Per il prossimo anno si prevede un ampliamento della platea dei beneficiari e dell’importo dell’assegno unico 2024, grazie all’eliminazione dei titoli di Stato dal calcolo dell’Isee. Tuttavia, l’Italia è attualmente oggetto di procedura d’infrazione da parte dell’UE a fronte dell’esclusione dalla misura di alcune categorie. Per evitare sanzioni, è ipotizzabile che l’Italia includa nell’assegno unico 2024 anche i genitori richiedenti non residenti nel paese da almeno due anni e il caso di mancata convivenza con i figli.


Il panorama dell’Assegno Unico 2024 si profila con diverse modifiche proposte dal governo italiano. Attualmente, si sta valutando l’introduzione di maggiorazioni a partire dal secondo e terzo figlio, a differenza delle previsioni del 2023 che contemplavano incrementi “a partire dal terzo e dal quarto figlio”.

Le prospettive di cambiamento per il 2024 si concentrano su due aspetti fondamentali. In primo luogo, l’eliminazione dei titoli di Stato dal calcolo dell’ISEE potrebbe determinare un aumento della prestazione, a fronte di una riduzione dell’indicatore Isee e, di conseguenza, di un incremento dell’importo dell’assegno.

In secondo luogo, l’Italia è attualmente oggetto di procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea a causa dell’esclusione di alcune categorie dall’Assegno Unico. Al fine di evitare sanzioni, il governo potrebbe decidere di estendere l’assegno unico anche a tali categorie, in modo di ampliare la platea dei beneficiari. Si tratta in particolare dei genitori richiedenti non residenti nel paese da almeno due anni e il caso di mancata convivenza con i figli.

Scopriamo nel dettaglio gli sviluppi che si prospettano per l’assegno unico 2024.

Assegno Unico 2024: esclusione dei titoli di stato dal calcolo dell’Isee

L’Isee, ovvero l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, funge da strumento per determinare quali famiglie possono accedere a prestazioni assistenziali o agevolazioni e in quale misura, tra cui anche lassegno unico e universale. La recente proposta di escludere i titoli di Stato dal calcolo dell’Isee, fino a un massimo di 50.000 euro, contenuta nell’art. 38 della Manovra, avrà un impatto notevole sull’assegno unico. Oltre ai titoli di Stato, sono eliminati dal computo anche altri strumenti finanziari garantiti dallo Stato, come i libretti e i buoni postali.

Non considerare i titoli di Stato dal calcolo dell’Isee comporterà un aumento delle prestazioni, poiché ridurrà la parte patrimoniale dell’Isee e porterà a una crescita del contributo richiesto. Anche se questa modifica punta a favorire i beneficiari dell’assegno unico con Isee più basso, il rischio è invece quello di avvantaggiare principalmente i nuclei familiari con Isee più elevato, in possesso di questi titoli di stato.

La stessa relazione tecnica del Senato sul Disegno di Legge del Governo conferma questo andamento. I dati evidenziano, infatti, che l’effetto di esclusione di questi investimenti dal patrimonio è irrilevante soprattutto per i valori di ISEE bassi, ma diventa più significativo con l’aumentare dell’ISEE. In sintesi, sebbene l’impatto finanziario sia trascurabile per alcune prestazioni, l’assegno unico risulta più sensibile a questa modifica, comportando anche effetti finanziari negativi per la finanza pubblica. La relazione rileva che tali novità avranno un costo stimato di circa 44 milioni di euro all’anno.

Assegno Unico 2024: procedura d’infrazione UE contro l’Italia

L’Unione Europea ha iniziato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia in relazione all’assegno unico, evidenziando la mancata erogazione a genitori richiedenti non residenti nel paese da almeno due anni e in caso di mancata convivenza con i figli.

Il contrasto deriva dalla presunta violazione della normativa comunitaria. La Commissione europea sostiene che la misura italiana non tratta i cittadini comunitari in modo equo, generando discriminazione tra i cittadini dell’Unione. Inoltre, si pone in conflitto con il regolamento sulla sicurezza sociale che proibisce requisiti di residenza per percepire prestazioni di sicurezza sociale, come gli assegni familiari.

Il governo italiano ha un periodo di due mesi per rispondere e adottare eventuali contromisure; in caso contrario, potrebbe essere deferito alla Corte di giustizia dell’Unione Europea. Per evitare sanzioni, il governo potrebbe valutare l’erogazione dell’assegno unico anche a genitori in queste categorie, prospettando un ampliamento della platea dei beneficiari dell’assegno unico 2024.

Conclusioni

L’Assegno Unico 2024 è al centro di diverse proposte di modifica avanzate dal governo italiano, configurando uno scenario caratterizzato da cambiamenti sostanziali, sia in termini di allargamento della platea di beneficiari che di incremento dell’importo della prestazione. Le prospettive per l’anno a venire si concentrano su due aspetti cruciali.

Innanzitutto, l’eliminazione dei titoli di Stato dal calcolo dell’Isee potrebbe tradursi in un aumento della prestazione, grazie alla diminuzione dell’indicatore Isee e all’ulteriore crescita dell’importo dell’assegno. Tuttavia, la proposta, inclusa nell’art. 38 della Manovra, potrebbe avere un impatto trascurabile sull’assegno unico, privilegiando principalmente i nuclei familiari con un Isee più elevato. In secondo luogo, l’Italia è attualmente coinvolta in una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea a causa dell’esclusione di alcune categorie dall’Assegno Unico. Al fine di evitare sanzioni, il governo potrebbe decidere di estendere l’assegno anche a genitori non residenti in Italia da almeno due anni e in caso di mancata convivenza con i figli.

L’eliminazione dei titoli di Stato e le questioni legate alla procedura d’infrazione delineano un quadro complesso, evidenziando la dinamicità e l’adattabilità della misura alle mutevoli esigenze socio-economiche. Questi sviluppi potrebbero rappresentare una svolta di rilievo per l’Assegno Unico 2024, con la prospettiva di miglioramenti nella prestazione e un possibile aumento dei destinatari.

Domande frequenti

Che cos’è l’Assegno Unico e Universale?

L’Assegno Unico e Universale è un sostegno economico destinato alle famiglie con figli a carico. Come indicato sul sito dell’Inps, viene erogato per ogni figlio fino al compimento dei 21 anni, con alcune condizioni specifiche.

Esistono limiti di età per i figli disabili?

No, non ci sono limiti di età per i figli disabili. L’Assegno Unico e Universale è garantito anche per figli con disabilità senza alcuna restrizione legata all’età.

Come viene calcolato l’importo dell’Assegno?

L’importo dell’Assegno Unico varia in base a diversi fattori:
– Condizione economica del nucleo familiare, valutata attraverso l’ISEE valido al momento della domanda;
– Età e il numero dei figli.
– Eventuali situazioni di disabilità dei figli.

Quali sono le condizioni affinché un figlio maggiorenne possa essere considerato a carico fino ai 21 anni?

Il figlio maggiorenne può essere considerato a carico fino al compimento dei 21 anni se rientra in una delle seguenti situazioni:
– Frequenza di un corso di formazione scolastica o professionale, o un corso di laurea;
– Svolgimento di un tirocinio o un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui;
– Registrazione come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
– Svolgimento del servizio civile.

L’importo dell’Assegno è retroattivo?

Sì, l’importo dell’Assegno, calcolato in base all’ISEE, è corrisposto con decorrenza retroattiva, inclusi tutti gli arretrati. Questo vale anche per coloro che presentano la domanda senza ISEE, ma lo ottengono successivamente entro il 30 giugno.

Posso richiedere l’Assegno Unico senza ISEE o con un ISEE superiore alla soglia di 43.240 euro?

Sì, poiché l’Assegno Unico è una misura “universale”, può essere richiesto anche in assenza di ISEE o con ISEE superiore alla soglia di 43.240 euro. In queste situazioni, saranno corrisposti gli importi minimi stabiliti dalla normativa.

Come posso presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’ISEE?

Per la presentazione della DSU e l’ottenimento dell’ISEE, è possibile:
– Rivolgersi agli intermediari abilitati all’assistenza fiscale (CAF);
– Accedere al Portale unico ISEE sul sito INPS, utilizzando le credenziali d’accesso, e richiedere l’ISEE precompilato o non precompilato.

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