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Pensioni: come cambiano nel 2026? tutte le novità con la Legge di Bilancio

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura
In sintesi

Con la manovra 2026, dal 2027 servirà un mese in più per andare in pensione, con l’età che salirà a 67 anni e un mese per l'adeguamento

La Legge di Bilancio è stata approvata con 216 voti a favore, 126 contrari e tre astenuti. Il testo sarà poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore entro l’anno. Con la manovra 2026, dal 2027 servirà un mese in più per andare in pensione, con l’età che salirà a 67 anni e un mese, in conseguenza dell’adeguamento all’aspettativa di vita. L’assegno delle pensioni minime aumenterà di 20 euro al mese.

Confermato l’addio ad Opzione Donna e alla Pensione Anticipata Flessibile.

Pensioni 2026

È stata approvata in via definitiva la manovra 2026. Tra le misure più discusse ci sono quelle che riguardano le pensioni. La novità principale riguarda l’aumento di tre mesi dei requisiti per andare in pensione, che però sarà spalmato su due anni, tra il 2027 e il 2028, per l’adeguamento alla speranza di vita.

L’assegno delle pensioni minime aumenterà invece di soli 20 euro al mese.

Inoltre è previsto, dal 1 luglio 2026, un meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti neo assunti nel settore privato i quali avranno 60 giorni di tempo per rinunciare a tale adesione. Viene cancellata la possibilità di anticipare la pensione di vecchiaia grazie al cumulo della previdenza complementare.

Resta confermato il sistema della pensione anticipata ordinaria. I requisiti restano, a prescindere dall’età anagrafica:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

Addio a Quota 103 e Opzione donna

Va in soffitta uno dei cavalli di battaglia della Lega degli anni passati, Quota 103. La manovra non rinnova lo schema di anticipo pensionistico che consentiva il ritiro dal lavoro con almeno 62 anni d’età e 41 di contributi, né Opzione donna (61 anni d’età e 41 di contributi).

Ape sociale

Una delle conferme più importanti per l’anno prossimo riguarda l’APE sociale, che consente a specifiche categorie di lavoratori di lasciare l’impiego con un anticipo. La misura resterà accessibile fino al 31 dicembre 2026, per chi ha raggiunto 63 anni e 5 mesi.

L’indennità viene calcolata sulla base della contribuzione maturata e rappresenta un ponte verso la pensione vero e propria. Potranno beneficiarne:

  • Lavoratori senza occupazione perché licenziati o per scadenza del contratto;
  • Persone che assistono un familiare convivente con disabilità grave;
  • Lavoratori con invalidità almeno al 74%;
  • Dipendenti impegnati in mansioni particolarmente gravose.

L’accesso richiede almeno 30 anni di contributi, che diventano 36 anni per chi svolge professioni classificate come gravose. La proroga offre una continuità a chi è in condizioni di fragilità sociale o lavorativa.

Di quanto aumenta l’età pensionabile?

Dal 2027 per l’adeguamento dei requisiti per la pensione alla speranza di vita, per uscire dal lavoro con la pensione di vecchiaia bisognerà avere 67 anni e un mese d’età e poi, dal 2028, 67 anni e tre mesi.

Per andare in pensione anticipata dal 2027 serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi e dal 2028 43 anni e un mese (un anno in meno per le donne), ai quali bisogna aggiungere la cosiddetta “finestra mobile”, ossia il periodo che passa tra il raggiungimento del requisito e l’erogazione dell’assegno, che è rimasto di tre mesi.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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