Il Decreto Lavoro 2026 è ufficialmente legge: guida alle novità su salario giusto, nuovi bonus assunzioni per donne e under 35
Il Senato ha confermato il via libera definitivo al decreto Lavoro, che diventa a tutti gli effetti legge dello Stato. Il testo è stato approvato ponendo la questione di fiducia, registrando 94 voti favorevoli, 61 contrari e 2 astenuti.
Mentre la premier Giorgia Meloni esprime soddisfazione per aver mantenuto gli impegni in difesa dei lavoratori, le opposizioni e le sigle sindacali ritengono le nuove disposizioni insufficienti sul fronte retributivo e penalizzanti. Vediamo nel dettaglio tutte le misure introdotte, dalle agevolazioni fiscali per le imprese ai nuovi diritti per i lavoratori.
“Salario Giusto” e il ruolo del Welfare Aziendale
Il provvedimento sancisce l’introduzione del “salario giusto”, un parametro che fa riferimento al trattamento economico complessivo stabilito dai contratti collettivi nazionali (CCNL) siglati dalle organizzazioni più rappresentative.
Per i settori sprovvisti di contrattazione collettiva, la retribuzione non potrà scendere al di sotto di quanto stabilito dai CCNL. Le aziende potranno accedere agli incentivi statali esclusivamente se applicano un trattamento economico in linea con i CCNL.
Il calcolo di questo trattamento economico includerà non solo le voci retributive fisse, ma anche elementi di welfare contrattuale, come fondi sanitari e assicurazioni. Le offerte di lavoro pubblicate sulla piattaforma Siisl dovranno riportare obbligatoriamente il codice alfanumerico del contratto collettivo di riferimento.
Bonus Assunzioni: agevolazioni per Donne e Giovani
Il Governo continua a puntare sulle agevolazioni per stimolare l’occupazione, con un focus specifico su donne e under 35, introducendo meccanismi potenziati per le aree del Sud.
È confermato l’esonero del 100% dei contributi previdenziali (per un massimo di 24 mesi) per i datori di lavoro privati che assumono donne con contratto a tempo indeterminato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Il bonus per l’assunzione di lavoratrici vale 650 euro mensili, importo che sale a 800 euro per le assunzioni effettuate nella ZES Unica del Mezzogiorno.
Per l’assunzione di giovani under 35 “svantaggiati” e privi di occupazione, lo sgravio totale viene prorogato per l’intero 2026, arrivando fino a 500 euro al mese, o 650 euro se l’assunzione avviene nella Zes Unica. La trasformazione dei contratti giovanili a tempo indeterminato garantirà ai datori di lavoro un esonero contributivo del 100%, fino a un tetto di 500 euro mensili.
Rinnovi Contrattuali e Sanità Privata Esclusa
Una delle novità più rilevanti riguarda il meccanismo di protezione dall’inflazione in caso di ritardi prolungati nelle trattative sindacali.
A distanza di nove mesi dalla scadenza contrattuale, scatterà un adeguamento automatico delle retribuzioni pari al 50% dell’inflazione.Questo automatismo non sarà applicato a tutti: restano esclusi i settori con forte stagionalità, il comparto sociosanitario accreditato e la sanità privata.
Famiglia, Lavoro e Rider: le altre novità
Oltre agli aspetti puramente salariali, il decreto interviene sul bilanciamento dei tempi di vita e di lavoro, nonché sulle nuove frontiere del lavoro digitale.
Viene introdotto un esonero contributivo dell’1% (entro un limite massimo di 50mila euro all’anno) per le aziende che implementano misure volte a conciliare famiglia e lavoro, paternità e maternità.
Per arginare il caporalato digitale, i rider dovranno accedere alle piattaforme tramite SPID, CIE o autenticazione a due fattori. Diventa vietata la cessione degli account ed è fatto obbligo di fornire ai fattorini informazioni trasparenti sul funzionamento dell’algoritmo.
La ministra del Lavoro Marina Calderone ha precisato che l’intervento sui rider non è ancora esaustivo e che si procederà al recepimento dell’apposita direttiva europea.
Tutto questo si inserisce in un mercato del lavoro che, secondo i dati del report 2025 di Uomo e Impresa, vede i tempi medi per la ricollocazione professionale ridotti a 4,1 mesi.