bonus prima casa

Con il Decreto Sostegni bis sono arrivate le agevolazioni sulla prima casa, per tutti i giovani under 36 con un’attestazione ISEE inferiore ai 40.000 euro. Il bonus prima casa è un sostegno che va a garantire ai giovani delle particolari agevolazioni fiscali, per sostenere l’acquisto tramite mutuo delle abitazioni, ed è un bonus dedicato alle giovani generazioni.

La misura è stata presa dal Decreto Sostegni bis per sostenere l’autonomia dei giovani italiani, in particolar modo attraverso le agevolazioni per l’acquisto di un’abitazione da adibire a dimora stabile.

Il bonus prima casa prevede per questa particolare agevolazione un fondo garanzia mutui dedicato proprio alle agevolazioni per l’acquisto di un’abitazione.

Va ricordato che questo tipo di incentivo ha l’obiettivo di sostenere le giovani coppie nella stabilizzazione in una nuova abitazione, e incentiva all’acquisto di una dimora stabile distinta da quella del nucleo familiare dei genitori. Vediamo cos’è il bonus prima casa e quali sono le ultime novità in merito a questo tipo di sostegno.


Bonus prima casa e residenza

Il bonus prima casa è strettamente connesso alla residenza di chi lo richiede, spesso sorgono dubbi intorno al bonus prima casa legato a questo aspetto. È importante, per non perdere l’accesso a queste agevolazioni, trasferire entro 18 mesi dall’acquisto del nuovo immobile la residenza.

Però bisogna ricordare, e spesso questo è motivo di confusione, che la residenza deve essere nello stesso comune di appartenenza dell’immobile acquistato con l’agevolazione.

Non è strettamente necessario che la residenza venga posta nello stesso immobile per cui si chiede l’adesione al bonus prima casa. Anche se in linea generale la norma prevede che la residenza venga posta nell’immobile in cui si intende vivere in modo stabile, questa non è strettamente collegata all’immobile stesso, ma al comune in cui viene acquistato.

Viene tuttavia ancora concesso che il mancato trasferimento della residenza nel comune di riferimento può essere accettato per motivi di forza maggiore. Si tratta qui di eventi imprevedibili o fatti collegati a terzi. Va ricordato che è importante anche che chi acquista l’immobile non sia proprietario neanche in parte di  un altro immobile per cui ha già chiesto lo stesso tipo di bonus prima casa. Inoltre non deve essere proprietario di immobili nello stesso comune in cui richiede l’acquisto della nuova abitazione.

Bonus prima casa fino a 36 anni di età

Il bonus prima casa è indirizzato solamente alla fascia di popolazione giovanile, e pertanto è dedicato ai giovani che non hanno ancora compiuto 36 anni di età e intendono acquistare la casa da adibire a prima abitazione.

Dato che il limite massimo è di 36 anni, si fa riferimento per la possibilità di accesso questo bonus a tutti i giovani che nell’anno dell’acquisto non hanno ancora compiuto 36 anni di età.

L’ISEE di 40.000 a cui fa riferimento il limite di reddito per poter accedere a questo tipo di agevolazione, fa riferimento al calcolo per l’intero nucleo familiare che intende acquistare l’immobile.

Bisogna tenere conto che procedendo all’acquisto con il bonus prima casa, si possono ottenere tutta una serie di agevolazioni fiscali importanti: l’esenzione dall’imposta di registro, da quella ipotecaria e catastale, e viene applicato un credito di imposta nel caso in cui la vendita dell’immobile sia soggetta ad IVA. Il Decreto Sostegni bis ha introdotto questa serie di misure volte ad alleggerire il carico fiscale sugli acquisti di una prima casa, ma ci sono delle particolari condizioni di cui tenere conto quando si richiede il bonus prima casa.

Bonus prima casa e acquisto di un immobile in costruzione

Ma cosa accade nel momento in cui si decide di acquistare un’abitazione chiedendo il bonus prima casa per un edificio in costruzione? In linea generale è possibile chiedere le agevolazioni del bonus prima casa nel caso in cui l’immobile sia in fase di costruzione, purché non si tratti di un immobile di lusso, perché questa tipologia di abitazioni non è inclusa nel bonus prima casa.

Nel caso in cui si chiede il bonus prima casa di un immobile in costruzione, bisogna tenere conto che la conclusione dei lavori deve essere effettuata entro 3 anni dall’acquisto.

Lo stesso bonus prima casa è accessibile anche nel caso in cui un immobile venga ereditato, secondo una precisa risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate.  Nel caso particolare, un soggetto può chiedere il bonus prima casa anche nel momento in cui possiede un immobile nello stesso comune, purché si impegni alla vendita dell’immobile che ha precedentemente acquistato anche se a titolo gratuito in eredità.

Tipologie di immobili per cui è possibile chiedere il bonus

Bisogna tenere conto che non tutti i tipi di immobili possono essere ritenuti validi per chiedere le agevolazioni fiscali viste prima. In particolare è necessario che l’abitazione principale appartenga a determinate categorie di catasto:

  • A/2: abitazioni di tipo civile, si tratta delle abitazioni residenziali;
  • A/3: abitazioni di tipo economico, si tratta di immobili costruiti in modo economico, con prezzi inferiori ad altre categorie catastali;
  • A/4: abitazioni di tipo popolare: si tratta di abitazioni ancora più economiche della categoria catastale precedente;
  • A/5: abitazioni di tipo ultrapopolare: si tratta di abitazioni i cui parametri sono inferiori alle abitazioni popolari;
  • A/7: abitazioni in villini: si tratta di immobili ad uso civile con aree ubicate all’esterno;
  • A/11: alloggi e abitazioni tipiche dei luoghi: si tratta di abitazioni caratteristiche come quelle presenti in alta montagna.

Bisogna ricordare che sono quindi escluse dalle categorie catastali che possono avere accesso al bonus prima casa tutte quelle abitazioni di tipo signorile, strutture costituite da ville o castelli, con particolare valore artistico o storico.

Quando si può perdere il bonus?

Si rischia di perdere il bonus prima casa nel momento in cui non vengono rispettate le limitazioni previste:

  • Quando non si trasferisce la propria residenza anagrafica entro 18 mesi nello stesso comune in cui si acquista l’immobile;
  • Se non si procede alla rivendita dell’immobile precedentemente acquistato con lo stesso bonus prima casa;
  • Nel momento in cui la ristrutturazione non viene completata entro 3 anni dal momento dell’acquisto dell’immobile, si può incorrere nella perdita del bonus;
  • In caso di dichiarazioni non veritiere durante la registrazione dell’atto di compravendita.
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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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