annullamento cartella esattoriale

Si parla molto in questo periodo di cartelle esattoriali, in particolare perché con l’arrivo della pandemia sono state prese alcune decisioni in merito alla sospensione dell’invio delle cartelle, o all’eliminazione di alcuni debiti che i cittadini hanno contratto verso il fisco.

Forse non tutti sanno che normalmente nel momento in cui il fisco notifica una cartella esattoriale al cittadino, contenente un debito che lo stesso cittadino ha contratto nei confronti del fisco, è possibile procedere tramite annullamento della cartella esattoriale in autotutela. Si tratta di un’operazione per cui non è necessario rivolgersi ad un avvocato, ma si può procedere in autonomia.

Può accadere infatti che alcuni cittadini che si vedono recapitare una cartella esattoriale ritengano la stessa illegittima, per diversi motivi. Che si tratti di errori, o di altri motivi per cui la cartella esattoriale può essere considerata illegittima, tramite l’autotutela è possibile rivolgersi direttamente all’Agenzia delle Entrate per richiedere l’annullamento, in caso di illegittimità della cartella esattoriale.

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Le cartelle esattoriali possono contenere diversi tipi di richieste: dai debiti che il cittadino ha contratto nei confronti del fisco, alle multe non saldate, fino ad eventuali mancanze nel pagamento di alcune imposte, sia sugli immobili che in riferimento a tasse come il bollo auto. Vediamo nell’articolo come è possibile procedere con l’annullamento di una cartella esattoriale in autotutela.


Annullamento cartella esattoriale in autotutela: di cosa si tratta

Quando l’Agenzia delle Entrate decide di corrispondere una cartella esattoriale ad un cittadino, può accadere che la cartella sia illegittima per diversi motivi, e non tutti sanno che è possibile procedere tramite l’autotutela per chiederne l’annullamento.

Le cartelle esattoriali contengono alcuni debiti che sono stati contratti dai cittadini nei confronti del fisco, di diversa natura. Nel caso in cui al cittadino venga recapitata la notifica di pagamento per una cartella esattoriale illegittima, è possibile richiederne l’annullamento, e a comunicare la possibilità è la stessa Agenzia delle Entrate in una comunicazione ufficiale:

“Se ritieni che la richiesta di pagamento contenuta nella cartella o nell’avviso inviato dall’Agenzia delle entrate-Riscossione non sia dovuta, puoi chiederne l’annullamento direttamente all’ente creditore, al giudice, oppure puoi inviare una richiesta di sospensione della riscossione all’Agenzia stessa che farà da tramite con l’ente creditore interessato per l’annullamento.”

Questo perché l’Agenzia delle Entrate è tenuta a notificare il mancato pagamento di una cartella esattoriale anche se non proviene direttamente dall’Agenzia delle Entrate. All’interno delle cartelle infatti possono essere presenti debiti che i cittadini hanno contratto anche nei confronti dell’ente previdenziale INPS, oppure verso i singoli comuni, oltre ai debiti eventuali direttamente contratti con l’Agenzia.

Annullare una cartella esattoriale con l’autotutela è possibile chiedendo all’Agenzia delle Entrate, ma nel caso in cui questa cartella deriva da un altro ente, bisogna anche procedere con la richiesta all’ente specifico.

Quando procedere con l’annullamento della cartella esattoriale in autotutela

Può accadere che una cartella esattoriale venga inviata in modo erroneo, oppure alla persona sbagliata. In questi casi si può procedere con la richiesta dell’annullamento della cartella esattoriale in autotutela, rivolgendosi all’Agenzia delle Entrate.

Come spiega l’Agenzia delle Entrate, in caso di errori è opportuno rivolgersi direttamente all’ente a cui si riferisce la cartella esattoriale. Per procedere all’annullamento, l’Agenzia delle Entrate deve avere una conferma da parte dell’ente interessato, che si tratti dell’INPS oppure del singolo comune:

“La richiesta da rivolgere all’ente si chiama “autotutela”. Con l’autotutela chiedi all’ente di correggere il proprio errore. Se l’ente annullerà in tutto o in parte il debito, invierà all’Agenzia lo “sgravio”, cioè l’ordine di annullare il debito. L’Agenzia in questo modo cancellerà quel tributo dalla cartella.”

In caso contrario, l’Agenzia delle Entrate è tenuta a chiedere al cittadino il saldo del debito. Ma quando è possibile richiedere l’annullamento della cartella esattoriale con l’autotutela?

Si può procedere in diversi casi: se la cartella è stata inviata alla persona sbagliata, o se è stato applicato un errore di calcolo nella richiesta del pagamento, o ancora se non è stato tenuto conto degli effettivi pagamenti saldati per le stesse cartelle esattoriali, oppure per un errore dello stesso contribuente.

Nel caso ci si trovi in una di queste situazioni, è possibile procedere alla richiesta dell’autotutela, ma bisogna comunque agire in modo abbastanza rapido, per poter effettivamente ricevere la sospensione del debito o l’annullamento per una delle motivazioni viste sopra.

In questo caso l’operazione di richiesta di annullamento con autotutela si può fare in autonomia, senza la necessità di procedere tramite un avvocato. Tuttavia esiste anche l’eventualità di dover presentare un ricorso al giudice.

Annullamento del debito: il ricorso al giudice

Successivamente alla possibilità di procedere all’annullamento della cartella esattoriale tramite autotutela, è anche possibile avvalersi di un ricorso al giudice. Si tratta di una eventualità descritta dalla stessa Agenzia delle Entrate:

“Per chiedere di annullare in tutto o in parte il debito presente nella cartella puoi fare ricorso all’autorità giudiziaria competente. Nel documento che deciderai di impugnare (per esempio la cartella) troverai maggiori informazioni su come effettuare il ricorso e a quale giudice inviarlo.”

Questo perché ogni cartella esattoriale contiene anche tutte le informazioni relative alla non accettazione della stessa, tramite cui è possibile fare ricorso. Nel caso in cui il giudice confermi che il debito non sussista, l’ente specifico, e quindi l’Agenzia delle Entrate, procederà con l’annullamento.

Se ancora l’ente specifico non si adegua alla decisione che è stata presa dal giudice, si può continuare tramite “giudizio di ottemperanza” per difendere le proprie ragioni. Non tutti conoscono la prassi da seguire in queste circostanze, tuttavia va ricordato che per ogni caso specifico bisogna fare riferimento al tipo di cartella esattoriale, a qual è il debito contenuto, qual è l’ente con cui si è instaurato un debito.

Diverso è il caso di un’imposta non saldata relativa per esempio ad una tassa comunale, piuttosto che un debito contratto con l’ente previdenziale INPS, e così via. Risulta anche possibile chiedere uno sgravio della cartella esattoriale parziale, per cui il debito può venire annullato solamente per una sua parte. In alcuni casi quindi può essere necessario che l’ente proceda con un rimborso al cittadino.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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