legge delega sulla riforma fiscale

Il sistema fiscale è nuovamente sotto la lente di ingrandimento, perché arriva la legge delega per la riforma fiscale che stabilisce quali sono i punti da affrontare nei successivi decreti, e quali sono le modifiche all’attuale sistema del fisco italiano da applicare.

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La legge delega per la riforma del fisco e del catasto è stata approvata dal Consiglio dei Ministri, data la necessità di procedere con una riforma fiscale strutturale che segua diverse direzioni. Oltre alla riforma del fisco, viene anche prevista una importante riforma del catasto, che prenda in considerazione l’attuale condizione del mercato immobiliare.

La legge delega sulla riforma fiscale troverà una diretta applicazione in quelli che saranno i prossimi decreti, e attualmente la bozza contiene diverse indicazioni su nuove applicazioni delle imposte sui redditi, come l’Irpef, l’Ires, ma anche l’Iva. In totale per rendere applicabili le novità in materia fiscale ci vorrà ancora più di un anno di tempo. Vediamo in questo articolo quali sono le indicazioni di partenza per la riforma fiscale e del catasto, secondo le recenti novità introdotte dalla legge delega.


Legge delega: quali sono i presupposti

La legge delega contiene alcuni importanti presupposti che sono stati sintetizzati in 4 punti secondo cui verranno poi introdotti nuovi decreti legislativi. I criteri generali che verranno seguiti, secondo la bozza ufficiale, vanno in diverse direzioni:

  • Favorire la crescita economica con una maggiore efficienza delle imposte, con una riduzione del carico fiscale sui redditi;
  • Semplificazione del sistema fiscale, con riduzione dei costi di gestione, eliminazione delle piccole imposte;
  • Mantenere la progressività del sistema tributario;
  • Riduzione dell’evasione fiscale.

Secondo questi presupposti, verranno applicate tutta una serie di modifiche all’attuale sistema fiscale, a partire dalle imposte applicate sui redditi, fino alla situazione catastale. Secondo le previsioni quindi si tratta di mettere in pratica alcune delle modifiche al sistema fiscale di cui già si è parlato negli scorsi mesi.

In particolare, la legge delega darà il via alla possibilità di emanare decreti legislativi più specifici, volti al miglioramento del sistema fiscale italiano sulla base della necessità di dare un nuovo slancio all’economia. La complessità dell’attuale sistema fiscale, il numero elevato di imposte esistenti e l’evasione fiscale sono punti critici per cui si prospettano diverse soluzioni.

Riforma IRPEF: cosa cambierà

L’imposta sui redditi, l’IRPEF, risulta centrale nella riforma fiscale, perché si tratta dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. In Italia la maggior parte delle imposte deriva proprio dalla tassazione presente nel mercato del lavoro, e sui singoli redditi.

Una revisione dell’IRPEF è necessaria secondo le linee guida della legge delega per dare una spinta all’imprenditorialità, alleggerendo la pressione fiscale al momento presente per le imprese italiane. L’IRPEF quindi sarà con molta probabilità soggetto ad un cambiamento delle attuali aliquote, con un abbassamento delle stesse e una semplificazione maggiore.

Le modifiche a questo tipo di imposta comportano, secondo le bozze della legge delega, alcuni vantaggi a favore del mercato del lavoro, in particolare è volta ad incentivare la nascita di nuove imprese e di nuovi posti di lavoro. Le modifiche all’IRPEF si muovono in due direzioni:

  • Evolvere il sistema verso un modello duale, che distingua i redditi da capitale e da lavoro;
  • Ridurre le variazioni eccessive delle aliquote marginali derivate dall’applicazione dell’IRPEF.

Tuttavia il sistema di progressività fiscale non verrà modificato, e l’obiettivo è quello di riequilibrare e rendere più efficiente l’intero sistema fiscale, in particolare per le imposte applicate sui redditi da lavoro.

Riforma IRES: cosa cambierà

Un altro punto importante affrontato dalla legge delega riguarda la riforma dell’IRES, l’Imposta sui Redditi delle Società. In questo caso l’obiettivo è quello di livellare le differenze fiscali in materia di impresa, rendendo queste imposte coerenti con quelle presenti sui redditi.

Un obiettivo importante riguarda anche la semplificazione degli adempimenti di natura amministrativa che le imprese devono svolgere, con una revisione in base ai cambiamenti dell’attuale sistema economico, in riferimento anche alle regolamentazioni presenti in Europa.

Con queste modifiche infine si prevede una neutralità tra i sistemi di imposte sulle imprese, per evitare differenze fiscali marcate in base alla tipologia di organizzazione o impresa.

Cambiamenti per l’IVA: prospettive

Nella legge delega si parla anche di IVA, ovvero dell’Imposta sul Valore Aggiunto. Su questa tassa la legge delega sottolinea l’importanza di nuove norme per razionalizzare l’imposta:

“Il Governo è delegato ad introdurre, con i decreti legislativi di cui all’articolo 1, norme per la razionalizzazione dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte indirette sulla produzione e sui consumi, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi”

Vengono poi indicate due direzioni da seguire per le modifiche:

  • Razionalizzazione dell’IVA rispetto alle aliquote e alle basi imponibili per semplificare la gestione e l’applicazione dell’imposta, anche nella direzione di una lotta all’evasione fiscale;
  • Adeguare le imposte all’European Green Deal, con l’obiettivo di limitare il consumo di energia elettrica riducendo le emissioni di gas inquinanti, per garantire un maggiore utilizzo di energia derivata da fonti rinnovabili.

Un altro punto importante affrontato dalla legge delega per la riforma fiscale è l’IRAP, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive. L’obiettivo è quello di garantire il superamento dell’IRAP pur mantenendo il finanziamento al fabbisogno sanitario.

Riforma del catasto: le prospettive della legge delega

Oltre alla riforma fiscale per le imposte viste sopra, viene anche data importanza alla necessità di introdurre una riforma del catasto, che vada a influire sul sistema di tassazione immobiliare. In questo senso, gli obiettivi vanno verso diverse direzioni, principalmente per accelerare l’individuazione di:

  • Immobili non censiti, o che non sono in linea con la categoria catastale corretta;
  • Terreni edificabili accatastati come di tipo agricolo;
  • Immobili abusivi.

Uno dei problemi principali che riguarda da vicino la riforma del catasto è proprio quello di individuare quali sono gli immobili che al momento risultano ancora sconosciuti al fisco, oppure quelli che non sono accatastati secondo gli usi effettivi.

Per fare questo, si prospetta un utilizzo integrato delle informazioni a livello nazionale, e saranno gli uffici dell’Agenzia delle Entrate ad occuparsi della gestione delle informazioni secondo i criteri stabiliti. La riforma del catasto ha l’obiettivo anche di dare un valore patrimoniale a tutti gli immobili, in base al mercato, includendo le informazioni su quali edifici risultano di particolare pregio storico o artistico.

C’è chi teme tuttavia che la riforma del catasto possa portare ad un aumento delle imposte sugli immobili, aumento che per il momento sembra essere negato dall’attuale governo.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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