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Freno sul taglio IRPEF: le ultime novità

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
1 min di lettura

Il taglio IRPEF e la rottamazione quinquies non sono più cosi sicuri. A dichiararlo è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, a causa delle vicende internazionali che non dipendono dal Governo e che hanno complicato il quadro del bilancio.

“Quella che Salvini chiama la rottamazione delle cartelle e la riduzione delle aliquote fiscali al ceto medio erano punti su cui c’era sicurezza. Ma, lo dico con franchezza, la situazione si è complicata con tutte le vicende internazionali che non dipendono dal Governo”,

Taglio IRPEF ceto medio: quale sarebbe il guadagno?

Tra gli obiettivi del Governo Meloni c’è il taglio dell’Irpef, per aiutare il ceto medio. Le ipotesi sono due, cioè ridurre l’aliquota della seconda fascia di reddito e estendere la seconda fascia di reddito fino a 60mila euro.

Secondo le simulazioni svolte, con un reddito lordo annuo di 30 mila euro il risparmio si sarebbe di circa 40 euro, mentre per chi guadagna 40 mila avrebbe un risparmio di un centinaio di euro. Chi ha un reddito lordo di 45 mila euro il beneficio è di circa 200 euro. Chi ha un reddito lordo annuo superiore ai 50 mila euro avrà un guadagno di circa 600 euro fino a raggiungere 1.400 euro annui per i redditi superiori ai 60 mila, che sarebbero di circa 100 euro al mese.

Il presidente e ceo di Izi, Giacomo Spaini ha dichiarato al quotidiano La Repubblica:

“Con questa proposta l’IRPEF dovuta si riduce in maniera inapprezzabile per i redditi fino a 45 mila euro, per arrivare ad un massimo di 1400 euro per i redditi tra i 50 e i 60 mila che significa poco più di 100 euro al mese di riduzione: a questi livelli si tratta di una misura interessante. Sappiamo però bene che la platea dei contribuenti si riduce molto in questa fascia di reddito medio alto, mentre la stragrande maggioranza dei redditi da lavoro si trova nella fascia non interessata dalla riforma e che si ritrova con un vantaggio solo di qualche decina di euro al mese”

Il costo per fare questa operazione si aggira intorno ai 4,5 miliardi. Tagliare l’Irpef 35% al 33% comporterebbe un minor gettito di circa 4,5 miliardi. Per sostenere tali costi sono necessarie coperture che non compromettano i conti pubblici e ora sono ulteriormente complicate anche dalla situazione internazionale.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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