bonus facciate

Il bonus facciate è un tipo di agevolazione fiscale messo a disposizione dallo stato per chi svolge determinati tipi di lavori sulla facciata esterna di un immobile. Si tratta di una agevolazione che consiste in una detrazione di imposta del 90%, sui lavori svolti sulle parti esterne degli edifici. Non tutti i lavori sugli immobili possono ottenere l’accesso al bonus facciate, però si tratta di un bonus che trova larga applicabilità.

Il bonus facciate, come già avviene per altri bonus, si può ricevere presentando la spesa sostenuta sui lavori alle facciate esterne degli edifici nel momento in cui si procede alla dichiarazione dei redditi. Come accade già per altri tipi di spese, come quelle di ristrutturazione, o le spese mediche, anche in questo caso è possibile rivolgersi ad un intermediario per procedere con la dichiarazione delle stesse.

Escludendo chi lavora con Partita Iva a regime forfettario, anche chi svolge un’attività di impresa può avere il diritto di accesso a questo bonus, perché non si tratta di una agevolazione disponibile solo per chi è proprietario di immobili ad uso abitativo. In particolare, vediamo in questo articolo come il bonus facciate può essere esteso anche per i lavori effettuati sui balconi, come conferma la Risposta ad interpello n.482 del 15 luglio 2021 dell’Agenzia delle Entrate.


Cos’è il bonus facciate?

Quest’anno lo stato ha deciso di mettere a disposizione degli italiani un grande numero di bonus e agevolazioni fiscali, soprattutto per la ristrutturazione delle abitazioni. Sono un esempio il superbonus 110% e il sisma bonus.

Tra tutte le misure a sostegno economico dei cittadini in ambito edilizia, il bonus facciate è rivolto esclusivamente a quei lavori che vengono svolti nelle zone esterne agli edifici. Che si tratti di restauro o ristrutturazione delle facciate esterne di palazzi e immobili, oppure di tinteggiature o puliture, si può ottenere il 90% di detrazione sulle spese effettuate.

Il bonus facciate non è utilizzabile per i lavori su tutti gli immobili, ma è limitato a quelli situati nei centri delle città, individuati come edifici urbani, che fanno parte dei centri storici o di zone contigue. Va ricordato, come spiega anche la guida aggiornata pubblicata dal Consiglio Nazionale del Notariato, che il bonus facciate non si applica durante la costruzione di nuovi edifici.

In pratica i lavori svolti, esclusivamente sulle facciate esterne degli edifici, devono andare a migliorare la condizione delle facciate esterne, anche tramite restauro, ma sono escluse costruzioni nuove o parti aggiuntive progettate a nuovo. Invece i lavori di pulitura e eventuale verniciatura possono avere il diritto di accedere al bonus facciate.

Chi può usufruire del bonus facciate?

Il bonus facciate può essere richiesto da una fascia abbastanza ampia di cittadini: purché residenti in Italia, possono richiedere il bonus sia i soggetti fisici, anche se svolgono attività professionale autonoma, sia gli enti che le società, in quanto questo bonus è esteso anche nel caso in cui gli immobili vengano utilizzati come strutture per attività di impresa.

Questo ad esempio è il caso di hotel e locali aperti al pubblico, ma sono inclusi anche immobili abitativi e palazzine. I principali criteri da rispettare per poter accedere al bonus sono:

  • Può chiedere il bonus facciate chi ha diritto sull’immobile soggetto ai lavori. Si deve trattare di un proprietario, o di chi ha titolo per poter eseguire determinati lavori sull’immobile;
  • Può chiedere il bonus facciate chi sostiene economicamente le spese volte a migliorare la facciata, o le facciate, dell’immobile, tramite metodi di pagamento tracciabili;

Questo bonus quindi può essere una valida risorsa in tutti quei casi in cui i lavori vengono svolti sia su edifici ad uso abitativo, sia su strutture utilizzate per attività di impresa. In questo caso si tratta quindi di un bonus allargato, purché le strutture di riferimento siano situate in una zona urbana.

Come accedere al bonus facciate?

Per poter accedere al bonus facciate, risulta indispensabile procedere al pagamento delle spese per il restauro o la sistemazione delle facciate tramite metodi tracciabili, ovvero pagando con bonifico, carte o bancomat, indicando tutti i dati relativi al pagamento e ai soggetti coinvolti.

Per poter utilizzare il bonus facciate, bisogna specificare i dati dell’immobile al momento della dichiarazione dei redditi, presentando tutte le spese effettuate, con metodo tracciabile, per svolgere i lavori. Si tratta in questo caso di aggiungere anche tutte le spese per i lavori connessi al rifacimento delle facciate.

In particolare si possono includere i materiali che servono per i lavori, il lavoro di progettazione di eventuali professionisti, e i lavori correlati. Nel caso in cui i lavori vengano effettuati su edifici condominiali, l’amministratore può provvedere a monitorarne l’andamento e a comunicare i dati e le relative spese per poter procedere alla richiesta del bonus.

La detrazione di fatto consiste in un credito di imposta applicato per il periodo di tempo di 10 anni, altrimenti, come funziona già con altre tipologie di bonus, si può richiedere di accedere all’agevolazione tramite sistemi alternativi:

  • Sconto in fattura: si tratta di uno sconto applicato direttamente da chi svolge i lavori, a beneficio di chi può accedere al bonus facciate, direttamente in fattura. In questo caso è un’alternativa valida e applicabile subito, rispetto alla detrazione spettante;
  • Cessione del credito: questa modalità di ricevere il bonus facciate prevede che si possa accumulare un credito cedibile a terzi.

Lavori sui balconi: è possibile ricevere l’agevolazione?

Un particolare caso in cui può essere applicato il bonus facciate è quello in cui il proprietario di un immobile decida di svolgere dei lavori sui balconi. Si tratta in questo caso di zone esterne agli edifici, quindi i lavori sui balconi rientrano tra quelli agevolati previsti dal bonus facciate.

L’Agenzia delle Entrate l’ha chiarito tramite Risposta ad interpello n.482 del 15 luglio 2021. Nel caso specifico si parla di interventi su parapetti dei balconi, con inclusa l’installazione di oggetti per l’illuminazione.

L’immobile al centro del quesito è un hotel, che ha la necessità di svolgere alcuni lavori sui parapetti dei balconi, inclusa l’aggiunta di illuminazioni esterne. Il proprietario ha chiesto l’accesso al bonus facciate per ricevere un’agevolazione fiscale sui lavori. Tramite questo quesito ci si chiede se questo genere di intervento possa in qualche modo rientrare tra quelli agevolati, anche per quanto riguarda gli oggetti illuminanti.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate sui lavori da svolgere sui balconi, è chiara:

“Trattandosi di rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, l’Istante ritiene che l’intervento sui parapetti possa rientrare tra quelli agevolabili con il “bonus facciate” e pertanto sia consentita la detrazione delle spese relative al rifacimento dei parapetti stessi, secondo le ipotesi progettuali sopra descritte.”

Il bonus facciate ammette anche l’aggiunta di strutture volte all’illuminazione, come specifica poi la stessa risposta ad interpello:

“Con riferimento all’installazione dei corpi illuminanti a soffitto o a parete, nel presupposto che si tratti di opere accessorie e di completamento dell’intervento sulle facciate esterne nel suo insieme i cui costi sono strettamente collegati alla realizzazione dell’intervento stesso (cfr. risposta n. 520 del 2020), il bonus facciate spetta nel caso in cui tali interventi si rendessero necessari per motivi “tecnici”.”

Se si tratta, in sostanza, di un lavoro volto a migliorare la facciata esterna della parete, sono inclusi anche tutti i lavori accessori, come l’installazione dei corpi illuminanti, purché tuttavia vengano rispettate le altre limitazioni e i criteri che regolamentano il bonus facciate.

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