Il 4 giugno 2021 è approdata nel Consiglio dei ministri la misura ponte per l’assegno unico, valida dal 1 luglio a dicembre 2021.

A partire dal 1 luglio prende avvio la misura ponte fino a dicembre 2021, sarà un assegno ponte per sei mesi, per diventare permanente e universale dal 1 gennaio 2022.

L’assegno ponte spetta a chi non gode già di assegni familiari e ha un ISEE fino a 50.000 euro, ed è legato al numero di figli.

L’assegno ponte viene riconosciuto per coloro che hanno figli da 0 a 18 anni. L’assegno unico per i figli spetta a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni di età.

assegno unico

Chi può beneficiare dell’assegno unico per i figli?

Potranno beneficiare dell’assegno unico per i figli:

  • Lavoratori dipendenti;
  • Lavoratori autonomi;
  • Liberi professionisti;
  • Incapienti;
  • Figli maggiorenni, non è ancora chiaro se fino a 21 o a 25 anni.

Dai 18 anni di età, inoltre, una somma ridotta rispetto all’assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio se:

  • iscritto all’università;
  • tirocinante;
  • è iscritto a un corso professionale;
  • svolge il servizio civile;
  • svolge un lavoro a basso reddito.

Requisiti

  • Essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;
  • Essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • Essere residente e domiciliato con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio;
  • Essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.

Come funziona l’assegno unico per i figli?

L’assegno unico per i figli, viene erogato dal settimo mese di gravidanza, fino al ventunesimo anno di età. Esso è previsto per ciascun figlio e l’importo dell’assegno unico sarà composto da una quota fissa e una variabile, la parte variabile è calcolata in base al numero dei figli e alla loro età, oltre che sulla base del coefficiente ISEE.

Secondo alcune anticipazioni, l’assegno dovrebbe essere erogato dall’INPS, previa richiesta e versato su conto corrente o trasformato in credito d’imposta.

A quanto ammonta?

L’assegno verrà corrisposto per ciascun figlio minore in base al numero dei figli stessi e all’ISEE. Per quanto riguarda gli importi indicati nella tabella allegata al decreto:

  • Nel caso di ISEE fino a 7.000 euro si avrò diritto a un assegno di 167,5 euro a figlio nei nuclei fino a 2 minori.
  • L’importo salirà a 217,8 con almeno tre figli. L’assegno sarà garantito con ISEE fino a 50.000 euro, nel qual caso l’assegno mensile sarà di 30 euro per nuclei con due figli e di 40 per quelli con tre. Inoltre l’importo dell’assegno è sempre maggiorato di 50 euro in caso di figli disabili.

Come richiederlo?

Per richiederlo occorre presentare domanda online all’INPS secondo le regole che saranno fissate dall’Inps entro il 30 giugno.

L’importo verrà accreditato con bonifico bancario direttamente sul conto corrente. In caso di affido condiviso dei minori l’assegno sarò accredidato al 50 per cento sull’Iban di ciascun genitore.

L’assegno sarà esentasse e compatibile con il reddito di cittadinanza ma anche con altre misure erogate da regioni, province e comuni.

Fino a gennaio, resteranno le detrazioni fiscali e gli assegni al nucleo familiare esistenti.

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