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Holding: comunicazione all’Anagrafe Tributaria

Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale
5 min di lettura
In sintesi

Gli obblighi delle holding di comunicazione all'anagrafe tributaria dei rapporti in essere. Comunicazioni periodiche e annuali. Sanzioni.

Di seguito gli obblighi di comunicazione all’Anagrafe Tributarie che riguardano le holding di partecipazione finanziaria e non finanziaria.

La definizione di holding ai fini fiscali

L’art. 162-bis del TUIR individua le definizioni holding valide ai fini fiscali: le società di partecipazione finanziaria (comma 1, lettera b) e di società di partecipazione non finanziaria (comma 1, lettera c), ovvero le c.d. “holding industriali“.

Secondo il citato articolo, gli obblighi di comunicazione all’anagrafe tributaria riguardano, oltre che per gli intermediari finanziari e per le società di partecipazione finanziaria, anche le società di partecipazione non finanziaria e soggetti assimilati. Per questo occorre individuare quali siano le società di partecipazione non finanziaria e come si individuano.

Le società di partecipazione non finanziaria

Vengono definite società di partecipazione non finanziaria, ovvero holding industriali, le società che presentano le seguenti caratteristiche:

  • I soggetti che esercitano, in via esclusiva o prevalente, l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari (ovvero, di partecipazioni in società che svolgono attività industriale, commerciale e di servizi). Aspetto, questo da verificare attraverso un “test”;
  • I soggetti assimilati alle società di partecipazione non finanziaria che, pur non detenendo necessariamente partecipazioni, svolgono attività non nei confronti del pubblico di cui all’articolo 3, comma 2 del DM 53/2015 (finanziamenti, rilascio di garanzie, ecc.), se inclusi in un gruppo di soggetti che svolgono in prevalenza attività di tipo industriale e commerciale.

Il test di prevalenza per le holding

Secondo quanto previsto dall’art. 162-bis, co. 3, del TUIR le società di partecipazione non finanziaria devono verificare il requisito dell’attività prevalente di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziaria.

La verifica, attraverso il c.d. “test di prevalenza” riguarda i dati del bilancio approvato relativo all’ultimo esercizio chiuso. La prevalenza si ha quando l’ammontare complessivo delle partecipazioni in questi soggetti e degli altri elementi patrimoniali intercorrenti con i medesimi (specificamente, i crediti finanziari), unitariamente considerati, è superiore al 50% dell’attivo patrimoniale.

Il test della prevalenza deve essere effettuato tenendo conto sia delle partecipazioni iscritte tra le immobilizzazioni finanziaria, sia delle partecipazioni detenute nell’attivo circolante. Il valore da tenere in considerazione è quello contabile, e non quello effettivo (Circolare n. 2 del 9 ottobre 2019 Assoholding).

Le società che detengono partecipazioni, quindi, sono tenute a verificare annualmente se rientrano nella nuova definizione di società di partecipazione non finanziaria.

Cosa fare in caso di test di prevalenza non superato o perdita dei requisiti?

Qualora la società perda i requisiti di prevalenza dell’attività finanziaria è tenuta a:

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Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale

Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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