Rottamazione quinquies: le ultimissime novità

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Il governo sta valutando l’opportunità di fare una nuova sanatoria delle cartelle esattoriali, con la possibilità di dilazionare il pagamento fino ad un massimo di 10 anni e condizioni più flessibili. Secondo le ultimissime indiscrezioni, la quinta rottamazione potrebbe essere prevista nella prossima legge di bilancio o in un decreto ad hoc previsto per l’autunno 2025.

La nuova pace fiscale dovrebbe riuscire a sbloccare circa 130 miliardi di carichi non ancora riscossi. Per molti lavoratori autonomi le cartelle riguardano contributi INPS non versati, e la possibilità di saldare quei debiti potrebbero far accedere alla pensione a molti cittadini. Il disegno di legge è attualmente in discussione presso la Commissione Finanze del Senato.

Il presidente dell’Associazione nazionale commercialisti, Marco Cuchel, ha dichiarato: 

“Accogliamo con favore la rottamazione quinquies perché consentirà a persone comuni, come ad esempio pensionati, di regolarizzare la loro posizione contributiva. Non stiamo parlando di evasori, ma di persone che hanno incontrato sul loro percorso delle difficoltà a pagare”. 

Nuova pace fiscale: in attesa per l’autunno

La rottamazione quinquies, rispetto alla rottamazione quater include anche i debiti affidati alla riscossione fino al 31 dicembre 2023 e ti permette di dilazionare i pagamenti fino a 120 rate mensili, ossia in 10 anni, con la possibilità di omettere fino a 8 rate senza decadere dal beneficio. 
Non è richiesto il versamento di un acconto iniziale. 

Si perde la possibilità di rateizzare solo dopo il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive. 

Non sarà dovuto il pagamento di sanzioni e interessi di mora, restando dovuti capitale, spese di notifica e aggio.

L’approvazione del disegno di legge sta riscontrando molteplici difficoltà anche a causa delle opposizioni che considerano questo provvedimento un favoritismo nei confronti degli evasori. Inoltre, occorre trovare le coperture finanziarie. Tuttavia, dobbiamo considerare che molti contribuenti senza una sanatoria, rimarrebbero indebitati per molti anni.

Ambito di applicativo

Rientrano nell’ambito applicativo della nuova sanatoria i debiti affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con possibile estensione alle partite notificate nel 2024 riferite ad annualità pregresse. Sono comprese le sanzioni per violazioni del Codice della strada, bolli auto, IRPEF, IVA, imposta di registro e altri tributi locali. La misura, ancora in fase di esame, potrebbe estendersi anche ai tributi locali riscossi con ingiunzione fiscale, ampliando ulteriormente la platea dei beneficiari.

Restano esclusi i tributi locali non affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, gli aiuti di Stato da recuperare, le condanne della Corte dei Conti e le sanzioni penali pecuniarie. 

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Elisa Migliorini
Elisa Migliorinihttps://www.linkedin.com/in/elisa-migliorini-0024a4171/
Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.
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