Anche per il 2024 è stato confermato l’esonero contributivo destinato ai datori di lavoro che assumono donne svantaggiate in settori e professioni con una disparità di genere superiore al 25%, come stabilito dal Decreto del Ministero del Lavoro. Tuttavia, i bonus a favore delle donne svantaggiate si estendono oltre tale criterio, abbracciando categorie più ampie e complesse nel contesto lavorativo in base a età, periodo di disoccupazione e residenza.


A fronte della persistente situazione di svantaggio delle donne nel contesto lavorativo, gli incentivi assunzioni donne 2024 rappresentano un sostegno significativo. Il bonus è stato introdotto in modo strutturale dall’articolo 4, comma 8-11, L. 92/2012 della Legge Fornero, e concede alle aziende un esonero contributivo quando assumono donne svantaggiate, sia a tempo determinato che indeterminato, nei settori e nelle professioni caratterizzati da un divario di genere superiore al 25%.

Ogni anno gli incentivi vengono adeguati in base ai dati ISTAT. Nel 2024, il Decreto del Ministero del Lavoro n. 365 del 20 novembre 2023 ha specificato i settori e le professioni interessati, tenendo conto del tasso di disparità uomo-donna. Le tabelle incluse negli allegati del Decreto forniscono una guida chiara su quali soggetti potranno trarre vantaggio dagli incentivi assunzioni donne 2024.

Tuttavia, le categorie di donne svantaggiate non si limitano esclusivamente a coloro che operano in settori con un divario di genere significativo. Il panorama delle donne svantaggiate nel contesto lavorativo è più ampio e complesso. Pertanto, la definizione di tali categorie potrebbe essere influenzata da diversi aspetti, tra cui l’età, la residenza, e le specifiche condizioni lavorative.

L’obiettivo principale di questi incentivi è promuovere una maggiore parità di genere all’interno del contesto lavorativo. Tale iniziativa si propone di riconoscere e premiare le imprese che non solo aderiscono ai principi dell’uguaglianza di genere, ma che dimostrano un impegno attivo e tangibile nella riduzione delle disparità di genere.

Incentivi assunzioni donne 2024: chi sono le beneficiarie

Gli incentivi assunzioni donne 2024 si rivolgono a un preciso gruppo di donne, e per poter beneficiare di tali agevolazioni, occorre soddisfare determinati requisiti. Le condizioni specifiche sono le seguenti:

  • Assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e residenza in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione Europea;
  • Assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 2 anni senza limiti di residenza;
  • Assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e attività lavorativa in settori economici caratterizzati da disparità di genere superiore al 25%.

In particolare, vi è una situazione peculiare che prevede un limite di età e comprende sia uomini che donne. Il bonus è, infatti, disponibile per coloro che hanno superato i 50 anni e sono disoccupati da oltre dodici mesi.

Al contrario, alcune categorie di contratti sono escluse dallo sgravio contributivo, tra cui:

  • Apprendistato;
  • Lavoro domestico;
  • Lavoro intermittente o a chiamata;
  • Lavoro occasionale.

Questi vincoli sono delineati per garantire che gli incentivi siano diretti verso un pubblico specifico, promuovendo l’inclusione lavorativa di donne che si trovano in determinate condizioni di disoccupazione o che operano in settori soggetti a disparità di genere.

Bonus assunzione donne 2024: come funziona l’esonero contributivo

È giunto ora il momento di esplorare in dettaglio le opportunità offerte dal decreto emanato dal Ministero del Lavoro, a favore delle donne impiegate in settori e professioni caratterizzati da un elevato divario di genere. Nello specifico, gli incentivi assunzioni donne 2024 si estendono per un periodo di 12 mesi, concentrandosi sui settori caratterizzati da un significativo divario di genere, il quale viene ridefinito annualmente.

In particolare, le disposizioni garantiscono alle aziende una riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro, applicabile per un massimo di 12 mesi nel caso di assunzioni a tempo determinato. Per le assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni da contratto determinato a indeterminato, l’esonero contributivo si estende invece per un periodo più lungo, precisamente 18 mesi. Questi bonus sono destinati a coloro che soddisfano requisiti specifici e si configurano come un prezioso strumento per promuovere l’equità di genere nell’ambito lavorativo.

È opportuno sottolineare che la Legge di Bilancio 2023 ha prorogato, fino al 31 dicembre 2023, la possibilità di usufruire di un esonero totale in caso di assunzioni di donne svantaggiate. Tale agevolazione è confermata entro il limite massimo di 8.000 euro annui, rappresentando un ulteriore stimolo per favorire l’inclusione lavorativa delle donne in condizioni svantaggiate.

Incentivi assunzioni donne 2024: settori e professioni ammessi per gender gap

Iniziamo l’approfondimento con l’analisi della Tabella A, presente nell’allegato 1 e intitolata “Occupati dipendenti per attività economica e sesso – Anno 2022 (valori assoluti in migliaia, percentuali e tasso di disparità)”. Nel contesto degli incentivi alle aziende che intendono assumere donne svantaggiate nel 2024, il tasso di disparità medio, rilevato per l’anno 2022, si attesta al 9,8%. La soglia critica, al di sopra della quale un settore viene classificato con un tasso di disparità uomo-donna almeno il 25 per cento superiore rispetto al valore medio, è fissata al 12,2%. L’analisi viene fatta in base ai codice Ateco e qui troviamo i settori e le professioni ammesse al bonus.

In base alle disposizioni del decreto, i settori privati nei quali è possibile effettuare assunzioni di lavoratrici svantaggiate godendo dell’esonero contributivo sono: agricoltura, industria e servizi. Spicca subito che il settore delle costruzioni conserva il tasso di disparità di genere più elevato, raggiungendo l’82,4 per cento, contro servizi della Pubblica Amministrazione, che mostra il divario minore.

Questi dati forniscono una base chiara per identificare i settori in cui le donne risultano particolarmente svantaggiate, orientando le aziende verso ambiti cruciali per l’implementazione di politiche di assunzione mirate al miglioramento della paritfà di genere.

Fonte: Tabella A – Allegato 1 del Decreto del Ministero del Lavoro n. 365 del 20 novembre 2023

L’analisi dettagliata degli occupati dipendenti per professione e sesso nell’anno 2022, presente nella tabella 2 dell’allegato B “Occupati dipendenti per professione e sesso – Anno 2022 (valori assoluti in migliaia, percentuali e tasso di disparità)”, fornisce un quadro informativo essenziale sulla distribuzione di genere in diverse categorie professionali. Il tasso di disparità medio, calcolato per l’intero anno, si attesta al 9,8%, diventando un indicatore fondamentale per valutare le disuguaglianze di genere in ambito lavorativo.

Tra le professioni che emergono con il maggiore divario di genere, spiccano:

  • Ufficiali delle forze armate (98,3% di disparità)
  • Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento
  • Artigiani ed operai metalmeccanici specializzati e installatori e manutentori di attrezzature elettriche ed elettroniche

In contrasto, la professione con il divario di genere più basso risulta essere la categoria 81 – “Professioni non qualificate nel commercio e nei servizi”. Questi dati permettono di individuare quali sono le donne in svantaggio che portano con sé l’esonero contributivo. Questi dati puntuali diventano strumentali per orientare e informare le politiche aziendali e governative, promuovendo una maggiore parità di genere in modo mirato e efficace nelle professioni identificate.

Conclusioni

Gli incentivi assunzioni donne 2024 costituiscono un sostegno significativo di fronte alla persistente sfida dell’inequità di genere nel mondo del lavoro. Regolamentato dall’articolo 4, comma 8-11, L. 92/2012 della Legge Fornero, questo bonus offre alle aziende un esonero contributivo nell’assunzione di donne svantaggiate, sia a tempo determinato che indeterminato, nei settori e nelle professioni caratterizzati da un divario di genere superiore al 25%.

Ogni anno, gli incentivi vengono adattati in base ai dati ISTAT, e per il 2024, il Decreto del Ministero del Lavoro n. 365 del 20 novembre 2023 ha delineato i settori e le professioni interessati, considerando il tasso di disparità uomo-donna. Le tabelle negli allegati di questo Decreto forniscono indicazioni chiare su chi potrà beneficiare degli incentivi assunzioni donne 2024.

Tuttavia, va sottolineato che le categorie di donne svantaggiate non si limitano alle sole professioni con un divario di genere rilevante. La complessità del panorama delle donne svantaggiate nel contesto lavorativo implica considerazioni più ampie, tra cui età, residenza e condizioni specifiche di impiego.

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