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I metodi per la valutazione dei lavori in corso su ordinazione

10 min di lettura

Contabilmente, i lavori in corso su ordinazione costituiscono una particolare tipologia di rimanenze che da sempre suscita interesse tra gli studiosi di Economia Aziendale, mentre sempre scarsa è stata l’attenzione che il Legislatore, sia sul piano civile e ancor più su quello tributario, ha posto sul tema nel corso degli anni. La ragione di tale interesse per questa particolare posta di bilancio risiede negli aspetti legati alla sua valutazione, e dunque alla relativa iscrizione nel bilancio d’esercizio dell’impresa che si assume l’onere di realizzare un’opera o rendere uno specifico servizio, il più delle volte in un arco temporale superiore ad un anno, a seguito di una commessa ricevuta.

Il Codice Civile prevede che le rimanenze dei lavori in corso su ordinazione possano essere valutate sulla base di due metodi: il primo, definito COMMESSA COMPETATA, riflette la regola generale di valutazione delle rimanenze, che ai sensi dell’art. 2426 c.c. deve avvenire prudenzialmente in base al costo di acquisto o di produzione, ovvero al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato, se minore. Il secondo, invece, noto come PERCENTUALE DI COMPLETAMENTO, rappresenta un’eccezione a tale regola ed è indicato nel medesimo articolo di legge, secondo cui i lavori in corso su ordinazione, in alternativa al metodo generale, possono essere iscritti in bilancio sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, nel rispetto del principio della competenza economica.

I due metodi, basati su logiche e informati a principi contabili opposti (prudenza per il metodo della commessa completata e competenza economica per il metodo della percentuale di completamento) generano inevitabilmente impatti reddituali diversi di cui le imprese devono tener conto al fine di non violare i principi della chiarezza, veridicità e correttezza del bilancio.

La valutazione dei lavori in corso su ordinazione

Il Codice Civile ammette una duplice possibilità ai fini della valutazione dei lavori in corso su ordinazione, che si traduce nella scelta tra due metodi basati su logiche e principi contabili antitetici. Si tratta, nello specifico, del METODO DELLA PERCENTUALE DI COMPLETAMENTO, che riflette il principio della competenza economica, e del METODO DELLA COMMESSA COMPLETATA, che al contrario si informa al principio della prudenza.

Il Codice Civile stabilisce, infatti, all’art. 2426, co. 1, n. 11 che “i lavori in corso su ordinazione possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza”. Questa disposizione – che, come chiaramente si evince dal dettato legislativo, rappresenta una possibilità e non un obbligo per il redattore del bilancio – pone una deroga al principio generale sulla valutazione delle
rimanenze, in base al quale il valore secondo cui queste vanno iscritte in bilancio deve essere determinato dalla scelta prudenziale del minore tra costo e valore di mercato.

L’iscrizione dei lavori in corso su ordinazione sulla base dei corrispettivi pattuiti è meglio conosciuta nella prassi contabile come METODO
DELLA PERCENTUALE DI COMPLETAMENTO
, secondo cui i lavori, nel rispetto del principio della competenza economica, sono valutati in base al corrispettivo contrattuale maturato in ciascun esercizio con ragionevole certezza, anche se superiore al costo.

Tale metodo si pone come alternativo alla regola contenuta nell’art. 2426, co. 1, n. 9, c.c., in base al quale le rimanenze sono iscritte in bilancio “al costo di acquisto o di produzione, calcolato secondo il numero 1), ovvero al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato, se minore; tale minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi […]”.

Questo criterio di valutazione, informato al principio della prudenza, rappresenta la regola generale per tutte le tipologie di
rimanenze, e viene definito, in relazione ai lavori in corso su ordinazione, METODO DELLA COMMESSA COMPLETATA. Rispetto al precedente, tale metodo riconosce prudenzialmente il margine derivante dalla commessa solo in sede di ultimazione dei lavori e dunque quando il contratto è completato, ossia alla data in cui avviene il trasferimento dei rischi e benefici connessi al bene realizzato o ai servizi resi.

Il metodo della percentuale di completamento

L’applicazione del metodo della percentuale di completamento prevede che la valutazione delle rimanenze per lavori in corso su ordinazione sia effettuata in misura corrispondente al ricavo maturato alla fine di ciascun esercizio per cui si protrae la realizzazione dell’opera. Tale ricavo viene determinato con riferimento allo stato di avanzamento dei lavori. L’assunto di base è che i ricavi di commessa maturano con ragionevole certezza e sono iscritti in bilancio man mano che i lavori sono eseguiti, consentendo così, nel rispetto del principio della competenza economica, di assegnare quote del margine derivante dalla commessa agli esercizi nei quali la produzione viene ottenuta.

La valutazione dei lavori in corso su ordinazione con il metodo della percentuale di completamento si articola in diverse fasi, che il principio contabile OIC 23, specificamente dedicato al trattamento contabile d tali lavori, ritiene necessarie per evitare un abuso del principio di competenza rispetto a quello della prudenza, e quindi rischiare di sovvertire le disposizioni del codice civile sulla ragionevole certezza dei
corrispettivi contrattuali maturati.

FASE 1: DETERMINAZIONE DELL’AMMONTARE DEI RICAVI DI COMMESSA

La prima fase consiste nell’effettuare, sia inizialmente che in periodi successivi, una stima dei ricavi derivanti dalla commessa (anche detti “ricavi a preventivo”), costituiti dai corrispettivi complessivi pattuiti tra il committente e l’appaltatore per l’esecuzione o la fornitura dei beni e/o servizi previsti nel contratto. Oltre al prezzo fissato contrattualmente, occorre considerare come ricavi anche:

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Alfredo Stellato

Laureato in Economia Aziendale presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, svolge la sua attività come Consulente Amministrativo per imprese, privati ed enti non profit. Appassionato di gestione aziendale, approfondisce tematiche legate alla contabilità d'impresa, al bilancio d'esercizio e ai principi contabili.

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