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Legge Beckham in Spagna: requisiti, aliquote e modulo 149

Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale
9 min di lettura
In sintesi

Regime impatriados spagnolo dopo la riforma 2023: chi può richiederlo, aliquote su lavoro e capitale, modulo 149 e imposta patrimoniale.

La Legge Beckham è il regime fiscale speciale spagnolo dell’art. 93 LIRPF per chi trasferisce la residenza in Spagna. Dal 2023 si applica anche a nomadi digitali, imprenditori e professionisti qualificati. Prevede un’aliquota del 24% sui redditi da lavoro fino a 600.000 euro per sei periodi d’imposta.


La Legge Beckham è la denominazione informale del regime fiscale speciale previsto dall’art. 93 della Ley 35/2006 (LIRPF) spagnola, riservato alle persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Spagna. Chi opta per il regime tributa come soggetto non residente limitatamente ai redditi di fonte spagnola, pur mantenendo la qualifica di contribuente IRPF, per il periodo d’imposta del trasferimento e i cinque successivi.

Introdotto nel 2005, il regime è stato riformato dalla Ley 28/2022 (Ley de Startups), con effetti dal 1° gennaio 2023: il periodo di non residenza pregressa richiesto è sceso da dieci a cinque anni e la platea dei beneficiari si è estesa oltre ai lavoratori dipendenti classici, includendo teletrabajadores internazionali, amministratori, imprenditori e professionisti altamente qualificati.

L’aliquota applicabile ai redditi da lavoro dipendente è del 24% fino a 600.000 euro e del 47% oltre tale soglia. I redditi da capitale di fonte spagnola seguono una scala separata dal 19% al 30%. Il regime non esenta dall’imposta sul patrimonio spagnola, dovuta per obligación real sui soli beni situati in Spagna.

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Cos’è la Legge Beckham e qual è la base normativa

La Legge Beckham è la denominazione informale del regime fiscale speciale previsto dall’articolo 93 della Ley 35/2006, de 28 de noviembre, del Impuesto sobre la Renta de las Personas Físicas (LIRPF). Il regime consente alle persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Spagna di tributare secondo le regole dell’Impuesto sobre la Renta de No Residentes (IRNR), pur mantenendo formalmente la qualifica di contribuenti IRPF. In pratica, durante il periodo di applicazione, il contribuente è tassato solo sui redditi di fonte spagnola, con alcune eccezioni relative ai redditi da lavoro e da attività imprenditoriale qualificata.

Il nome popolare deriva dal calciatore David Beckham, tra i primi beneficiari del regime dopo il trasferimento al Real Madrid nel 2003. La norma originaria, introdotta con il Real Decreto 687/2005 e recepita nella LIRPF con la Ley 35/2006, non prevedeva soglie massime di reddito né esclusioni per categoria professionale: questo ha portato, fino al 2010, a un utilizzo prevalente da parte di sportivi professionisti con redditi molto elevati. La riforma introdotta dalla Ley 26/2014 ha escluso espressamente la relazione laboral especial dei deportistas profesionales regolata dal Real Decreto 1006/1985, restringendo l’accesso ai lavoratori con un contratto di lavoro ordinario, agli amministratori di società e a determinate figure assimilate.

L’ultima riforma sostanziale è la Ley 28/2022, de fomento del ecosistema de las empresas emergentes (Ley de Startups), in vigore dal 1° gennaio 2023. La riforma ha ridotto da dieci a cinque anni il periodo di non residenza pregressa richiesto e ha ampliato la platea dei beneficiari, includendo teletrabajadores internazionali, imprenditori e professionisti altamente qualificati che lavorano per imprese emergenti. La scala delle aliquote sui redditi da capitale è stata poi modificata dalla Ley 7/2024, con effetti dal 1° gennaio 2025.

Per approfondire: “Regimi fiscali per impatriati: i 7 più attraenti“.

Chi può richiedere la Legge Beckham: requisiti soggettivi

L’accesso al regime richiede il rispetto congiunto di due condizioni:

  • un requisito di non residenza pregressa e
  • una causa specifica che giustifichi il trasferimento in Spagna.

Dal 1° gennaio 2023, il soggetto non deve essere stato residente fiscale in Spagna nei cinque periodi d’imposta precedenti al trasferimento. Per i trasferimenti avvenuti prima di tale data, il periodo di non residenza richiesto era di dieci anni.

La seconda condizione riguarda la causa del trasferimento. Fino al 2022 il regime era riservato a chi si trasferiva in Spagna in forza di un contratto di lavoro con un datore spagnolo, oppure per assumere la carica di amministratore di una società spagnola, a condizione che la partecipazione nell’entità non determinasse la qualifica di parte correlata ai sensi dell’articolo 18 della Ley 27/2014 (Impuesto sobre Sociedades): in via generale, una partecipazione pari o superiore al 25%. Questo limite non si applica se la società non ha natura di entidad patrimonial.

La Ley 28/2022 ha esteso l’accesso a tre nuove categorie, con effetto dal 1° gennaio 2023. Rientrano nel regime i lavoratori che si trasferiscono in Spagna per prestare attività lavorativa a distanza, mediante l’uso esclusivo di mezzi e sistemi informatici e telematici, per un datore di lavoro non stabilito in Spagna (i cosiddetti teletrabajadores internazionali o nómadas digitales), anche in assenza di un ordine di trasferimento del datore di lavoro. Rientrano inoltre gli imprenditori che sviluppano in Spagna un’attività qualificata come emprendedora, innovativa o di particolare interesse economico per il Paese, previo parere favorevole di ENISA (Empresa Nacional de Innovación, S.A.). Infine, il regime si applica ai professionisti altamente qualificati che prestano servizi a imprese emergenti o svolgono attività di formazione, ricerca, sviluppo o innovazione, a condizione che tali attività generino oltre il 40% del reddito complessivo da lavoro e da attività economica.

Sono espressamente esclusi dal regime i redditi derivanti dalla relación laboral especial dei deportistas profesionales, disciplinata dal Real Decreto 1006/1985. L’esclusione, introdotta dalla Ley 26/2014, riguarda in particolare i calciatori e gli altri sportivi professionisti legati a un club o entità sportiva da un rapporto di lavoro regolare e retribuito.

La Ley 28/2022 ha inoltre esteso la possibilità di optare per il regime al coniuge e ai figli minori di 25 anni del contribuente principale, o senza limiti di età in caso di disabilità, purché siano soddisfatte condizioni specifiche relative al reddito complessivo del nucleo familiare e alla residenza fiscale in Spagna nello stesso periodo d’imposta.

Requisito Regime ante 2023 Regime post 2023 (Ley 28/2022)
Non residenza pregressa 10 periodi d’imposta 5 periodi d’imposta
Causa del trasferimento Contratto di lavoro o carica di amministratore (limite 25%) Aggiunte: telelavoro internazionale, attività emprendedora (ENISA), professionista qualificato (soglia 40% reddito)
Familiari a carico Non ammessi Coniuge e figli under 25 (senza limiti se disabili), a condizioni specifiche
Sportivi professionisti Esclusi dal 2015 (Ley 26/2014) Esclusi

La carica di amministratore e il possesso delle quote (Il superamento del limite del 25%)

Fino al 2022, se assumevi la carica di amministratore in una società spagnola, non potevi possedere il 25% o più delle quote societarie per accedere alla Legge Beckham. La riforma del 2023 ha rivoluzionato questo aspetto: oggi puoi possedere anche il 100% delle quote della società che amministri, a condizione che l’azienda sia operativa” (ovvero svolga un’attività economica reale). Il limite del 25% resta in vigore esclusivamente se la società è una entidad patrimonial (ad esempio, una holding pura o una società che si limita a gestire immobili senza una struttura aziendale e dipendenti).

Come viene tassato il compenso dell’amministratore? Sotto il regime Beckham, il compenso che l’amministratore percepisce dalla propria società (SL spagnola) si qualifica come reddito da lavoro dipendente. Di conseguenza, beneficia dell’aliquota fissa del 24% fino a 600.000 euro. È importante che lo statuto della società preveda espressamente che la carica di amministratore sia retribuita, affinché il compenso sia deducibile per la società e correttamente inquadrabile per il beneficiario.

Esempi pratici

Esempio 1: Società Operativa vs. Patrimoniale. Marco si trasferisce in Spagna e fonda una SL che offre servizi di marketing digitale. Marco possiede il 100% delle quote ed è l’Amministratore Unico. Può accedere alla Legge Beckham? , perché la sua è una società operativa. Se invece Marco avesse creato una SL con il solo scopo di acquistare e affittare due appartamenti in modo passivo (società patrimoniale), possedendo oltre il 25% delle quote, l’Agenzia delle Entrate spagnola gli avrebbe negato l’accesso al regime.

Esempio 2: Il risparmio fiscale sul compenso. Giulia è amministratrice di una società tecnologica in Spagna e si assegna un compenso annuo di 150.000 euro per il suo ruolo. Applicando la Legge Beckham, Giulia pagherà un’imposta fissa del 24% sull’intero importo (pari a 36.000 euro). Nel regime IRPF ordinario spagnolo, la parte di reddito eccedente i 60.000 euro subirebbe aliquote progressive che possono sfiorare il 45-47%, con un prelievo fiscale complessivo nettamente superiore.

Aliquote applicabili: lavoro dipendente e redditi da capitale

I redditi da lavoro dipendente e assimilati, di fonte spagnola, sono tassati con un’aliquota fissa del 24% fino a 600.000 euro. La parte di reddito che eccede tale soglia sconta un’aliquota del 47%. Questa scala si applica indipendentemente dall’importo complessivo percepito e sostituisce integralmente la scala progressiva ordinaria dell’IRPF, che nel regime generale raggiunge aliquote marginali comparabili solo per redditi molto elevati.

I redditi da capitale mobiliare di fonte spagnola, comprese le plusvalenze, i dividendi e gli interessi, seguono una scala separata articolata su cinque scaglioni. Fino al 1° gennaio 2025 l’ultimo scaglione era fissato al 28%; la Ley 7/2024 lo ha elevato al 30% per i redditi che eccedono 300.000 euro, con effetto sui periodi d’imposta a partire dal 2025.

Base imponibile Aliquota fino al 2024 Aliquota dal 2025
Fino a 6.000 € 19% 19%
Da 6.000 a 50.000 € 21% 21%
Da 50.000 a 200.000 € 23% 23%
Da 200.000 a 300.000 € 23% 27%
Oltre 300.000 € 28% 30%

L’esenzione totale per dividendi e plusvalenze di fonte estera

Uno dei vantaggi più attrattivi del regime agevolato riguarda proprio la gestione dei redditi da capitale esteri. Poiché il contribuente che opta per questo regime viene tassato secondo le regole dell’imposta per i non residenti (IRNR), è tenuto a pagare le imposte esclusivamente sui redditi di fonte spagnola. Di conseguenza, se possiedi partecipazioni in società non spagnole, conti deposito esteri o portafogli di investimento presso broker internazionali, i dividendi, le plusvalenze (capital gain) e gli interessi generati fuori dalla Spagna sono di fatto esenti da imposizione spagnola.

A questo risparmio fiscale si aggiunge un importantissimo vantaggio burocratico e di privacy: i contribuenti ammessi al regime non sono tenuti a presentare il modello 720, ovvero la dichiarazione informativa sui beni e diritti detenuti all’estero. Questo esonero decorre dal periodo d’imposta in cui si viene ammessi al regime e rimane valido per tutta la sua durata (fino a sei anni). Questo significa zero burocrazia per i tuoi asset esteri. Al contrario, come visto nella tabella, solo i redditi da capitale di fonte spagnola rimangono tassati secondo la scala a scaglioni (che dal 2025 arriva al 30% per la parte eccedente i 300.000 euro).

Il regime consente una deduzione per doppia imposizione internazionale limitata, applicabile esclusivamente ai redditi da lavoro ottenuti all’estero durante i periodi in cui il contribuente svolge la propria attività fuori dalla Spagna nell’ambito del rapporto di lavoro che ha giustificato il trasferimento. La deduzione è calcolata come il minore tra l’imposta estera effettivamente versata sul reddito e l’importo che risulterebbe applicando l’aliquota media effettiva del regime speciale a tale reddito.

Le ritenute sui redditi da lavoro applicate dal sostituto d’imposta seguono la stessa struttura a due aliquote, con un meccanismo di aggiornamento se la ritenuta applicata in corso d’anno non coincide con l’imposta effettivamente dovuta, verificato in sede di dichiarazione tramite il modello 151.

Imposta sul patrimonio e Impuesto de Solidaridad de las Grandes Fortunas

L’applicazione della Legge Beckham non comporta l’esenzione dall’imposta sul patrimonio spagnola. Il contribuente che opta per il regime resta soggetto all’Impuesto sobre el Patrimonio (IP) per obligación real, ossia limitatamente ai beni e diritti situati, esercitabili o da adempiere in territorio spagnolo. Non rilevano, quindi, gli immobili, le partecipazioni societarie o gli altri asset detenuti fuori dalla Spagna, che restano fuori dal perimetro impositivo per l’intera durata del regime.

Lo stesso principio si applica all’Impuesto Temporal de Solidaridad de las Grandes Fortunas (ITSGF), il tributo statale introdotto dall’articolo 3 della Ley 38/2022 a carico dei patrimoni netti superiori a 3 milioni di euro, concepito per neutralizzare le differenze applicative dell’IP tra Comunità Autonome. La Dirección General de Tributos, con le consulte vinculantes V0420-23 e V0424-23 del 24 febbraio 2023, ha chiarito che il beneficiario del regime speciale, se soggetto passivo dell’ITSGF, tributa anch’esso per obligación real, in ragione del carattere complementare di questo tributo rispetto all’IP. Una conseguenza pratica rilevante di questa qualificazione è l’impossibilità di applicare il minimo esente di 700.000 euro, riservato ai soli soggetti passivi per obligación personal.

Il principio dell’assoggettamento per obligación real trova conferma diretta anche nel testo dell’articolo 93 LIRPF, che qualifica espressamente come tale la posizione del contribuente in regime speciale ai fini dell’Impuesto sobre el Patrimonio. Chi trasferisce in Spagna un patrimonio rilevante, in particolare se detenuto tramite società o strutture estere, deve quindi considerare separatamente l’esposizione a questi due tributi rispetto alla sola tassazione sui redditi, tenendo conto che l’assenza del minimo esente rende l’ITSGF potenzialmente dovuto anche su patrimoni di entità contenuta, se situati in Spagna.

Come si richiede: modulo 149 e termine di sei mesi

L’opzione per il regime speciale non è automatica: deve essere esercitata presentando il modello 149 all’Agencia Tributaria. Il termine per la presentazione è di sei mesi dalla data di inizio dell’attività risultante dall’iscrizione alla Seguridad Social in Spagna, o dalla data del documento che consente, se del caso, il mantenimento della previdenza sociale di origine. Il termine è improrogabile: la presentazione tardiva comporta la perdita definitiva della possibilità di optare per il regime per l’intero periodo.

Il modello 149 attualmente in vigore è stato approvato dall’Orden HFP/1338/2023, del 13 dicembre 2023, in sostituzione del modello previgente disciplinato dall’Orden HAP/2783/2015. Alla domanda va allegata la documentazione che comprova il rispetto dei requisiti soggettivi: il contratto di lavoro o la carta desplazamiento, l’atto di nomina come amministratore, l’informe favorevole di ENISA per gli imprenditori, oppure la documentazione relativa all’attività di professionista qualificato, a seconda della causa del trasferimento invocata.

Una volta ottenuta l’ammissione al regime, la dichiarazione annuale dei redditi si presenta tramite il modello 151, distinto dal modello 100 utilizzato per la dichiarazione IRPF ordinaria. Il modello 151 si applica per ciascuno dei periodi d’imposta di validità del regime, dall’anno del trasferimento fino al quinto anno successivo incluso.

I contribuenti ammessi al regime non sono tenuti a presentare il modello 720, la dichiarazione informativa sui beni e diritti detenuti all’estero altrimenti obbligatoria per i residenti fiscali spagnoli. L’esenzione decorre dal periodo d’imposta di ammissione al regime e si applica per tutta la sua durata.

Durata, rinuncia ed esclusione dal regime

Il regime si applica per il periodo d’imposta in cui il contribuente acquisisce la residenza fiscale in Spagna e per i cinque periodi d’imposta successivi, per una durata complessiva massima di sei anni. Al termine di questo periodo, il contribuente transita automaticamente al regime IRPF ordinario, con tassazione sul reddito mondiale secondo la scala progressiva.

Il contribuente può rinunciare al regime prima della scadenza naturale, presentando la comunicazione nel mese di novembre o dicembre dell’anno precedente a quello in cui la rinuncia deve produrre effetto. La rinuncia, una volta esercitata, è irrevocabile: chi vi rinuncia non può richiedere nuovamente l’ammissione al regime speciale in un momento successivo, anche se il periodo di sei anni non è ancora trascorso.

L’esclusione dal regime opera quando viene meno una delle condizioni che ne hanno giustificato l’accesso, ad esempio la cessazione del rapporto di lavoro o della carica di amministratore senza che ne subentri un altro che soddisfi i medesimi requisiti, oppure quando si accerta che tali condizioni non erano mai state effettivamente soddisfatte. In quest’ultimo caso l’esclusione retroagisce al periodo d’imposta in cui il requisito è venuto meno o non è mai esistito, con la conseguente rideterminazione dell’imposta secondo le regole ordinarie e i relativi interessi.

Chi valuta un trasferimento di residenza confrontando la Spagna con altre giurisdizioni europee, in particolare con l’Italia, deve considerare che i due regimi seguono logiche impositive opposte: la Legge Beckham tassa il beneficiario come non residente sui soli redditi di fonte spagnola, mentre il regime impatriati italiano previsto dall’articolo 5 del D.Lgs. 209/2023 mantiene la piena residenza fiscale in Italia con tassazione su base mondiale, sia pure agevolata. Le differenze incidono in modo determinante su chi detiene redditi o patrimoni esteri, ed è un aspetto approfondito nel confronto dedicato tra i due regimi.

Rischi applicativi e controlli dell’Agencia Tributaria

L’ampliamento della platea di beneficiari introdotto dalla Ley 28/2022 ha portato a un aumento delle controversie interpretative sull’applicazione dell’articolo 93 LIRPF, accompagnato da una maggiore attenzione dell’amministrazione fiscale spagnola. Il Plan Anual de Control Tributario y Aduanero del 2026, pubblicato con risoluzione dell’11 marzo 2026, individua espressamente il regime tra le aree di controllo prioritario, con particolare attenzione a strutture artificiose, contratti fittizi e situazioni che non corrispondono a un trasferimento effettivo.

Un primo profilo di rischio riguarda la genuinità del rapporto di lavoro che giustifica il trasferimento. L’amministrazione tributaria ha contestato in diversi casi l’accesso al regime quando il contratto di lavoro risultava privo di una relazione lavorativa effettiva, qualificandolo come simulato ai soli fini dell’ottenimento del beneficio fiscale.

Un secondo profilo riguarda il momento in cui deve sussistere il vincolo che giustifica il trasferimento. La Dirección General de Tributos, nella consulta CV2335-24 dell’11 novembre 2024, si è pronunciata su un caso in cui il contribuente si era trasferito in Spagna prima che esistesse un’offerta di lavoro vincolante o una nomina effettiva come amministratore: una sequenza temporale di questo tipo espone al rischio di diniego del regime, poiché il trasferimento deve essere conseguenza della causa lavorativa, non precederla.

Un terzo profilo riguarda gli aspetti formali e procedurali legati ai modelli 149 e 151. La sentenza del Tribunal Supremo del 18 maggio 2020 (ricorso n. 5692/2017) ha affrontato il tema dell’esercizio dell’opzione per il regime, confermando la rilevanza del rispetto puntuale delle modalità e dei termini previsti, senza margini di sanatoria per adempimenti formali tardivi o incompleti.

Un quarto profilo, più recente, riguarda l’imputazione della rendita catastale per l’abitazione principale situata in Spagna durante il periodo di applicazione del regime. Su questo punto si registra un contrasto interpretativo: la risoluzione del Tribunal Económico-Administrativo Central del 17 luglio 2025 (R.G. 00/03697/2025) adotta una posizione diversa rispetto a quella del Tribunal Superior de Justicia de Madrid (sentenza n. 665/2025 del 17 settembre 2025, ricorso n. 2095/2021), segnalando un tema non ancora consolidato su cui è opportuno verificare gli orientamenti più recenti al momento della dichiarazione.

Consulenza fiscalità internazionale

Trasferimento in Spagna e Legge Beckham: come funziona il trasferimento?

L’accesso al regime dipende dalla causa del trasferimento e da requisiti che, se accertati come insussistenti, comportano l’esclusione retroattiva con recupero d’imposta e interessi. Inoltre occorre prestare attenzione agli aspetti fiscali di un trasferimento di residenza fiscale in Spagna, e l’applicazione di un regime fiscale agevolato di natura territoriale, anche in relazione agli accertamenti dell’Amministrazione finanziaria italiana.

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Domande frequenti

Quanto dura la Legge Beckham?

Il regime si applica per il periodo d’imposta in cui si acquisisce la residenza fiscale in Spagna e per i cinque periodi d’imposta successivi, per un totale massimo di sei anni. Al termine, il contribuente passa automaticamente al regime IRPF ordinario con tassazione sul reddito mondiale.

Devo pagare l’imposta sul patrimonio spagnola se applico la Legge Beckham?

Sì. Il regime non esenta dall’Impuesto sobre el Patrimonio né dall’Impuesto Temporal de Solidaridad de las Grandes Fortunas. Entrambi si applicano per obligación real, quindi limitatamente ai beni situati in Spagna, come confermato dalla Dirección General de Tributos con le consulte V0420-23 e V0424-23.

La Legge Beckham è compatibile con l’acquisto di un immobile in Spagna?

Sì, ma l’immobile situato in Spagna rientra nel perimetro dell’Impuesto sobre el Patrimonio dovuto per obligación real. Se l’immobile è adibito ad abitazione principale, l’imputazione della relativa rendita è inoltre oggetto di un contrasto interpretativo ancora non consolidato tra TEAC e TSJM, da verificare al momento della dichiarazione.

Si può avere più di un datore di lavoro spagnolo mantenendo la Legge Beckham?

Sì, ma la Dirección General de Tributos ha chiarito, con la consulta V0466-26 del 27 febbraio 2026, che tutti i redditi da lavoro restano soggetti al regime speciale: non è possibile tassare un impiego come impatriado e un altro con le regole ordinarie. La soglia di 600.000 euro per l’aliquota del 24% si calcola in modo indipendente per ciascun datore di lavoro.

Cosa succede se il modulo 149 viene presentato oltre il termine di sei mesi?

Il termine di sei mesi dall’iscrizione alla Seguridad Social è improrogabile. La presentazione tardiva comporta la perdita definitiva della possibilità di optare per il regime per l’intero periodo, senza possibilità di sanatoria per il periodo d’imposta in questione.

Che differenza c’è tra la Legge Beckham e il regime impatriati italiano?

I due regimi seguono logiche opposte: la Legge Beckham tassa il beneficiario come non residente sui soli redditi di fonte spagnola, mentre il regime impatriati italiano mantiene la piena residenza fiscale in Italia con tassazione mondiale agevolata. Le differenze su base imponibile e redditi esteri sono approfondite nel confronto dedicato tra i due regimi.

Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale

Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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