Diritto camerale 2019 in scadenza il 30 giugno

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In vista della prossima scadenza del diritto camerale, fissata per il prossimo 30 giugno, può essere utile riepilogare schematicamente le principali regole e i meccanismi di calcolo del diritto dovuto dalle imprese alle camere di commercio. 

Il diritto camerale è un prestazione dovuta annualmente alla Camera di Commercio da parte di tutte le imprese iscritte o annotate al Registro Imprese.

Il diritto è dovuto alle sedi delle Camere di Commercio ove la società ha la sede legale. Ovvero le unità locali, sedi secondarie o uffici di rappresentanza. Nel caso di trasferimento delle sedi, unità o uffici in altra provincia, il diritto è dovuto alla Camera di Commercio in cui è ubicata la sede legale al 1° gennaio dell’anno in corso.

Di seguito tutte le informazioni utili per chi sono i soggetti obbligati al versamento del diritto camerale, le modalità di calcolo e le modalità di versamento del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio.


Diritto Camerale: soggetti obbligati ed esclusi

Sono obbligate al pagamento annuale del diritto camerale dovuto alla Camera di Commercio, le seguenti categorie di soggetti:

  • Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione ordinaria e speciale;
  • Società a Responsabilità Limitata (anche unipersonali). Le Società per Azioni e Società in Accomandita per Azioni;
  • Società di persone (Società in nome collettivo e Società in Accomandita Semplice);
  • Le Società semplici agricole;
  • Società semplici non agricole;
  • Società cooperative e consorzi;
  • Enti economici pubblici e privati;
  • Aziende speciali e consorzi previsti dalla Legge n 267/00;
  • Geie – Gruppo europeo di interesse economico;
  • Imprese estere con unità locali in Italia;
  • Società consortili a responsabilità limitata per azioni.

Sono escluse dal pagamento del diritto camerale le imprese nei confronti delle quali:

  • Sia stato adottato un provvedimento di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa nell’anno 2018 (salvo l’esercizio provvisorio dell’attività);
  • Le imprese individuali che abbiano cessato l’attività nell’anno 2018 e abbiano presentato la domanda di cancellazione dal Registro Imprese entro il 30 gennaio 2019:
  • Le società ed altri enti collettivi che abbiano approvato il bilancio finale di liquidazione nell’anno 2018 e abbiano presentato la domanda di cancellazione al Registro Imprese entro il 30 gennaio 2019;
  • Le cooperative nei confronti delle quali l’Autorità Governativa abbia adottato un provvedimento di scioglimento nel 2018.

Calcolo del diritto annuale alla Camera di Commercio

Con la Circolare Ministero dello Sviluppo Economico n 432856 del 2 dicembre 2018 sono state fornite indicazioni in merito agli importi da versare relativi al diritto camerale per l’anno 2019.

Il tutto tenendo conto della riduzione degli importi del diritto camerale stabilita dall’articolo 28 della Legge n 114/2014 (di conversione del Decreto Legge n 90/2014) per gli anni 2015 e seguenti.

Le imprese individuali ed i soggetti iscritti al Repertorio Economico e Amministrativo pagano un diritto annuale in misura fissa. Mentre gli altri soggetti sono tenuti al pagamento di un diritto camerale commisurato al fatturato dell’esercizio precedente.

È necessario tener presente che ciascuna Camera di Commercio può determinare delle maggiorazioni da applicare agli importi stabiliti dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Sezione speciale del Registro delle imprese

Per i soggetti iscritti nella sezione speciale del Registro delle imprese, il diritto è dovuto secondo quanto di seguito riportato:

Tipologia di impresaSede LegaleUnità Locali
Imprese individuali (*)€ 44,00€ 8,80
Società semplici non agricole€ 100,00€ 20,00
Società semplici agricole€ 50,00€ 10,00
Società tra Avvocati ex DLgs n 96/2001 € 100,00€ 20,00

(*) Per imprese individuali si intendono: piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti, imprenditori agricoli.

Il tributo è dovuto anche dai soggetti iscritti al REA, i quali corrispondono un diritto annuale nella misura fissa pari a € 15,00.

Sezione ordinaria del Registro delle imprese

Relativamente alle imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro, le misure sono le seguenti:

Tipologia di impresa Sede LegaleUnità Locale
Imprese individuali€ 100,00€ 20,00
Tutte le altre imprese
Aliquota per scaglione di fatturato 2018, da € 100 a € 20.000
20% del dovuto per la sede legale

Il diritto da versare si determina sommando gli importi dovuti per ciascuno scaglione, considerando la misura fissa e le aliquote per tutti i successivi scaglioni fino a quello nel quale rientra il fatturato complessivo realizzato dall’impresa nel 2018.  

Sul totale così determinato va applicata una riduzione del 40%:

Fatturato da EuroFatturato a EuroAliquote
0€. 100.000€. 200
da €. 100.000€. 250.0000,015%
da €. 250.000€. 500.0000,013%
da €. 500.000€. 1.000.0000,010%
da €. 1.000.000€. 10.000.0000,009%
da €. 10.000.000€. 35.000.0000,005%
da €. 35.000.000€. 50.000.0000,003%
da €. 50.000.000----0,001%

Unità locali e sedi secondarie di imprese straniere

Le unità locali e le sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero devono versare, per ciascuna unità o sede, l’importo di € 55,00.

Imprese che si iscrivono nel corso del 2019

Le nuove imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale o nella sezione ordinaria ed i nuovi soggetti iscritti al REA nel corso del 2019 sono tenuti al versamento del tributo nelle misure sopra indicate.

Le nuove imprese che determinano il reddito in base al fatturato, invece, devono il tributo pari a € 100,00.

Maggiorazioni applicate dalle singole Camere di Commercio

Gli importi sopra indicati devono essere incrementati applicando le maggiorazioni fino al 20% approvate con:

  • Il DM 22.5.2017, per il triennio 2017-2019;
  • Il DM 2.3.2018, per il biennio 2018-2019. 

Non risultano approvate, per il 2019, le maggiorazioni fino al 50% in favore delle Camere di Commercio i cui bilanci presentino squilibri strutturali in grado di provocare il dissesto finanziario (art. 1 co. 784 della L. 205/2017).

Esempio di calcolo del diritto annuale Camera di Commercio

La società Alfa Srl con sede legale in una provincia ove la Camera di commercio non ha deliberato maggiorazioni e senza unità locali ha un fatturato desumibile dalla somma dei righi IC1 e IC5 della dichiarazione Irap relativa al periodo di imposta 2018 pari a €. 2.610.596.

L’importo base derivante dalla applicazione delle aliquote su menzionate è pari a €. 449,95, che ridotto del 40% determina un importo del diritto dovuto per l’anno 2019 pari a €. 269,97 che arrotondato all’unità di euro va esposto nel modello F24 per €. 270.

Unità locali e diritto camerale

Le imprese che esercitano l’attività economica anche attraverso unità locali sono tenute a versare, per ogni unità e alla Camera di Commercio nel cui territorio ha sede l’unità locale, un diritto pari al 20% di quello dovuto per la sede principale fino ad un massimo di  €. 120,00 per ciascuna unità locale (l’arrotondamento all’unità di euro dovrà essere applicato una sola volta al termine del calcolo dopo aver sommato quanto dovuto per la sede e le unità locali, in tutti i calcoli intermedi sia per la sede che per le unità locali vanno invece mantenuti cinque decimali).

Se sono dovuti diritti a diverse Camere di Commercio, va compilato sul modello F24 un rigo per ognuna di esse indicando distintamente gli importi dovuti a ciascuna Camera di Commercio, la relativa sigla provincia, l’anno di riferimento 2019 e il codice tributo 3850.


Termine di pagamento del diritto annuale CCIAA

Il termine per il versamento del diritto annuale, coincide con quello per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi.

Tuttavia, le imprese iscritte in sezione speciale e le imprese che determinano l’importo del diritto dovuto in base agli scaglioni di fatturato ed hanno approvato il bilancio entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, sono tenute al versamento del diritto annuale entro il sedicesimo giorno del sesto mese successivo la chiusura dell’esercizio e quindi entro il giorno 30 giugno 2019 (articolo 17 comma 1, DPR n. 435/2001 e successive modificazioni).

I soggetti giuridici i quali, in base a disposizione di legge, approvano il bilancio oltre il termine di quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, devono effettuare il versamento delle imposte entro il giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio. 

I soggetti giuridici che non approvano il bilancio nei termini stabiliti, effettuano il versamento del diritto entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere approvato il bilancio.

Entro il trentesimo giorno successivo al termine di scadenza, i soggetti obbligati possono effettuare il pagamento della somma maggiorata dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo, senza effettuare arrotondamento.

Dopo il trentesimo giorno successivo al termine di scadenza è possibile sanare la violazione commessa, entro un anno dalla scadenza stessa, avvalendosi del ravvedimento operoso.


Pagamento del Diritto Camerale

Il diritto camerale deve essere versato:

  • In unica soluzione;
  • Con il modello F24, utilizzando il codice tributo3850” da indicare nella sezione “IMU ed altri tributi locali“.

I termini di versamento sono diversi a seconda che l’impresa si sia iscritta nel Registro delle imprese:

  • In corso d’anno, nel qual caso il versamento deve essere effettuato, tramite il modello F24 o direttamente allo sportello camerale. Entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione o di annotazione;
  • Ovvero in anni precedenti, nel qual caso il termine di versamento coincide con quello del primo acconto delle imposte sui redditi.

Il diritto annuale deve essere versato con arrotondamento all’unità di euro secondo le modalità indicate dalla nota MISE 3.3.2009 n. 19230.


Conseguenze del mancato pagamento e ravvedimento operoso

Il pagamento del diritto annuale è condizione, dal 1° gennaio dell’anno successivo (articolo 24, comma 35, Legge n. 449/97), per il rilascio delle certificazioni da parte dell’Ufficio del Registro delle Imprese.

Il sistema informatico nazionale delle Camere di Commercio, quindi, non permette l’emissione di certificati relativi ad imprese non in regola con il pagamento. Spesso l’impresa si accorge di non essere in regola con il pagamento del diritto annuale soltanto in occasione della richiesta di un certificato, scoprendo così che non può essere rilasciato a causa del debito per il diritto annuale.

In questi casi, il contribuente che si accorga di non aver effettuato il versamento del diritto camerale o che lo abbia versato in misura insufficiente, oppure abbia versato in ritardo, può usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso, con modello F24.

Il modello F24 dovrà riportare il codice tributo 3852 per la sanzione e il codice 3851 per gli interessi.

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