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Flat tax 5% sui rinnovi contrattuali: verso la proroga nella Manovra 2027

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura
In sintesi

Il Governo punta a confermare la flat tax al 5% sui rinnovi contrattuali nella Manovra 2027. Scopri requisiti, limiti di reddito e come

In vista della nuova Legge di Bilancio, il MEF conferma l’intenzione di rinnovare la detassazione sugli aumenti salariali. Come funziona il beneficio, quali sono i requisiti operativi e quali scenari si aprono per il prossimo anno.


La detassazione delle retribuzioni legate ai rinnovi contrattuali si avvia verso la riconferma anche per il prossimo anno. Nonostante il quadro economico complesso e le rigide risorse a disposizione per la costruzione della Manovra 2027, il Governo ha ribadito la volontà di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti attraverso l’aliquota agevolata del 5% sugli incrementi stipendiali.

L’indicazione è arrivata direttamente dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, durante l’audizione sulle linee guida di finanza pubblica davanti alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

Come funziona la Flat Tax al 5% sugli aumenti retributivi

La misura si inserisce nel pacchetto di interventi volti a ridurre il cuneo fiscale e ad alleviare la pressione fiscale sui redditi medio-bassi. L’agevolazione non si applica alla totalità dello stipendio o a qualsiasi aumento generico, ma riguarda specificamente le somme erogate a titolo di incremento retributivo derivante dai rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL).

I requisiti di accesso alla detassazione

I beneficiari sono i lavoratori dipendenti del settore privato, e l’accesso alla detassazione è riservato soltanto a chi possiede un reddito da lavoro dipendente fino a 33.000 euro.

L’imposta sostitutiva al 5% si applica agli aumenti derivanti da contratti collettivi sottoscritti nel triennio 2024-2026 ed erogati nel corso del 2026. Si tratta di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali pari al 5%.

L’impatto economico e la spinta ai rinnovi contrattuali

L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è creare una sinergia tra le parti sociali e lo Stato per contrastare l’emergenza salariale. L’intervento pubblico sul piano fiscale intende così accompagnare lo sforzo delle aziende nel rinnovo dei contratti scaduti.

I dati più recenti evidenziano come, nei primi otto mesi del 2026, si siano registrate 11 intese di rinnovo che hanno interessato oltre 3,1 milioni di lavoratori dipendenti. Resta tuttavia un 10,9% di lavoratori in attesa del rinnovo del proprio CCNL, una quota che potrebbe beneficiare della misura laddove le trattative si concludano nei tempi previsti.

Sul fronte dei conti pubblici, l’applicazione del prelievo sostitutivo per l’anno corrente comporta una stima di minori entrate per lo Stato pari a circa 570 milioni di euro.

Ipotesi e scenari per il 2027

Sebbene l’orientamento sia favorevole al rinnovo, le modalità con cui la misura verrà inserita nella prossima Legge di Bilancio sono ancora al vaglio del Ministero dell’Economia. Le risorse limitate e la necessità di bilanciare le varie priorità fiscali (tra cui gli interventi sull’IRPEF) potrebbero portare a differenti opzioni di rimodulazione:

  1. Proroga selettiva: limitazione dell’agevolazione ai soli soggetti che ne stanno già fruendo;
  2. Revisione della platea: modifica dei tetti reddituali (attualmente a 33.000 euro) o ridefinizione del periodo di riferimento per la stipula dei rinnovi contrattuali;
  3. Conferma dell’impianto attuale: Proroga tout court dello schema normativo già applicato per il 2026.

I dettagli definitivi emergeranno soltanto con la stesura finale del testo della Manovra 2027 nei prossimi mesi.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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