Nuova stretta sui crediti d'imposta: la soglia per il blocco delle compensazioni in F24 potrebbe scendere a 30mila euro. Chi rischia e
Il Governo valuta un nuovo giro di vite sull’utilizzo dei crediti d’imposta per contribuenti e imprese che registrano pendenze con l’Erario. Nel cantiere della Legge di Bilancio 2027, l’esecutivo sta esaminando l’ipotesi di abbassare da 50.000 a 30.000 euro la soglia di debiti erariali iscritti a ruolo oltre la quale scatta il blocco delle compensazioni orordinarie tramite modello F24.
Una misura che, se approvata, amplierebbe in modo consistente il perimetro dei contribuenti esclusi dalla possibilità di utilizzare i propri crediti fiscali.
Dalla soglia di 100mila euro a 30mila: l’evoluzione del divieto
L’intervento allo studio si inserisce in un percorso di progressivo irrigidimento delle regole di riscossione:
- Fino al 2025: il blocco generale operava in presenza di debiti scaduti superiori a 100.000 euro.
- Dal 1° gennaio 2026: la soglia è stata dimezzata a 50.000 euro per effetto della precedente manovra.
- Ipotesi 2027: il nuovo tetto scenderebbe a 30.000 euro, stringendo ulteriormente le maglie per chi presenta cartelle esattoriali non saldate.
Il divieto riguarda la compensazione orizzontale, ovvero l’impiego di crediti d’imposta per assolvere tributi di natura differente (ad esempio, l’uso di un credito IVA o imposte dirette per versare ritenute o contributi). Resta ferma, invece, la possibilità di utilizzare i crediti in compensazione verticale (tributo su tributo della stessa natura).
Come funziona il meccanismo e chi rischia lo stop
Il blocco opera per i contribuenti titolari di ruoli scaduti relativi a imposte erariali e accessori, nonché per i carichi affidati all’Agente della Riscossione per i quali siano decorsi i termini ordinari di versamento (60 giorni dalla notifica) senza che sia intervenuta una sospensione giudiziale o amministrativa.
Non si tratta, comunque, di una decadenza definitiva: il credito tributario non viene perso. La norma ne congela esclusivamente la spendibilità tramite F24 fino a quando sussiste la posizione debitoria.
Restano escluse dall’inibizione le posizioni oggetto di rateazione regolarmente concessa e rispettata, purché non sia intervenuta decadenza dal piano.
Come sbloccare la compensazione
Qualora la misura venisse confermata nel testo definitivo della Manovra, il contribuente con un carico a ruolo superiore a 30.000 euro potrebbe neutralizzare il blocco effettuando un pagamento parziale del debito.
Versando la quota eccedente per riportare il residuo debito scaduto al di sotto dei 30.000 euro, verrebbe meno la causa di inibizione, consentendo di riprendere le ordinarie operazioni di compensazione dei crediti residui.
I motivi della stretta: contrasto alle società “apri e chiudi”
La decisione di abbassare il limite nasce da un duplice obiettivo: tutelare il gettito e arginare le condotte fraudolente. Negli ultimi quattro anni, le iniziative di Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza hanno portato alla chiusura d’ufficio di circa 20.300 attività irregolari, spesso create ad hoc per accumulare debiti fiscali e contributivi prima di essere abbandonate.
L’utilizzo di crediti fiscali da parte di soggetti con forti passività verso l’Erario altera le regole di mercato, configurando una forma di concorrenza sleale nei confronti dei contribuenti adempienti.
Parallelamente, il Fisco punta ad accelerare il recupero incrociando i dati già presenti nei propri archivi (dalle fatture elettroniche ai corrispettivi e comunicazioni LIPE), bypassando le lungaggini degli accertamenti formali e anticipando la tempestività delle riscossioni.