Prestiti Personali | Peer to Peer lending| Tassazione

4
831

I proventi che derivano da Peer to Peer lending per le persone fisiche sono assimilati a redditi di capitale. Vediamo che cosa sono i prestiti personali per privati e famiglie e i relativi obblighi di tassazione. 

Negli ultimi anni in fenomeno dei prestiti personali tra privati o tra privati e PMI è cresciuto moltissimo. Per questo motivo anche gli aspetti giuridici e fiscali sono stati oggetto di attenta analisi.

Con il termine “peer to peer lending” si intende uno strumento finanziamento, che rientra nel più ampio novero dei servizi di crowdfunding.

Si tratta di un servizio alternativo rispetto agli intermediari creditizi, attraverso il quale famiglie e piccole imprese vengono finanziate direttamente da una moltitudine di investitori.

In questo contributo voglio partire dalle indicazioni fornite dalla Legge n 145/18 e dal documento di ricerca pubblicato il 6 marzo 2019 dalla Fondazione Italiana Commercialisti “Il peer to peer lending: aspetti operativi e opportunità per aziende e investitori“.

Cominciamo!


Prestiti personali peer to peer lending: che cosa sono?

La definizione di Wikipedia.it è:

un prestito personale erogato da privati ad altri privati su Internet. Ha luogo sui siti di aziende di social lending, senza passare quindi attraverso i canali tradizionali rappresentati da società finanziarie e banche

Più semplicemente il P2P Lending mette in relazione:

  • Soggetti interessati a prestare denaro (“prestatori“)
  • Con altri (non solo individui, ma anche aziende) meritevoli che necessitano di risorse finanziarie (“richiedenti“). 

I prestiti tra persone (peer to peer lending) sono finanziamenti personali che assicurano un servizio, in linea con la normativa del credito al consumo.

In pratica si tratta di una forma di credito verso privati non effettuata da istituti finanziari o di credito al consumo, ma direttamente da altri privati.

Questo meccanismo di credito, solitamente offre migliori condizioni rispetto all’offerta di altri operatori tradizionali.

Solitamente i prestiti personali presentano le seguenti caratteristiche:

  •  Finanziano le persone meritevoli ed i loro progetti;
  •  Sono generalmente erogati a tasso fisso;
  •  In media sono erogati per importi compresi fra € 1.500 e i € 25.000;
  •  Hanno durate fra 12 e 72 mesi;
  •  vengono rimborsati con rate fisse mensili e uguali

In cosa si differenzia il peer to peer lending?

I prestiti fra persone si differenziano dai normali finanziamenti in quanto gli interessi rimborsati dai richiedenti non vanno a beneficio di istituti finanziari.

I finanziatori non sono operatori economici ma altre persone (privati). Soggetti che hanno deciso di mettere a disposizione i loro risparmi per finanziarie possibili richiedenti.

In sostanza il prestito è abbinato ad una responsabilità sociale che viene espletato attraverso la selezione e la valutazione delle richieste di finanziamento.

Ogni richiedente viene valutato e inserito in una “Classe”.

Gli viene quindi proposto un proprio tasso dipendente dalla Classe di merito, assicurando che non pagherà più di quanto strettamente dovuto rispetto al proprio profilo di rischio.

Rispetto ai normali prestiti al consumo il prestito personale non è accompagnato da prodotti assicurativi collaterali, ritenuti poco utili per il richiedente e spesso eccessivamente costosi.

Funzionamento dei prestiti personali

In pratica, sfruttando la tecnologia e al web, l’intera catena di montaggio dell’erogazione di un prestito è stata trasportata online.

Questo con la conseguenza che:

  • richiedenti possono prendere a prestito da individui che non hanno mai conosciuto;
  • prestatori invece possono prestare ad una molteplicità di richiedenti anonimi basandosi esclusivamente sul loro profilo creditizio.

L’incontro tra domanda e offerta avviene sul web (in particolare su piattaforme digitali propriamente dette Marketplaces) attraverso l’intervento di un operatore professionale. 

Oggi nel mondo esistono numerose aziende che possiedono ed operano piattaforme di questo tipo.

Come funziona dunque il Peer to Peer Lending?

  1. Il richiedente (individuo o azienda) inoltra la domanda per un finanziamento. Se possiede l’affidabilità economico-finanziaria richiesta dalla piattaforma (“merito creditizio“),gli viene proposto un tasso d’interesse che varia secondo il suo rating. Se il richiedente accetta la proposta la sua domanda di prestito viene inserita sul Marketplace
  2. Il prestatore, attraverso la piattaforma, allocando quote ai singoli richiedenti, investe il suo capitale scegliendo profilo di rischio e rendimento atteso;
  3. Nel momento in cui la domanda del richiedente avrà ricevuto un numero di quote sufficienti a coprire l’intera somma, quest’ultimo riceverà il denaro tramite bonifico bancario direttamente sul suo conto;
  4. Il richiedente rimborserà tramite addebito diretto (normalmente con rate mensili) il finanziamento ricevuto, restituendo e remunerando le quote di ognuno dei prestatori;
  5. La piattaforma (o Marketplace) svolge un’importante funzione di intermediario: accreditando il conto del richiedente per la somma richiesta e addebitando i vari conti dei prestatori, ognuno per la propria quota parte. 
    Durante la vita del prestito, la piattaforma si occupa anche di gestire il buon esito dei flussi inversi (rimborsi) dai richiedenti ai prestatori, nonché di fornire ad entrambi la reportistica necessaria. In caso di ritardi o interruzioni nei rimborsi da parte del richiedente, la piattaforma svolge anche la funzione di assistenza ai prestatori nella gestione di quelli che in banca si chiamerebbero “incagli e sofferenze“. 

Prestiti personali: disciplina fiscale

Una volta analizzato il funzionamento dei marketplace che si occupano di prestiti personali (peer to peer lending), vediamo adesso la normata tributaria.

Partiamo dalla disciplina previgente in vigore sino al 31 dicembre 2017.

Secondo questa disciplina, per le persone fisiche (prestatori) le somme erano sottoposte a tassazione IRPEF. In pratica il reddito derivante dall’interesse ottenuto dal prestito di denaro confluiva tra i redditi imponibili IRPEF. Il soggetto che prestava denaro, quindi, era soggetto a scontare su tali importi la propria aliquota marginale dal 23% al 43%.

La legge n 145/18 è intervenuta andando a modificare la norma.

Dal primo gennaio 2018 per le persone fisiche i proventi che derivano dal peer to peer lending vengono assimilati a Redditi di Capitale.

Per questo motivo tali redditi sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, con aliquota del 26%.

La ritenuta non viene trattenuta dal marketplace di social lending. Il portale, in questo caso, funge da intermediario, ma non da sostituto di imposta.

In pratica, la persona fisica (prestatore) si vede bonificare gli importi al lordo della tassazione. Questo significa che la tassazione dei proventi deve obbligatoriamente passare dalla dichiarazione dei redditi.

Tassazione del peer to peer lending nel settore no profit

Diversamente i peer to peer lending no profit godono di un particolare aspetto fiscale, dovuto al nuovo Codice del Terzo Settore.

In particolare, i gestori di piattaforme web che svolgono attività di social lending per il finanziamento delle attività di interesse generale, ossia del terzo settore, devono agire come sostituti di imposta e applicare così agli importi percepiti una ritenuta alla fonte a titolo di imposta.

In tale ipotesi l’aliquota è quella stabilita per le obbligazioni e titoli di stato, che è pari al 12,50%.


Prestiti personali e disciplina fiscale: conclusioni

In questo articolo ho cercato di spiegarti, in modo molto semplice e schematico, il funzionamento di un particolare meccanismo di social lending.

Mi riferisco ai c.d. “prestiti personali” o “peer to peer lending” effettuati tra privati o tra enti del terzo settore e privati.

Si tratta di un fenomeno diffuso a partire dagli ultimi anni e per questo motivo la normativa fiscale è stata formulata da poco tempo. Il settore, tuttavia, è sicuramente destinato a crescere ancora.

La possibilità di finanziare progetti meritevoli con fondi di soggetti privati è sicuramente meritevole, e per questo destinata a trovare maggiore successo in futuro.

Il fatto di poter tassare separatamente dai redditi imponibili IRPEF questi proventi invoglierà sicuramente sempre più persone ad investire i propri risparmi in questa particolare forma di investimento.

E tu, hai provato questo tipo di investimento/finanziamento? Raccontami la tua esperienza nei commenti.

4 COMMENTS

  1. Buongiorno dottore,
    la ringrazio molto per la spiegazione puntuale. Volevo chiederlo se lo stesso si applica in caso di piattaforme di P2P estere?
    Grazie mille

  2. Salve Lorenzo, il meccanismo è identico anche se si opera con piattaforme estere. Nel caso occorre verificare se vi sono obblighi ulteriori legati alla disciplina sul monitoraggio fiscale di attività finanziarie estere.

  3. buongiorno, volevo sapere se c’è una soglia minima di profitto sulle piattaforme estere di p2p al quale non è necessario portarla in dichiarazione dei redditi. Mi spiego, se investo 100 euro e ne guadagno in un anno 10, devo dichiarare ugualmente questo profitto e pagare un aliquota che potrebbe essere dal 23 al 43%?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here