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Flat tax in arrivo su straordinari e compensi: stipendi in aumento

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
1 min di lettura
Il governo sta pensando di introdurre nella prossima manovra di bilancio una flat tax su straordinari e compensi festivi, che consentirà di avere una busta paga più alta. L’obiettivo è incrementare il netto della busta paga, grazie ad una flat tax con un’aliquota ridotta rispetto a quella ordinaria.

Le prime indiscrezioni sulla prossima manovra sostengono che conterrà molte misure a sostegno dei redditi dei lavoratori. Infatti, accanto alla riforma fiscale con il taglio dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per il secondo scaglione compare la proposta della flat tax sugli straordinari e sul lavoro festivo. Queste novità potrebbero incidere molte sulle buste paga, perché colpisce i compensi accessori.

Il meccanismo di riferimento sarebbe il taglio fiscale sui premi di produttività che, insieme a un’imposta sostitutiva pari al 5%, prevede un tetto all’ammontare detassato e un limite al reddito del dipendente che può avvalersi dello sconto fiscale.

Flat tax su straordinari

L’ipotesi di una flat tax sugli straordinari e sul lavoro festivo, ispirata al modello già in vigore per i premi di produttività nel settore privato, incide di molto sulle busta paga dei lavoratori. Gli straordinari, i festivi e il lavoro notturno sono redditi da lavoro dipendente, pertanto, attualmente sono tassati con l’Irpef ordinaria. L’aliquota varia in base allo scaglione di reddito, dal 23% al 43%, più le addizionali regionali e comunali. 

Con l’applicazione dell’aliquota ridotta al 5%, il vantaggio per i lavoratori sarebbe che su 1.000 euro lordi annui di straordinari il guadagno reale potrebbe essere superiore ai 300 euro. 

L’idea del governo è, quindi, quella di applicare un’aliquota sostitutiva più bassa, simile a quella sui premi di produttività. La misura sarebbe limitata da un tetto massimo, ovvero sopra una certa soglia di straordinari detassati torna l’imposizione normale. Potrebbero essere anche previsti dei vincoli di reddito.

Il nodo principale resta quello delle coperture finanziarie. Tra le ipotesi c’è un nuovo intervento sulle Dta (imposte differite attive).

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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