Cartolarizzazione cartelle esattoriali: le novità

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L’Agenzia delle Entrate sta vagliando diverse ipotesi per smaltire le cartelle esattoriali arretrate. Ammontano a 1.267 miliardi di euro le cartelle esattoriali non pagate. Tra queste, ce ne sono alcune (circa 100 miliardi) ritenute riscuotibili in modo più “semplice”.

Per consentire a coloro che hanno debiti nei confronti del Fisco, di adempiere spontaneamente, nelle ultime settimane si sta discutendo sull’ipotesi di una Rottamazione quinquies. Una nuova sanatoria consentirebbe di poter riscuotere una maggiore quantità di crediti. In alternativa, il Governo sta pensando, insieme agli esperti incaricati, alla ipotesi della cartolarizzazione: un meccanismo mediante il quale viene concessa la possibilità all’Agenzia delle Entrate di vendere il proprio credito.

Sono, invece, circa 33 miliardi i debiti considerati irrecuperabili dal Fisco a causa dell’impossibilità di adempimento da parte dei debitori.

Altri due gruppi di cartelle ce ne sono alcune che non possono essere saldate e ammontano a circa 360 miliardi.

In cosa consiste la cartolarizzazione dei debiti?

L’Agenzia delle entrate ha oltre 1.267 miliardi di euro di crediti non pagati. Tra questi ci sono circa 100,8 miliardi, che tecnicamente sono sotto l’etichetta del possono ancora essere ancora riscossi. Il Governo sta cercando una soluzione insieme agli esperti nominati. Tra le varie ipotesi messe in campo spunta anche la cartolarizzazione dei debiti.

Mediante questo sistema l’Agenzia delle Entrate può vendere il proprio credito. L’Agenzia cede il credito a una società veicolo, la quale emette obbligazioni al prezzo del credito, che viene così cartolarizzato, saranno poi queste obbligazioni a essere piazzate sul mercato.

Nella procedura di cartolarizzazione i debiti vengono, quindi, ceduti ad un soggetto terzo, che le acquista, che possono essere banche o altri soggetti, in questo modo, arriverebbe subito liquidità, con un guadagno immediato da parte dello Stato.

Si era già parlato di questa ipotesi la scorsa primavera durante i pareri parlamentari sul decreto delegato ma alla fine questa scelta non è andata in porto. Attualmente potrebbe ritornare questa ipotesi affidando l’operazione ad Amco, società del ministero dell’Economia che avrebbe il vantaggio di non trasformare in debito eventuali cartolarizzazione dei crediti.

C’è il rischio comunque della mancata riscossione degli importi, a causa del prezzo delle obbligazioni. Tuttavia, in questi casi è più semplice trovare soggetti disposti a farsi carico dell’onere.

Debiti irrecuperabili di nullatenenti e soggetti deceduti

Ci sono almeno altre due categorie di crediti tra i 1.200 miliardi. Secondo gli esperti, almeno 336 miliardi sono da considerarsi impossibili da riscuotere. Si tratta di ruoli intestati a soggetti deceduti e a ditte cessate o ancora a soggetti nullatenenti, cioè contribuenti su cui le verifiche in Anagrafe tributaria hanno prodotto risultati negativi su beni immobili o mobili da aggredire.

Infine, ci sono circa 33 miliardi di euro di cartelle tecnicamente recuperabili, che appartengono a persone in difficoltà economica. Mediante le nuove misure introdotte in materia fiscale, che abbassano le sanzioni e permettono un pagamento dilazionato fino a 10 anni potrebbero comportare un adempimento spontaneo.

La Lega di Matteo Salvini continua però a spingere per una nuova rottamazione delle cartelle, che permetterebbe di saldare i propri debiti senza interessi né sanzioni. Di fatto renderebbe meno spontaneo il possibile adempimento da parte dei debitori, che potrebbero preferire l’attesa di un nuovo condono fiscale.

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Andrea Baldini
Andrea Baldinihttps://fiscomania.com/
Laurea in Economia Aziendale nel 2014 presso l'Università degli Studi di Firenze. Collabora stabilmente nella redazione di Fiscomania nel ambito fiscale. Appassionato da sempre di Start-up, ha il sogno di diventare business angel per il momento opera come consulente azienda nel mondo delle Start up. andreabaldini@fiscomania.com
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