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Redditometro 2026 e controlli sui conti correnti: come cambia l’accertamento e regole per versamenti e prelievi

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura
In sintesi

Guida al nuovo Redditometro, regole sulla doppia soglia di 71.000€ e controlli sui conti correnti. Gli accertamenti dell’Agenzia delle

Il Redditometro non è affatto scomparso, ma le sue regole di ingaggio sono profondamente cambiate. Oggi questo strumento di accertamento sintetico si muove su un doppio binario: da un lato, criteri più stringenti per tutelare i contribuenti da controlli su discrepanze minime; dall’altro, un’attenzione sempre più mirata alle movimentazioni dei conti correnti e delle carte di credito tramite l’Anagrafe tributaria.

Analizziamo nel dettaglio come l’Agenzia delle Entrate seleziona le posizioni da verificare, quali sono i limiti quantitativi previsti per il 2026 e come funziona la difesa del contribuente.

I numeri del redditometro: uno strumento ridimensionato ma temuto

Nonostante il dibattito politico e i vari stop normativi degli ultimi anni, il Redditometro (disciplinato dall’articolo 38 del Dpr 600 del 1973) rimane una risorsa per l’Amministrazione finanziaria. Tuttavia, i dati della Corte dei Conti evidenziano una forte perdita di efficacia nella riscossione effettiva:

  • Controlli nel 2025: L’Agenzia delle Entrate ha avviato 923 controlli tramite redditometro, segnando un aumento del 15,5% rispetto al 2024.
  • Tasso di riscossione in calo: Se nel 2023 la percentuale di somme riscosse rispetto a quelle accertate era del 13,4%, nel 2025 questo valore è crollato all’1,13%.

La logica di fondo non cambia: individuare anomalie significative tra le spese sostenute (consumi, investimenti, risparmio) e il reddito dichiarato. Tuttavia, con il D.Lgs. 108/2024 (il decreto correttivo di agosto), il legislatore ha introdotto una fondamentale “doppia soglia” a tutela dei cittadini.

La “Doppia Soglia” cumulativa per far scattare i controlli

Per evitare accertamenti legati a scostamenti minimi o a redditi contenuti, l’Agenzia delle Entrate può attivare la ricostruzione sintetica del reddito solo se si superano contemporaneamente due barriere di garanzia:

Parametro di ControlloRegola di ApplicazioneValore Soglia per il 2026
Scostamento PercentualeIl reddito ricostruito induttivamente deve superare quello dichiarato di almeno un quinto.+20% rispetto al dichiarato.
Soglia QuantitativaLo scarto assoluto deve superare almeno 10 volte l’importo annuo dell’assegno sociale.71.011,20 euro (calcolato su un assegno sociale 2026 di 546,24 euro per 13 mensilità).

Un esempio pratico: Un contribuente dichiara 30.000 euro ma sostiene spese per 40.000 euro. La differenza è superiore al 20% (+10.000 euro), ma lo scarto assoluto è ampiamente inferiore alla soglia dei 71.011,20 euro. In questo caso, l’accertamento sintetico non può essere avviato poiché non sono soddisfatti entrambi i requisiti cumulativi.

Sotto la lente dell’Anagrafe dei Conti: come funziona il monitoraggio

Se il Redditometro colpisce le grandi discrepanze, il monitoraggio quotidiano passa attraverso l’Archivio dei rapporti finanziari (la cosiddetta Anagrafe dei conti). Banche, Poste e intermediari finanziari trasmettono periodicamente al Fisco i dati relativi a saldi, movimentazioni annuali, aperture e chiusure di rapporti o deleghe operative.

Algoritmi e Privacy

Il controllo non avviene in tempo reale su ogni singola transazione. L’Agenzia delle Entrate utilizza procedure di analisi automatizzata con dati pseudonimizzati (in cui il codice fiscale del contribuente viene sostituito da un codice fittizio). Solo quando gli algoritmi rilevano anomalie e scostamenti significativi, l’identità del contribuente viene svelata e l’ufficio richiede i dettagli dei movimenti per l’intervento degli operatori.

Versamenti e prelievi sul conto: cosa si rischia davvero?

Le movimentazioni di denaro contante o i bonifici sul conto seguono logiche e presunzioni fiscali differenti a seconda dell’operazione e del soggetto:

I Versamenti sul conto

Ogni accredito o versamento di contanti sul conto corrente è coperto da una presunzione legale: il Fisco può considerarlo reddito imponibile non dichiarato a meno che il contribuente non dimostri il contrario.

I trasferimenti tra familiari (es. donazioni o prestiti) o i bonifici dall’estero non sono di per sé evasione, ma richiedono causali chiare e documenti tracciabili che ne spieghino l’origine.

I Prelievi di contante

Esiste molta confusione sulle soglie di 1.000 euro al giorno e 5.000 euro al mese. Queste restrizioni non si applicano alla generalità dei cittadini o ai professionisti. Solo per chi produce reddito d’impresa un prelievo sopra soglia non giustificato o privo di indicazione del beneficiario può essere presunto come costo in nero volto a generare ricavi occulti.

  • Privati e Professionisti: Non esiste una presunzione automatica che trasforma il prelievo in reddito evaso. Tuttavia, prelievi insolitamente elevati o ripetuti possono comunque essere valutati dagli uffici all’interno di un quadro di controllo più ampio.

Come difendersi: l’importanza della prova contraria

Se l’Agenzia delle Entrate rileva un’anomalia, prima di emettere qualsiasi atto impositivo, ha l’obbligo di invitare il contribuente al contraddittorio preventivo per fornire chiarimenti.

In questa fase, o nella successiva procedura di accertamento con adesione, il contribuente può difendersi dimostrando che le spese contestate sono state finanziate con:

  • Redditi esenti da imposta o già tassati alla fonte;
  • Finanziamenti, prestiti o donazioni documentabili ricevuti da terzi (es. genitori o parenti);
  • Risparmi accumulati negli anni precedenti;
  • Documentazione che provi l’errata quantificazione della spesa da parte del Fisco (esibendo fatture o bonifici d’acquisto effettivi).

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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