L'indennità ISCRO viene corrisposta dall'INPS per sei mensilità consecutive ed è pari al 25% della media dei redditi da lavoro. Entro il 31
Le domande per richiedere il bonus Iscro possono essere inviate fino al 31 ottobre 2026. Il bonus Iscro è un sostegno economico per i lavoratori autonomi che hanno subito un forte calo del reddito. L’importo può arrivare a 817,69 euro al mese per sei mesi.
Questo contributo è rivolto ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata che esercitano un’attività di lavoro autonomo come professione abituale. L’accesso dipende dal rispetto di requisiti economici e previdenziali.

I requisiti di accesso per il 2026
Iscro è praticamente la cassa integrazione per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata Inps. E’ un’indennità erogata per sei mesi consecutivi, con l’obiettivo di garantire una continuità reddituale ai professionisti che hanno subito una riduzione significativa dei propri guadagni. Per poter beneficiare dell’indennità ISCRO, i lavoratori autonomi devono soddisfare precisi requisiti anagrafici, contributivi e fiscali alla data di presentazione della domanda:
- Partita IVA attiva: È necessario essere titolari di una partita IVA attiva da almeno tre anni.
- Iscrizione previdenziale: Occorre essere iscritti alla Gestione Separata INPS e risultare in regola con il versamento dei contributi obbligatori. L’INPS ha specificato che la mancata formalizzazione dell’iscrizione non blocca l’indennità, purché i contributi dovuti siano stati regolarmente versati.
- Nessuna altra tutela o pensione: Il richiedente non deve essere titolare di trattamenti pensionistici diretti, né essere assicurato presso altre forme di previdenza obbligatoria.
- Incompatibilità: La misura non spetta ai beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI).
L’indennità viene corrisposta a chi ne possiede i requisiti per sei mensilità consecutive, a partire dal giorno successivo alla presentazione della domanda. Gli importi sono aggiornati annualmente in base alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo.
La soglia di reddito e la regola del calo fatturato
Sotto il profilo economico, l’accesso all’ISCRO è vincolato a due precise condizioni reddituali (da autocertificare in fase di domanda):
- Il reddito da lavoro autonomo prodotto nell’anno precedente alla domanda deve essere inferiore al 70% della media dei redditi conseguiti nel biennio ancora precedente.
- Il reddito dell’anno precedente non deve comunque superare il tetto massimo stabilito dalla legge. Per il 2026, questo limite massimo di reddito è fissato a 12.749,18 euro.
Importi
L’indennità ISCRO viene corrisposta dall’INPS per sei mensilità consecutive ed è pari al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti a quello antecedente la domanda.
A seguito delle rivalutazioni annuali basate sull’indice ISTAT dei prezzi al consumo, per il 2026 sono previsti i seguenti limiti:
- Importo minimo mensile: 255,53 euro.
- Importo massimo mensile: 817,69 euro.
Attenzione alla regola del biennio: L’ISCRO non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno di inizio della fruizione. Di conseguenza, i professionisti che hanno già beneficiato dell’indennità nel 2024 o nel 2025 non possono presentare domanda nel 2026. Al contrario, può fare richiesta chi ha visto la propria istanza respinta o revocata all’origine nel 2025.
Come presentare la domanda all’INPS?
La richiesta deve essere inoltrata all’INPS esclusivamente in via telematica entro il termine perentorio del 31 ottobre 2026. I canali disponibili sono:
- Portale web INPS: Accedendo tramite credenziali digitali (SPID, CIE, CNS o eIDAS). Il servizio si trova all’interno della sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” seguendo il percorso Sostegni, Sussidi e Indennità.
- Contact Center Multicanale: Telefonando al numero verde gratuito 803 164 (da rete fissa) oppure al numero 06 164164 (da rete mobile, a pagamento).
- Patronati: Affidandosi ai servizi di un intermediario o patronato abilitato.
Si ricorda che l’erogazione decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda e che il periodo di fruizione dell’indennità non dà diritto all’accredito della contribuzione figurativa.
Domande frequenti
Chi ha percepito l’indennità ISCRO nel 2025 può richiedere nuovamente il bonus nel 2026?
No, l’indennità ISCRO non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno di inizio della fruizione. I professionisti che hanno beneficiato del sostegno nel 2024 o nel 2025 sono esclusi dalla misura per il 2026, mentre chi ha subito un rigetto o una revoca nel 2025 può presentare una nuova domanda.
È possibile ottenere l’ISCRO 2026 se non si è formalizzata l’iscrizione alla Gestione Separata INPS?
Sì, la mancata formalizzazione dell’iscrizione non blocca l’erogazione dell’ISCRO, a patto che i contributi obbligatori siano stati regolarmente versati. Il richiedente deve comunque essere in regola con i versamenti previdenziali e possedere una partita IVA attiva da almeno tre anni alla data della richiesta.
Quali sono i limiti minimi e massimi dell’importo mensile erogato con l’ISCRO 2026?
L’importo mensile dell’ISCRO per il 2026 varia da un minimo di 255,53 euro a un massimo di 817,69 euro per sei mensilità consecutive. L’assegno calcolato dall’INPS corrisponde al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nel biennio precedente all’anno antecedente la domanda.
I periodi di percezione dell’ISCRO garantiscono l’accredito dei contributi figurativi per la pensione?
No, il periodo di fruizione dell’indennità ISCRO non dà diritto ad alcun accredito di contribuzione figurativa sulla posizione previdenziale. Il contributo economico dell’INPS viene erogato per sei mesi a partire dal giorno successivo alla presentazione della domanda telematica.
Chi riceve l’Assegno di Inclusione (ADI) può fare domanda per il bonus ISCRO 2026?
No, la percezione dell’Assegno di Inclusione è espressamente incompatibile con l’accesso all’indennità ISCRO. Inoltre, il lavoratore autonomo non deve essere titolare di pensioni dirette né risultare iscritto ad altre forme di previdenza obbligatoria diverse dalla Gestione Separata INPS.