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Addio ricevute POS: le novità in arrivo da marzo

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura

E’ prevista l’eliminazione dell’obbligo, per i cittadini e per le imprese, di conservazione delle ricevute cartacee diverse dalle fatture, scontrini o ricevute fiscali, generate dai terminali abilitati ad accettare pagamenti con carta di credito, debito e prepagata. 

I servizi di pagamento digitali si stanno diffondendo molto nei settori del commercio, nel turismo e nei servizi. Secondo le analisi condotte da Confesercenti sulla base di dati ufficiali, nel 2025 il numero dei Pos in Italia è stato di circa 3,87 milioni, in crescita rispetto ai 3,75 milioni del 2024.

Addio ricevute POS: quali sono le novità?

Nel decreto Pnrr, approvato a gennaio, sono previste molte semplificazioni per i cittadini, tra cui anche una novità per le ricevute dei pagamenti Pos. In particolare, è prevista l’eliminazione dell’obbligo di conservazione per 10 anni, delle ricevute cartacee emesse dai Pos per i pagamenti con bancomat, carte di credito o prepagate. 

Non occorrerà più conservare per 10 anni la ricevuta del Pos, restano obbligatori scontrini, fatture e ricevute fiscali. La prova del pagamento potrà essere fornita tramite documentazione bancaria, anche digitale.

Il decreto prevede che le comunicazioni inviate da banche e intermediari finanziari, comprese quelle in formato elettronico, possono sostituire le ricevute cartacee, se contengano tutte le informazioni relative alla singola operazione e siano pienamente consultabili.

L’obbligo di conservarle per 10 anni era previsto dall’art. 2220 del Codice civile, che disciplina la conservazione delle scritture contabili. L’applicazione alle ricevute Pos era ritenuto da molte associazioni di categoria un aggravio burocratico non strettamente necessario. La misura ha lo scopo di semplificare gli adempimenti per imprese e cittadini. Saranno sufficienti gli estratti conto per dimostrare il pagamento, anche quando una detrazione fiscale è vincolata alla tracciabilità. Pertanto, per il modello 730, non sarà più necessario allegare o conservare la ricevuta del Pos se il pagamento risulta tracciabile attraverso lo scontrino e i movimenti bancari.

Come funzionerà il collegamento tra Pos e registratori telematici?

Dal 1° gennaio 2026 è scattato l’obbligo di collegare i Pos ai registratori telematici che trasmettono i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

Il collegamento tra pos e registratori telematici avverrà online, tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia, non richiederà un collegamento fisico tra dispositivi. Per i Pos già installati, l’abbinamento dovrà avvenire entro 45 giorni dall’attivazione del servizio online. Per i nuovi dispositivi, saranno previste finestre temporali specifiche.

A chi è rivolto l’obbligo?

L’obbligo riguarda tutti i soggetti che certificano i corrispettivi con registratore telematico e accettano pagamenti elettronici. Sono inclusi, Pos tradizionali da banco; terminali mobili; dispositivi collegati a tablet o smartphone; sistemi virtuali integrati nei gestionali; piattaforme e-commerce collegate alla certificazione dei corrispettivi.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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