Attraverso il ravvedimento operoso è possibile sanare, con sanzioni ridotte, le violazioni connesse in caso di omesso o carente versamento di IMU. Il ravvedimento operoso si perfezione versando contestualmente al tributo anche sanzioni e interessi di mora. 

Dal primo gennaio 2020, la disciplina IMU è contenuta nei commi da 739 – 783 dell’art. 1 della Legge n. 160/2019. L’imposta patrimoniale sugli immobili si applica in tutti i Comuni italiani, ad eccezione della Regione Friuli Venezia Giulia e delle province autonome di Trento e
Bolzano (nelle quali si continuano ad applicare l’IMIS e l’IMI).

Ma che cosa succede in caso di ritardato od omesso versamento dell’IMU?

Nel caso di un ritardato od omesso versamento di IMU, oppure in caso di errori di calcolo che abbiano determinato un’importo non corretto dell’imposta, il contribuente può sanare autonomamente la sua posizione. Questa possibilità viene concessa fruendo del cd “ravvedimento operoso“, ovvero uno strumento che consente di sanare violazioni tributarie in modo autonomo, beneficiando di sanzioni ridotte rispetto a quelle applicate dal Comune in caso di accertamento.

Ravvedimento operoso IMU

In questo contributo andremo ad analizzare come, operativamente, andare a sanare la propria posizione in caso di omesso o ritardato versamento dell’IMU.

I soggetti passivi dell’IMU

I soggetti passivi dell’IMU sono:

  • In linea di massima, il proprietario dell’immobile;
  • Il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, e non il “nudo proprietario” dell’immobile.

Inoltre, sono soggetti passivi dell’IMU anche:

  • Il locatario (utilizzatore) per gli immobili detenuti in leasing, anche da costruire o in corso di costruzione;
  • Il concessionario di aree demaniali in regime di concessione;
  • Genitore assegnatario dell’ex casa familiare disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, anche se non titolare, neppure pro-quota, di diritti di proprietà.

Il presupposto dell’IMU

Sono assoggettati all’IMU gli immobili riconducibili alle seguenti tipologie:

  • Fabbricati;
  • Area fabbricabile;
  • Terreni agricoli.

Determinazione della base imponibile IMU

Le modalità di determinazione della base imponibile IMU varia in funzione della tipologia dell’immobile.

Abitazione principale

Sono assoggettate ad IMU:

  • Le abitazioni principali, e le relative pertinenze, accatastate nella categoria A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici);
  • Mentre, sono esenti IMU le abitazioni principali censite nelle altre categorie.

Base imponibile

Le modalità di determinazione della base imponibile variano in funzione della tipologia di bene immobile interessata.

Tipologia di immobileDeterminazione della base imponibile
FabbricatiPer i fabbricati iscritti in catasto e dotati di rendita catastale, la base imponibile dell’IMU si determina:
– rivalutando del 5% la rendita risultante dal catasto;
– moltiplicando il risultato così ottenuto per il relativo “moltiplicatore”.
Aree FabbricabiliLa base imponibile IMU è costituita dal “valore venale in comune commercio” al primo gennaio dell’anno determinato con riferimento ai seguenti elementi valutativi:
– la zona territoriale di ubicazione;
– l’indice di edificabilità;
– la destinazione d’uso;
– gli oneri legati ad eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la sua edificazione;
– prezzi medi rilevati sul mercato per la vendite di aree aventi caratteristiche analoghe.
Terreni agricoliLa base imponibile IMU è pari al prodotto del reddito dominicale risultante in catasto alla data del 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25% per il coefficiente moltiplicatore 135.

Riduzioni della base imponibile

La base imponibile IMU è ridotta del 50% per:

  • I fabbricati vincolati per motivi di interesse storico artistico ex art. 10 del D.Lgs. n. 42/2004;
  • I fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo nel quale sussistono dette condizioni;
  • Per le unità immobiliari concesse in comodato a parenti di primo grado (padre o figlio) a determinate condizioni.

Termini di versamento IMU

L’IMU è un’imposta patrimoniale che tutti i possessori o detentori di immobili sono chiamati a versare ai Comuni di competenza.

La base imponibile dell’imposta è costituita dalla rendita catastale dell’immobile rivalutata del 5% e moltiplicata per i vari coefficienti ministeriali in base alla categoria catastale del fabbricato. Su questo valore si applicano le varie aliquote comunali. L’imposta complessiva deve essere versata in due rate:

  • La prima scade il 16 giugno. Si versa l’imposta dovuta nel primo semestre dell’anno applicando aliquota e detrazione dei 12 mesi dell’anno precedente; mentre
  • La seconda scade il 16 dicembre. Si versa il saldo, ovvero l’imposta dovuta in base alle aliquote dell’anno, al netto di quanto già versato in sede di acconto. In alternativa è comunque possibile versare l’intera imposta dovuta in sede di saldo.

Se l’immobile è stato ceduto nel corso dell’anno precedente non si realizza presupposto impositivo nell’annualità in corso, per cui non deve essere versato nulla. Questo vale anche nel caso di variazione di residenza su immobile, prima a disposizione, divenuto abitazione principale.

Se l’immobile è stato acquistato nel corso dell’anno, il contribuente può, alternativamente, non versare nulla in acconto, oppure versare l’acconto sulla base dei mesi di possesso nel primo semestre tenendo conto dell’aliquota IMU dell’anno precedente.

Modalità di versamento dell’IMU

I versamenti dell’IMU possono essere effettuati, in alternativa, mediante:

  • Il modello F24;
  • L’apposito bollettino postale;
  • La piattaforma di cui all’art. 5 del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale) e le altre modalità previste dallo stesso codice (quali PagoPA).

I soggetti residenti all’estero possono effettuare i pagamenti con modello F24 su conto corrente italiano.

Ritardati od omessi versamenti di IMU

Nel caso in cui il pagamento dell’acconto o del saldo IMU non sia stato effettuato entro la scadenza prevista, o se è stato effettuato in ritardo, o se ci si accorge di averlo versato in modo sbagliato o ridotto rispetto al dovuto, è possibile rimediare.

Attraverso lo strumento del ravvedimento operoso (articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97) il contribuente ha la possibilità di sanare, autonomamente, la propria posizione. Questo strumento è utilizzabile da tutti i contribuenti ed è stato introdotto proprio per invogliare i contribuenti alla compliance, permettendo loro di correggere i propri errori evitando l’applicazione di sanzioni maggiori in caso di accertamenti formali effettuati dagli uffici impositori.

Lo strumento del ravvedimento operoso è sempre utilizzabile fino al momento in cui non viene notificato l’atto di accertamento da parte dell’ufficio impositore, che per quanto riguarda l’IMU è il Comune ove è situato l’immobile.

Come utilizzare il ravvedimento operoso in caso di omesso o insufficiente versamento di IMU?

Al fine di porre rimedio nel modo corretto alla violazione di omesso o insufficiente versamento di IMU (in sede di acconto o di saldo), è necessario ricorrere al versamento spontaneo. Questo attraverso il contestuale versamento:

  • Del tributo, quindi l’IMU dovuta;
  • Delle sanzioni determinate in misura ridotta in base ai giorni di ritardo nel versamento;
  • Degli interessi di mora, calcolati al tasso ufficiale di riferimento.

La sanzione ordinaria legata al mancato o ritardato versamento di IMU è del 30% dell’importo dell’imposta dovuta. Come detto, con il ravvedimento operoso la sanzione si riduce in base ai giorni di ritardo nel versamento.

Più in dettaglio, l’articolo 13, comma 1 del D.Lgs. n. 471/1997 dispone che:

  • Il mancato o insufficiente versamento in acconto o saldo, entro le scadenze ordinarie, è punito con una sanzione amministrativa del 30% per ogni importo non versato;
  • Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni, la sanzione del 30% è ridotta alla metà, ossia diventa pari al 15%;
  • Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni, la sanzione del 15% è ulteriormente ridotta a un importo pari a un 1/15 per ciascun giorno di ritardo.

Nella tabella seguente puoi trovare il riepilogo delle sanzioni dovute in caso di ravvedimento operoso.

Le sanzioni dovute in caso di ravvedimento operoso

RitardoSanzioneRiduzioneSanzione ridotta
Sino a 14 giorni1% – 14%Riduzione della sanzione del 15% a 1/15 per giorno di ritardo e ulteriore riduzione al decimo0,1% – 1,4%
Da 15 a 30 giorni15%1/101,5%
Da 31 a 90 giorni15%1/91,67%
Dal 91° giorno all’anno dalla violazione30%1/83,75%
Entro 2 anni dalla violazione o e30%1/74,29%
Oltre 2 anni dalla violazione oppure30%1/65%
Se la sanatoria avviene dopo la constatazione della violazione nel “PVC”30%1/56%

La compilazione del modello F24 in caso di ravvedimento IMU

Una volta calcolate le sanzioni ridotte e gli interessi di mora da versare, non resta che effettuare il versamento tramite il modello di pagamento F24.

Il contribuente che, per errore o dimenticanza, ricorre al ravvedimento operoso per sanare l’eventuale violazione IMU, è tenuto ad effettuare il versamento mediante modello F24, compilando la sezione “Imu ed altri tributi locali” del modello come segue:

  1. Indicazione nel campo “codice ente/codice comune” del codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili;
  2. Barratura della casella “Ravv.”, se il pagamento si riferisce al ravvedimento; si ricorda che, come precisato dalla Risoluzione n. 35/E/2012, in caso di ravvedimento le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente all’imposta dovuta;
  3. Apposizione di una croce negli spazi “Acconto” o “Saldo” a seconda che il ravvedimento si riferisca ad acconto o saldo (nel caso il versamento si riferisca sia ad acconto che a saldo, andranno barrate entrambe le caselle);
  4. Indicazione nella casella “Numero immobili” del numero degli immobili (massimo 3 cifre);
  5. Indicazione nella casella “Anno di riferimento” dell’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrata la casella “Ravv.” occorre indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata;
  6. Indicazione nel campo “codice tributo” del codice tributo che individua il versamento.

Tabella codici tributo IMU

Codici tributo ImuImmobile
3912Abitazione principale e relative pertinenze
3914Terreni
3916Aree fabbricabili
3918Altri fabbricati
3925Fabbricati categoria D (quota comunale)
3930Fabbricati categoria D (quota statale)

Per il ravvedimento operoso dell’IMU l’importo delle sanzioni e quello degli interessi si versa insieme al codice tributo dell’imposta.

Esempio di calcolo ravvedimento IMU

Prendiamo il caso di un soggetto che non ha effettuato il versamento dell’acconto IMU per € 100. Il versamento viene effettuato nei 30 giorni successivi alla scadenza. In questo caso la sanzione da applicare all’imposta è dell’1,5%. La sanzione dovuta è, quindi, pari ad € 1,5. Gli interessi di mora sono pari ad 0,1.

Il soggetto è chiamato per regolarizzare il versamento ad effettuare il pagamento con modello F24 indicando in un unico rigo, in relazione al codice tributo dell’immobile, il versamento di imposta sanzione ed interessi.

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