Addio al cashback

Il Bonus Bancomat è entrato nell’attivo dal 1° luglio 2021 con il Decreto-Legge n. 99 del 30 giugno 2021 attivato dal Governo Draghi per dare una smossa al critico problema dell’evasione fiscale. L’obbiettivo è di far girare meno contante e promuovere più pagamenti tracciati tramite bancomat o carte di credito, debito, prepagate o altri tipi di pagamenti digitali.

Inizialmente attuato tramite il famoso bonus cashback, il governo ha deciso di cambiare rotta per andare a supportare coloro che hanno risentito particolarmente degli effetti del covid-19.

I beneficiari del nuovo Bonus bancomat sono tutti i possessori di partita IVA che cedono beni o erogano servizi, si tratta quindi di un’agevolazione pensata esclusivamente per i soggetti esercenti attività :

  • d’impresa;
  • d’arte;
  • professioni.

Il bonus consiste in un massimo di 480€ di contributi statali per coloro che rientrano nei requisiti richiesti.

Vediamo insieme come funziona, quali sono i requisiti e le condizioni per poter essere elegibili al Bonus.


Bonus bancomat, cos’è

Si potrebbe definire il figlio del bonus cashback il quale, dopo aver terminato il periodo di sperimentazione, è stato sospeso perchè ritenuto troppo dispendioso in base ai rapporto costo-beneficio.

Nonostante ciò, il Governo Draghi ha deciso di attuare una nuova formula con spese più sostenute per le tasche italiane ma concedendo gli stessi benefici.

È quindi così che vede luce il bonus bancomat, stipulato qualche mese fa con il Decreto-Legge n. 99 del 30 giugno 2021, il quale:

“Stabilisce nuove agevolazioni per incentivare l’utilizzo della moneta elettronica”

La lotta all’evasione fiscale non termina, anzi, si punta sempre di più ad una digitalizzazione completa dei pagamenti.

Questo nuovo incentivo consiste nella somma di due agevolazioni che permettono di ottenere non più di 480€ per ogni singolo beneficiario.

Chi sono i beneficiari del bonus bancomat?

Prima di andare nel dettaglio su come si svolge la richiesta e l’erogazione del bonus, vediamo chi rientra nella cerchia degli spettanti al bonus.

“I beneficiari del bonus bancomat sono i soggetti titolari di Partita Iva, i quali cedono beni o erogano servizi a favore dei consumatori finali e che provvedono ad acquistare, noleggiare o, in alternativa, utilizzare dispositivi atti a consentire il pagamento elettronico con carta.

In breve potranno utilizzare il bonus tutti i commercianti o professionisti aventi partita Iva e che permettono di pagare ai propri clienti tramite POS.

Quindi, le suddette categorie che si dotano di uno strumento elettronico per effettuare i pagamenti potranno ottenere il rimborso spese di tale acquisto.

Potranno usufruirne sia le attività più piccole sia quelle di più grandi dimensioni.

Bonus Bancomat, come funziona?

Come citato precedentemente, è un bonus che viene suddiviso in due tipi di agevolazioni.

Bisogna specificare, però, che questo incentivo statale si concretizza in un credito d’imposta per tutte quelle compagnie che:

  • comparano;
  • acquistano;
  • utilizzino i dispositivi;
  • paghino spese extra per il collegamento dei vari strumenti.

Il Decreto infatti afferma:

A ciascun possessore di Partita IVA che nel 2022, noleggia, acquista o utilizza dispositivi che rendono possibile il pagamento dei beni e delle prestazioni di servizio mediante l’utilizzo di evoluti strumenti di pagamento elettronico che permettono di memorizzare e inviare i dati telematicamente (art. 2, comma 1, decreto legislativo datato 5 agosto 2015, n.127, verrà riconosciuto un credito d’imposta del valore massimo di 320 euro.

Questa è la prima circostanza per poter ottenere il bonus ma le analizzeremo nello specifico più avanti.

L’importanza per l’ottenimento di questo bonus sono i tipi di POS a cui ci affidiamo, infatti dai più obsoleti a quelli di ultima generazione, vengono effettuate distinzioni con agevolazioni e importi differenti in base al POS a cui ci affidiamo.

Quali sono i requisiti del Bonus Bancomat?

Per poter ottenere questa agevolazione, sono state previsti alcuni requisiti fondamentali, ed in base ad essi varierà anche la tipologia di rimborso che otterrete.

Non per essere rindondanti ma il bonus può essere richiesto da chi possiede una partita IVA aperta e funzionante, non solo, ma permettono di pagare in modo elettronico ai propri clienti, preferibilmente utilizzando il POS.

Non basta solo ottenere un POS o affittarlo, varia anche in base agli introiti annuali dell’esercente, ma vengono esclusi i titolari di aziende cha fatturano oltre i 5milioni.

Gli importi

Non bastano solo gli importi annuali ma anche il tipo di POS su cui andiamo ad applicare il bonus bancomat:

  • per introiti annui fino a 200.000€, la percentuale di credito di imposta è pari al 70%;
  • per introiti annui compresi tra 200.000€ e 1.000.000€, la percentuale di credito di imposta è pari al 40%;
  • per introiti annui compresi tra 1.000.000€ e 5.000.000€, la percentuale di credito di imposta è pari al 10%. 

Per tutti quelle che invece utilizzano POS di ultima generazione:

  • fino a 200.000€, la percentuale di credito di imposta è pari al 100%;
  • tra 200.000€ e 1.000.000€, la percentuale è pari al 70%;
  • tra 1.000.000€ e 5.000.000€, la percentuale è pari al 40%. 

Come ottenere il bonus bancomat?

Non viene richiesta una vera e propria procedura per poter ottenere questa agevolazione.

Generalmente i registratori di cassa più all’avanguardia sono in grado di inviare in modo automatico le transazioni delle ricevuto direttamente all‘Agenzia delle Entrate.

Se dovesse essere questo il caso, il rimborso del bonus potrà essere richiesto direttamente in sede di dichiarazione dei redditi.

Qualora non rientraste nella categoria indicata basta portare i documenti relativi alle spese di utilizzo, noleggio o acquisto del POS al proprio commercialista e ci penserà lui ad inviare la documentazione all’Agenzia delle Entrate.

Anche in questa fase il credito d’imposta può essere applicabile alla dichiarazione dei redditi.

In breve, il rimborso del bonus bancomat avviene con:

  • le commissioni sull’utilizzo del Pos;
  • i costi per l’utilizzo, l’acquisto o il noleggio del Pos, nei quali sono inclusi anche quelli relativi al collegamento tecnico tra gli apparecchi.

In cosa consistono le due agevolazioni

Come annunciato precedentemente, il bonus bancomat è suddiviso in due fasi:

  • una per l’acquisto, affitto o collegamento tecnico degli strumenti;
  • una per acquisto, affitto o collegamento tecnico degli strumenti ma con dispositivi di alta generazione.

Come detto fin ora, i commercianti o possessori di partita IVa devono munirsi di POS per poter usufruire del primo step del bonus.

Verrà quindi permesso di ottenere un credito d’imposta dal valore di 160€, ovviamente tenendo conto che vi è l’obbligo implicito di acquistare o noleggiare il POS, o comunque un qualsiasi dispositivo per la ricezione dei pagamenti elettronici.

Ricordatevi, inoltre, che questi strumenti dovranno per forza di cose essere collegati ai vostri registratori di cassa, in modo da permettere l’emissione di fatture elettroniche.

Come il Decreto-Legge n. 99 del 30 giugno 2021 precisa:

” il rimborso spese coprirà oltre ai costi sostenuti per acquistare o noleggiare tali dispositivi, anche una serie di altre spese riguardanti il collegamenti di questi ai registratori di cassa e/o ai software predisposti per la compilazione e l’emissione delle fatture elettroniche.”

L’altra faccia della medaglia è presentata da un rimborso fino a 320€ per tutti quegli imprenditori che decidono di acquistare o noleggiare sistemi di pagamento altamente innovativi e con una tecnologia avanzata.

Cosa si intende con dispostivi di ultima generazione

Si tratta di tutta quella serie di dispositivi volti alla digitalizzazione dei pagamenti, ovvero in modo da agevolare e facilitare la registrazione e memorizzazione dei dati per ottenere un invio diretto all’Agenzia delle Entrate.

Le tempistiche

Per poter usufruire del bonus bancomat aveter tempo fino al 30 giugno 2022.

Dopo tale data non è sicuro cosa succederà, se verrà rinnovato oppure veranno stanziati nuovi progetti per combattere l’evasione fiscale.

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Classe 1993, diplomata in arte e comunicazione presso il Liceo Decio Celeri di Lovere, ho conseguito poi dei corsi di Digital Marketing e Coding svolti a Londra. Appassionata da sempre di scrittura e dopo varie esperienze all'estero ho deciso di collaborare con alcuni progetti editoriali interessanti. In particolare, mi occupo di aggiornamenti di fiscalità nazionale per il portale Fiscomania.com, dove pubblico contenuti ed approfondimenti legati alle persone fisiche, agevolazioni fiscali e bonus.

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