Pignoramenti presso terzi rafforzati: cosa cambia dal 2026?

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La bozza della Legge di Bilancio 2026 estende il patrimonio informativo dell’AdER, che potrà accedere ai dati relativi ai corrispettivi delle fatture emesse ai fini dell’avvio di procedure esecutive presso terzi.

La bozza delle Legge di bilancio prevede che le fatture elettroniche saranno condivise con l’Agenzia delle Entrate Riscossione. Accedendo ai dati relativi ai corrispettivi delle fatture emesse, si potranno avviare le procedure esecutive presso terzi. Sarà possibile pignorare i crediti vantati dal titolare della cartella, realizzando il blocco dei pagamenti.

La manovra, nel pacchetto relativo ai controlli fiscali, prevede all’art. 27, l’estensione del patrimonio informativo dell’Agenzia delle Entrate. L’articolo prevede che i file delle fatture elettroniche sono conservati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione di riferimento per essere utilizzati da per essere utilizzati dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Entrate per le attività di controllo ai fini fiscali.

L’Agenzia delle Entrate può mettere a disposizione dell’Agenzia delle Entrate Riscossione i dati che riguardano le somme dei corrispettivi delle fatture emesse da coloro che hanno debiti iscritti a ruolo nei sei mesi precedenti, per consentire pignoramenti presso terzi.

La norma non sarà immediatamente operativa, ma occorrerà un altro provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per definirne i criteri, da emanare entro tre mesi dalla sua entrata in vigore.

Cosa cambia dal 2026?

L’Agenzia delle Entrate Riscossione potrà accedere ai dati che transitano nel Sistema di Interscambio e riguarderà i pagamenti periodici effettuati nei confronti del titolare di partita IVA con debiti iscritti a ruolo o dei soggetti coobbligati al pagamento. Per imprese e professionisti arriverà un meccanismo di pignoramento simile a quanto previsto sugli stipendi e sulle pensioni.

Al momento resta fuori dai radar l’ulteriore richiesta di consentire alla Riscossione il pieno accesso ai dati dei conti correnti.

Il pignoramento è una procedura legale che permette ai creditori di aggredire i beni del debitore, per recuperare i crediti non saldati. Può colpire sia beni mobili (denaro, auto, arredi ecc..) che immobili. Inoltre, non riguarda solo i beni direttamente posseduti dal debitore, ma può estendersi anche ai crediti che il debitore ha verso terzi. La normativa di riferimento in materia di pignoramento presso terzi è contenuta nel Libro III del codice di procedura civile, agli artt. 543 e seguenti.

Nella bozza della legge di bilancio è stato esteso il patrimonio informativo dell’AdER, che dal prossimo anno potrà accedere ai dati relativi ai corrispettivi delle fatture emesse, prevedendo che i file delle fatture elettroniche siano conservati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione di riferimento, per essere utilizzati dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Entrate nelle attività di controllo ai fini fiscali.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà accedere ai dati che transitano nel Sistema di Interscambio, riguardanti i pagamenti periodici effettuati nei confronti del titolare di partita IVA che abbia debiti iscritti a ruolo, o dei soggetti coobbligati al pagamento.

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Dott.ssa Elisa Migliorini
Dott.ssa Elisa Migliorinihttps://www.linkedin.com/in/elisa-migliorini-0024a4171/
Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti
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