuto a contribuire alle finanze pubbliche in modo crescete al crescere del reddito. Per intenderci, man mano che cresce il reddito crescono anche le aliquote, cioè la percentuale di imposta applicabile all’imponibile.

L’idea proposta da molti anni è quella di introdurre una “flat tax“, cioè un regime che, benché debba essere necessariamente rispettoso del principio di cui all’art. 53 cost, preveda degli scaglioni caratterizzati da una riduzione degli incrementi tra una fascia contributiva all’altra.

Sistema tedesco

Una delle principali proposte in tema di riforma IRPEF è stata quindi quella di introdurre il c.d sistema progressivo tedesco.

Con ciò si intende che è stato proposto di sostituire le attuali curve della progressività italiana con una curva della progressività su “modello tedesco”, prevedendo un’aliquota “zero” fino a 8.170 euro (in Germania è “zero” fino a 9.408 euro), la quale si sviluppi poi in modo perfettamente parallelo all’attuale curva della progressività tedesca, mantenendo punti percentuali di aliquota effettiva in più in corrispondenza di ciascun livello di reddito imponibile.

Modello italiano

Ove il modello tedesco non sia accolto con favore dagli esponenti politici, allora si potrebbe pensare comunque di operare sul modello italiano, andando ad incidere sulle aliquote.

Nell’attuale schema della progressività italiana è prioritario agire frazionando il terzo scaglione di reddito imponibile, che abbiamo riportato nel primo paragrafo, ossia quello che va da 28.000 euro a 55.000 euro di reddito, su cui si applica attualmente l’aliquota del 38%, suddividendolo in due distinti scaglioni:

  • il primo, da 28.000 euro a 40.000 euro, con applicazione dell’aliquota marginale del 32%;
  • il secondo, da 40.000 euro a 55.000 euro, con applicazione dell’aliquota marginale del 38%.

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