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Regime forfettario: cambiamenti in arrivo!

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Si preannunciano cambiamenti in arrivo per le Partite Iva a regime forfettario, ovvero per tutti quei lavoratori autonomi che svolgono un’attività con un regime fiscale agevolato. Attualmente il regime forfettario garantisce una bassa tassazione, che va dal 5% per i primi 5 anni di attività, e sale al 15% per gli anni successivi.

I vantaggi del regime forfettario sono comunque destinati a quei cittadini che rispettano specifici requisiti per l’accesso al regime agevolato, e questo tipo di Partita Iva si può aprire in modo agevolato unicamente se il fatturato annuo è inferiore a 65.000 euro.

Tuttavia secondo le ipotesi potrebbero presto arrivare nuovi cambiamenti, in base alla riforma fiscale che vedrà apportare diverse modifiche all’attuale sistema di tassazione in Italia a partire dal prossimo anno. L’ipotesi di eliminare completamente il regime forfettario, considerato troppo vantaggioso, è stata del tutto scongiurata, tuttavia molti lavoratori con questo regime fiscale potrebbero trovarsi di fronte a diverse novità per l’anno nuovo.

Vediamo nell’articolo quali sono i cambiamenti fino adesso ipotizzati sul regime fiscale forfettario, in base alle previsioni e alle discussioni in merito degli ultimi mesi.


Regime forfettario: non sarà eliminato

Alcuni hanno ipotizzato che nella peggiore delle ipotesi un regime agevolato come quello forfettario sarebbe stato presto eliminato. La causa è da ricondurre ai numerosi vantaggi che questo regime fiscale porta con sé, che lo differenzia dal regime di tassazione ordinario previsto per chi lavora in autonomia.

Ricordiamo che il regime forfettario è particolarmente indicato per le attività nascenti, con un fatturato complessivo annuo inferiore ai 65.000 euro, ed è una delle tipologie di regime fiscale preferita specialmente dalle giovani generazioni.

Aprire una Partita Iva con il regime forfettario comporta numerosi vantaggi: chi lavora con questa gestione fiscale risulta esonerato dall’obbligo di tenere una contabilità, e non vengono applicate altre imposte come l’Irap, Irpef, e l’aliquota fiscale è davvero molto bassa.

Per i primi cinque anni di inizio di una nuova attività infatti l’aliquota è fissata al 5%, mentre successivamente sale al 15%. Indubbiamente un’aliquota di questo tipo è molto vantaggiosa rispetto al regime ordinario, la cui tassazione è superiore.

Chi lavora con questo tipo di regime fiscale non applica IVA, e di contro non può cumulare altre agevolazioni, per esempio sulle spese per l’attività. Tuttavia i vantaggi sono molto convenienti rispetto a quelli che sono gli svantaggi, per questo ad oggi molti scelgono questo regime fiscale per avviare un’attività.

Le ipotesi di chi si è schierato contro il regime forfettario ne volevano l’abolizione, perché di fatto si tratta di un regime che agevola troppo i lavoratori autonomi che lo utilizzano rispetto alla tassazione ordinaria. Tuttavia l’eventualità è scongiurata: nel 2022 il regime fiscale agevolato rimarrà presente.

Regime forfettario: ipotesi di passaggio all’ordinario

Attualmente per il regime forfettario sono in corso diverse ipotesi, che aprono a nuove possibilità per l’anno a venire. Alcune di queste propongono il passaggio graduale da regime forfettario a regime ordinario entro i prossimi due anni.

Questo vorrebbe dire che tutti i lavoratori autonomi che attualmente lavorano con regime forfettario entro due anni vedranno aumentare le aliquote fiscali, e tra due anni dovranno adeguarsi al regime ordinario. Ovviamente un passaggio di questo tipo non sarebbe facilmente accettato da chi al momento lavora con aliquote ridotte al 5% o al 10%.

Tuttavia nelle ipotesi per la prossima riforma fiscale non si esclude questa possibilità, che introduca un regime intermedio tra quello forfettario e quello ordinario, e non vada a penalizzare comunque la crescita economica di chi lavora in autonomia.

Attualmente si esce dal regime forfettario passando a quello ordinario solamente se viene superata la soglia di reddito massima di 65.000 euro, nell’ipotesi in questione invece viene ammessa la possibilità di uscire da questo tipo di regime agevolato anche prima.

Cambiamento delle aliquote per il regime forfettario

Per il regime forfettario potrebbe presto esserci un’altra novità, ovvero il cambiamento delle aliquote. Attualmente il regime agevolato permette di lavorare per ben 5 anni con un’aliquota molto bassa, del 5%, per poi salire al 15% successivamente.

Trattandosi di una tassazione molto bassa, si differenzia di molto rispetto alle aliquote previste per il regime ordinario. Per esempio le imprese che svolgono attività con regime fiscale ordinario le aliquote possono cambiare, e di molto, in base al reddito annuale: si va dal 23% anche fino al 43% con l’aumentare del reddito prodotto.

Tuttavia mentre il regime ordinario non prevede soglie massime di reddito, il regime fiscale agevolato ha come limite la soglia di 65.000 euro, oltre i quali bisogna necessariamente passare ad un regime ordinario. Le differenze tra le aliquote però sono la prima fonte di contestazione della Partita Iva con regime agevolato: secondo le critiche, il 5% o il 15% sarebbero soglie di tassazione troppo basse, e porterebbero a gravi conseguenze per l’economia e la concorrenza.

Il problema della concorrenza è anche uno dei punto salienti di critica a questo regime: le aliquote sarebbero così vantaggiose che i lavoratori con questo regime fiscale possono offrire prezzi stracciati ai propri clienti, mentre così non è per chi lavora a regime ordinario.

Queste differenze sarebbero la prima causa per cui il regime fiscale agevolato probabilmente verrà rivisto nelle aliquote, a partire dal 2022. Alcuni parlano di innalzare le soglie dal 5% al 10%, e dal 15% al 20%.

Regime forfettario e fatturazione elettronica

Il regime forfettario potrebbe presto essere coinvolto da un’altra novità importante: l’obbligo di fatturazione elettronica. Al momento molti soggetti sono obbligati a lavorare con l’obbligo di emissione della fattura elettronica, secondo i più moderni sistemi.

Tuttavia così non è per il regime fiscale agevolato, per cui ancora non sussiste l’obbligo. Sembrerebbe tra le ipotesi più accreditate che dal prossimo anno, già a partire da gennaio 2022, chi sta lavorando con regime fiscale forfettario dovrà adeguarsi e dotarsi di un nuovo sistema di fatturazione elettronica, per rimanere in linea con i cambiamenti previsti.

La fatturazione elettronica da un lato semplifica le procedure di tipo burocratico per chi lavora in autonomia, dall’altro garantisce una maggiore trasparenza tra lavoratore e fisco. Con la fatturazione elettronica infatti vengono trasmesse le fatture emesse direttamente al fisco.

In conclusione si può dire che al momento siamo di fronte solamente ad alcune ipotesi sui cambiamenti del regime fiscale agevolato, e si attendono riscontri nell’applicazione di eventuali modifiche. Tuttavia l’ipotesi più accreditata è quella dell’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria, e segue la possibilità di un cambiamento progressivo delle aliquote.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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