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Rottamazione quinquies confermata in 108 rate: le novità

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
1 min di lettura
La Rottamazione quinquies sarà una delle misure che verrà inserita nella Legge di bilancio 2026. Il governo ha raggiunto un accordo sul pagamento delle cartelle in 108 rate, inoltre, si pala anche di un importo minimo di rata. Le prime indiscrezioni parlano di una rata minima di ammontare pari a 50 euro.

Il governo sembra aver raggiunto un accordo su come sarà la prossima definizione agevolata. Le precedenti edizioni avevano un carico eccessivo nelle prime due rate che scoraggiavano l’adesione dei contribuenti. Per ovviare tale problema, il Viceministro Leo ha dichiarato che lo scopo dell’esecutivo era prevedere un piano di versamenti più sostenibile.

Si è raggiunto un accordo per un calendario dei pagamenti fino a nove anni scanditi in 108 rate e la previsione di un importo minimo di rata.

Si è parlato anche della possibilità di diversificare il piano di pagamento in base al valore del debito, riducendo i tempi per le cartelle meno sostanziose.

Rottamazione quinquies: le ultime novità

La rottamazione quinquies riguarderà i debiti fiscali accumulati tra il 2000 e il 2023 e ti permetterà di saldare i debiti in ben 108 rate in dieci anni. Potrebbe essere anche modulabile, sulla base dell’importo complessivamente dovuto. Tra le ultime novità vi è l’ipotesi di una rata minima pari a 50 euro, al fine di evitare di dilatare eccessivamente il tempo per il recupero dei debiti di importo più basso.

Secondo i dati forniti dal Dipartimento delle Finanze, il 23% dei crediti affidati dal 2000 al 2024 non superano i 100 euro. Sono il 53% quelli di importo fino a 1.000 euro, mentre il 17% è compreso tra i 1.000 e i 5.000 euro.

Per i titolari di cartelle fino a 1.000 euro, il piano di pagamento sarebbe suddiviso in 20 rate mensili, pertanto la rottamazione durerebbe meno di due anni.

Esclusioni

Non potranno partecipare alla nuova definizione agevolata i contribuenti che hanno già utilizzato le precedenti rottamazioni senza chiudere definitivamente il debito fiscale, ma con il solo scopo di bloccare pignoramenti o fermi amministrativi.

Inoltre, potrebbero essere esclusi espressamente i tributi locali, multe, Tari e altre entrate di Comuni, Province e Regioni. Per i tributi locali i Comuni, Province e Regioni lo smaltimento del magazzino della riscossione va verso la cartolarizzazione e altri strumenti, come Amco (la società del Tesoro specializzata nei crediti deteriorati).

Si attendono ulteriori novità dal prossimo incontro di governo.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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