Detrazione fiscale per le vacanze: la proposta

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La proposta avanzata da Domenico Pellegrino, presidente di Aidit (Associazione Italiana Distribuzione Turistica) Federturismo Confindustria, lanciata negli scorsi giorni alla BIT di Milano, la Borsa Internazionale del Turismo, consentirebbe ai contribuenti di detrarre una parte delle spese sostenute per vacanze orientate al benessere, riconoscendo ufficialmente il valore del turismo come elemento fondamentale per la salute psicofisica.

Detrazione fiscale per le vacanze?

La proposta prevede l’introduzione di una detrazione Irpef “con tetto di spesa, tracciabilità totale, fatturazione elettronica e accesso esclusivo attraverso operatori certificati, con una fase sperimentale di 18 mesi e monitoraggio dei risultati”, spiega Pellegrino. 

L’obiettivo mira a incentivare il consumo, e a riconoscere il valore della prevenzione del malessere, investire nel benessere significa costruire un’Italia più sana, più equilibrata e più produttiva”, ha dichiarato il presidente di Aidit Federturismo Confindustria. Si tratterebbe dunque, aggiunge, di “una scelta di modernità per un welfare che guarda al futuro”.

Secondo Pellegrino, come citato dal Corriere della Sera, è soprattutto dopo il Covid-19 che la tipologia della “vacanza-benessere” è diventata un privilegio per le fasce di reddito più alte, complice anche l’inflazione al rialzo, che è andata a erodere il potere d’acquisto della maggior parte degli italiani. 

L’associazione delle agenzie di viaggio si è quindi mossa per capire quali sono gli effetti psicofisici delle vacanze-benessere, dichiarando anche la giurisprudenza di fatto ne riconosca la validità anche dal punto di vista giuridico.

La proposta sul tavolo del governo

Pellegrino ha anche dichiarato che la proposta dovrebbe arrivare sui tavoli delle istituzioni competenti come il Ministero del Turismo, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero della Salute.

Costo della misura

Secondo le stime di Aidit, ci sarebbero circa tre milioni di potenziali contribuenti interessati, il costo dell’ipotetica detrazione fiscale sarebbe di circa 456 milioni di euro. Tuttavia, dichiara anche Pellegrino al Corriere, si andrebbe a recuperare con 100 milioni di gettito Iva in più, a cui aggiungere altri 100 milioni derivanti da Irap e Ires.

In termini di costi sociali, invece, diminuendo lo stress complessivo sulla popolazione, si arriva più o meno a 99 euro a persona, che moltiplicati per i tre milioni di contribuenti presi a parametro sarebbero 241 milioni di euro spesi in meno per farmaci, sanità ecc.

Come funzionerebbe la detrazione vacanze benessere

La proposta prevederebbe un meccanismo come quelli già utilizzato per altre detrazioni fiscali, per garantire trasparenza e sostenibilità economica.

Le condizioni principali includerebbero:

• Introduzione iniziale in forma sperimentale per un periodo di 18 mesi;
• Tetto massimo di spesa detraibile;
• Obbligo di pagamento con strumenti tracciabili;
• Strutture turistiche certificate e autorizzate;
• Inserimento della spesa nella dichiarazione dei redditi.

Al momento si tratta ancora di una proposta. Se approvata, la detrazione vacanze benessere rappresenterebbe una novità significativa nel sistema fiscale italiano, con effetti concreti sia per i contribuenti che per l’intero comparto turistico.

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Dott.ssa Elisa Migliorini
Dott.ssa Elisa Migliorinihttps://www.linkedin.com/in/elisa-migliorini-0024a4171/
Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti
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