Come si dichiarano i redditi dei figli minori: usufrutto legale, compilazione del frontespizio, trust, royalties e monitoraggio fiscale.
L’art. 324 c.c. e l’art. 4 co. 1 lett. c) TUIR stabiliscono chi dichiara i proventi del figlio minore. Le regole cambiano in base all’usufrutto legale, alla tipologia reddituale, royalties, trust, lavoro occasionale, e agli obblighi di monitoraggio fiscale nel quadro RW.
I redditi dei figli minori seguono regole dichiarative differenziate in base all’art. 4 co. 1 lett. c) TUIR: se derivano da beni soggetti all’usufrutto legale dei genitori (art. 324 c.c.), sono imputati per metà a ciascun genitore nella propria dichiarazione. Per i redditi esclusi dall’usufrutto, royalties, lavoro occasionale, proventi da trust non residente, il minore presenta dichiarazione autonoma tramite un genitore, con casella 8 e codice carica 2 nel frontespizio del Modello Redditi PF.

L’usufrutto legale dei genitori sui beni del figlio minore
L’usufrutto legale attribuisce ai genitori che esercitano la responsabilità genitoriale il diritto di godere dei frutti prodotti dai beni del figlio minore non emancipato. La disciplina è contenuta nell’art. 324 del Codice civile: i proventi derivanti da tali beni non possono essere liberamente disposti dai genitori, ma devono essere destinati al mantenimento della famiglia e all’istruzione ed educazione del figlio. Questo istituto civilistico costituisce il presupposto su cui si fonda l’intera disciplina fiscale della dichiarazione dei redditi del minore.
L’usufrutto legale opera automaticamente su tutti i beni del figlio minore non emancipato, salvo le eccezioni tassativamente previste dalla norma. La distinzione tra beni soggetti e beni esclusi dall’usufrutto è determinante: da essa dipende non solo il soggetto tenuto alla dichiarazione, ma anche il modello da utilizzare e le modalità di compilazione del frontespizio.
Quali beni sono esclusi dall’usufrutto legale
L’art. 324 co. 3 c.c. individua tassativamente i beni del figlio minore sui quali i genitori non vantano usufrutto legale. Si tratta di quattro categorie distinte:
- i beni acquistati dal figlio con i proventi del proprio lavoro;
- i beni lasciati o donati al figlio per intraprendere una carriera, un’arte o una professione;
- i beni lasciati o donati con la condizione esplicita che i genitori non ne abbiano l’usufrutto;
- i beni pervenuti al figlio per eredità, legato o donazione accettati nell’interesse del figlio contro la volontà dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale.
Per questi beni, e per i redditi da essi prodotti, gli obblighi dichiarativi non ricadono sui genitori nella propria dichiarazione, ma seguono un percorso distinto: il minore presenta dichiarazione autonoma per il tramite di uno dei genitori, con specifica modalità di compilazione del frontespizio del Modello Redditi PF.
Il minore emancipato: effetti fiscali
Il minore emancipato è il soggetto di età compresa tra i 16 e i 18 anni che, a seguito di matrimonio contratto con il consenso previsto dalla legge, fuoriesce dalla potestà genitoriale. L’emancipazione produce effetti diretti sul piano fiscale: venendo meno la responsabilità genitoriale, cessa anche l’usufrutto legale dei genitori sui beni del minore.
Ne consegue che il minore emancipato presenta dichiarazione dei redditi in forma autonoma, senza che i proventi da lui percepiti vengano imputati ai genitori, indipendentemente dalla natura e dalla fonte del reddito. Sul piano operativo, il minore emancipato compila il Modello Redditi PF con i propri dati anagrafici senza necessità di ricorrere alla sezione riservata al rappresentante, poiché agisce in piena autonomia giuridica.
La normativa fiscale: come si imputano i redditi del figlio minore
L’art. 4 co. 1 lett. c) del TUIR traduce la distinzione civilistica in un criterio di imputazione fiscale preciso: i redditi derivanti da beni del figlio minore soggetti all’usufrutto legale sono attribuiti per metà del loro ammontare netto a ciascun genitore, che li dichiara nella propria dichiarazione dei redditi. Se l’usufrutto legale spetta a un solo genitore, per assenza, decadenza dalla responsabilità genitoriale o altra causa, i redditi gli sono imputati per l’intero ammontare.
La norma opera esclusivamente sui redditi derivanti da beni compresi nell’usufrutto legale. Per i redditi esclusi, percepiti direttamente dal minore in forza di attività propria o derivanti da beni sottratti all’usufrutto ex art. 324 co. 3 c.c., il meccanismo di imputazione ai genitori non trova applicazione. In questi casi il minore è soggetto passivo autonomo, con obbligo dichiarativo proprio esercitato per suo tramite da uno dei genitori.
La distinzione tra le due fattispecie non è meramente formale: incide sulla base imponibile di ciascun genitore, sull’aliquota IRPEF applicabile per effetto della progressività e sulla possibilità di fruire di deduzioni e detrazioni. Un reddito da locazione su immobile del figlio, soggetto a usufrutto legale, si somma al reddito complessivo di ciascun genitore al 50%, con effetti potenzialmente significativi sullo scaglione di appartenenza.
Chi dichiara cosa: guida per tipologia di reddito del figlio minore
La corretta individuazione del soggetto dichiarante dipende dalla natura del reddito percepito dal figlio minore e dal suo rapporto con l’usufrutto legale. La tabella seguente incrocia le principali tipologie reddituali con il soggetto obbligato alla dichiarazione, il modello da utilizzare e le note operative rilevanti. Le casistiche avanzate, trust, royalties, lavoro occasionale, sono trattate in dettaglio nella sezione successiva.
| Tipologia di reddito | Soggetto a usufrutto legale | Chi dichiara | Modello / Note operative |
|---|---|---|---|
| Canoni di locazione da immobile di proprietà del figlio | Sì | Entrambi i genitori, ciascuno al 50% | Modello Redditi PF di ciascun genitore — quadro RB o RC |
| Redditi da capitale (es. interessi su conto intestato al figlio) | Sì | Entrambi i genitori, ciascuno al 50% | Modello Redditi PF di ciascun genitore — quadro RL |
| Royalties e compensi per diritti d’autore | No | Il minore, tramite un genitore | Modello Redditi PF a nome del figlio — casella 8 + codice carica 2 |
| Redditi da lavoro occasionale | No | Il minore, tramite un genitore | Modello Redditi PF a nome del figlio — casella 8 + codice carica 2 |
| Proventi da trust non residente (beneficiario individuato) | No | Il minore, tramite un genitore | Modello Redditi PF a nome del figlio — casella 8 + codice carica 2 — quadro RL |
| Beni acquistati con proventi del lavoro del minore | No | Il minore, tramite un genitore | Modello Redditi PF a nome del figlio — casella 8 + codice carica 2 |
| Eredità, legato o donazione accettata contro volontà dei genitori | No | Il minore, tramite un genitore | Modello Redditi PF a nome del figlio — casella 8 + codice carica 2 |
| Redditi del minore emancipato (qualsiasi fonte) | No (usufrutto cessato) | Il minore emancipato in forma autonoma | Modello Redditi PF a nome del minore — nessuna casella speciale |
Casistiche complesse: royalties, trust non residente e lavoro occasionale
Le fattispecie reddituali più articolate che coinvolgono i figli minori esulano dal perimetro dell’usufrutto legale e richiedono una gestione dichiarativa distinta rispetto al caso base. In queste situazioni il minore è soggetto passivo autonomo: i redditi non si imputano ai genitori, ma vengono dichiarati a nome del figlio tramite uno dei genitori che agisce come rappresentante. La corretta qualificazione della fonte reddituale è il primo passaggio obbligato, da cui dipende l’intera impostazione dichiarativa.
Royalties e compensi per diritti d’autore percepiti dal minore
I compensi per diritti d’autore e royalties percepiti direttamente dal figlio minore, ad esempio per opere creative, musicali o letterarie attribuite al minore stesso, rientrano tra i redditi derivanti dall’attività propria del soggetto. In quanto tali, sono esclusi dall’usufrutto legale ai sensi dell’art. 324 co. 3 c.c. e non vengono imputati ai genitori.
Sul piano dichiarativo, tali proventi confluiscono nel quadro RL del Modello Redditi PF presentato a nome del figlio minore. Il genitore che presenta la dichiarazione per conto del figlio barra la casella 8 nella sezione “Dati del contribuente” e compila la sezione “Riservato a chi presenta la dichiarazione per conto di altri” con il codice carica 2. La deduzione forfettaria prevista per i redditi da diritti d’autore, pari al 25% per i soggetti di età inferiore ai 35 anni, si applica anche in capo al minore, riducendo la base imponibile sul reddito netto dichiarato.
Il figlio minore beneficiario di trust non residente
La fattispecie del figlio minore individuato come beneficiario di trust non residente è tra le più complesse sul piano dichiarativo e richiede una doppia qualificazione preliminare: la natura del trust (opaco o trasparente) e la posizione del beneficiario (individuato o non individuato).
Nel caso di trust trasparente con beneficiario individuato, i redditi sono imputati direttamente al beneficiario per trasparenza. Poiché tali proventi non derivano da beni soggetti all’usufrutto legale, trattandosi di attribuzione da soggetto terzo estero, il minore è il soggetto passivo IRPEF. La dichiarazione viene presentata a nome del figlio tramite un genitore, con casella 8 e codice carica 2, e i redditi confluiscono nel quadro RL. Sul piano del monitoraggio fiscale, la partecipazione del minore al trust estero richiede la compilazione del quadro RW, secondo le regole che distinguono tra beni soggetti e non soggetti all’usufrutto legale, trattate nella sezione dedicata.
Nel caso di trust opaco, i redditi non sono imputati per trasparenza al beneficiario: tassazione e dichiarazione avvengono in capo al trust stesso. Le eventuali distribuzioni al figlio minore andranno qualificate caso per caso, verificando il trattamento previsto dalla Convenzione contro le doppie imposizioni applicabile e le istruzioni di prassi dell’Agenzia delle Entrate sulla tassazione dei redditi da trust estero in capo al beneficiario residente.
Lavoro occasionale e prestazioni del minore
I redditi da lavoro autonomo occasionale percepiti dal figlio minore, compensi per prestazioni sportive dilettantistiche, partecipazioni a produzioni audiovisive, collaborazioni occasionali, sono prodotti direttamente dall’attività del minore e rientrano nella categoria dei beni esclusi dall’usufrutto legale ex art. 324 co. 3 c.c. Non si imputano ai genitori e non si sommano al loro reddito complessivo.
Sul piano operativo, tali compensi confluiscono nel quadro RL del Modello Redditi PF presentato a nome del minore per il tramite di un genitore, con casella 8 e codice carica 2. Occorre verificare se il sostituto d’imposta abbia già operato una ritenuta d’acconto sul compenso erogato al minore: in tal caso la ritenuta subita va indicata nel quadro corrispondente a scomputo dell’imposta dovuta. La presenza di redditi da lavoro occasionale in capo al minore non genera automaticamente obbligo dichiarativo se i compensi lordi non superano la soglia di esonero prevista per i soggetti che non possono presentare il modello 730 in forma autonoma, ma è comunque opportuno verificare la posizione complessiva del minore tenendo conto di tutti i redditi a lui imputabili.
Come si compila il frontespizio del Modello Redditi PF per il figlio minore

La presentazione della dichiarazione dei redditi per conto di un figlio minore richiede una compilazione specifica del frontespizio del Modello Redditi PF 2026, disciplinata dalle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. Le modalità variano in funzione della fattispecie: solo per i redditi esclusi dall’usufrutto legale il minore è contribuente autonomo e la dichiarazione viene presentata a suo nome tramite un genitore. Per i redditi soggetti a usufrutto legale, invece, ciascun genitore dichiara la propria quota direttamente nella propria dichiarazione, senza necessità di compilare un modello separato a nome del figlio.
Casella 8 “minore”: quando e come si barra
Secondo le istruzioni al Modello Redditi PF 2026, nella sezione “Dati del contribuente” del frontespizio è presente una serie di caselle relative alla situazione del contribuente. In particolare:
- la casella 6 è riservata alla dichiarazione presentata dall’erede per il deceduto;
- la casella 7 riguarda il rappresentante legale per la persona incapace o interdetta;
- la casella 8 (minore) va barrata nel caso di dichiarazione presentata dai genitori per i redditi dei figli minori esclusi dall’usufrutto legale.
La casella 8 non va barrata in tutti i casi in cui si presenta una dichiarazione per un figlio minore, ma esclusivamente quando oggetto della dichiarazione sono redditi non soggetti all’usufrutto legale dei genitori. Se la dichiarazione riguarda redditi soggetti a usufrutto, ciascun genitore inserisce i propri dati anagrafici nel frontespizio della propria dichiarazione senza alcun riferimento alla posizione del figlio.
Il codice fiscale da indicare nel frontespizio è quello del figlio minore, rilasciato dall’Amministrazione finanziaria e riportato sulla tessera sanitaria. I dati anagrafici del minore, cognome, nome, comune e data di nascita, sesso, vanno compilati nella sezione “Dati del contribuente” riferiti al figlio, non al genitore che presenta la dichiarazione.
Il codice carica 2: chi firma e come si compila la sezione “per conto di altri”
Una volta compilata la sezione “Dati del contribuente” con i dati del figlio minore e barrata la casella 8, il genitore che presenta la dichiarazione deve compilare la sezione “Riservato a chi presenta la dichiarazione per conto di altri”. Le istruzioni al Modello Redditi PF 2026 prevedono che in questa sezione venga indicato il codice carica 2, corrispondente al “Rappresentante di minore, inabilitato o interdetto, ovvero curatore dell’eredità giacente”.
In questa sezione il genitore inserisce:
- il proprio codice fiscale;
- il codice carica 2 nell’apposita casella;
- la data di assunzione della carica — da intendersi, per il genitore, come la data di nascita del figlio, che coincide con l’inizio della responsabilità genitoriale;
- i propri dati anagrafici: cognome, nome, sesso, data e comune di nascita.
I dati relativi alla residenza anagrafica del genitore vanno indicati solo se questi è residente all’estero. In tutti gli altri casi la sezione residenza del rappresentante non va compilata. La dichiarazione viene sottoscritta dal genitore nella sezione “Firma della dichiarazione”, barrando le caselle corrispondenti ai quadri compilati. La mancata sottoscrizione rende la dichiarazione nulla, sanabile entro 30 giorni dal ricevimento dell’invito da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Monitoraggio fiscale delle attività estere del figlio minore
Gli obblighi di monitoraggio fiscale previsti dall’art. 4 del D.L. n. 167/90 si estendono alle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero dai soggetti fiscalmente residenti in Italia, indipendentemente dall’età. Quando il soggetto detentore è un figlio minore, la corretta impostazione degli obblighi di compilazione del quadro RW dipende, anche in questo caso, dalla distinzione tra beni soggetti e beni esclusi dall’usufrutto legale. La complessità è amplificata dal fatto che i dati trasmessi attraverso lo scambio automatico di informazioni (CRS — Common Reporting Standard) possono non coincidere con la posizione dichiarativa assunta dai genitori, generando disallineamenti che l’Amministrazione finanziaria intercetta con crescente sistematicità.
Il quadro RW: dichiarazione dei genitori o del figlio?
Il criterio di attribuzione degli obblighi di monitoraggio fiscale segue la stessa logica che governa la dichiarazione dei redditi: la discriminante è l’usufrutto legale.
Per i beni esteri soggetti all’usufrutto legale dei genitori, ad esempio un immobile estero donato al figlio dai nonni, o un conto corrente estero aperto a nome del minore con provvista fornita dalla famiglia, l’obbligo di compilazione del quadro RW ricade sui genitori, ciascuno pro quota, nelle rispettive dichiarazioni dei redditi. I genitori sono titolari dell’usufrutto legale su tali beni e sono pertanto tenuti a indicarli nel proprio quadro RW come usufruttuari.
Per i beni esteri esclusi dall’usufrutto legale, acquistati con proventi dell’attività propria del minore o pervenuti con condizione di esclusione dell’usufrutto, l’obbligo di monitoraggio ricade sul figlio minore, che compila il quadro RW nella propria dichiarazione presentata tramite un genitore con casella 8 e codice carica 2.
Il regime sanzionatorio applicabile in caso di omessa compilazione del quadro RW è particolarmente severo: le sanzioni variano dal 3% al 15% del valore delle attività non dichiarate, con importi che salgono dal 6% al 30% se la detenzione avviene in paesi considerati black list ai fini fiscali.
Il disallineamento CRS e il rischio lettere di compliance
Lo scambio automatico di informazioni fiscali (CRS) trasmette all’Amministrazione finanziaria italiana i dati relativi ai conti finanziari detenuti all’estero dai residenti italiani, identificando il titolare sulla base dei dati anagrafici comunicati dall’istituto finanziario estero. Quando il titolare del conto è un figlio minore, il CRS lo identifica come intestatario del rapporto finanziario, indipendentemente dall’esistenza dell’usufrutto legale in capo ai genitori.
Questo genera un disallineamento strutturale: i genitori compilano il quadro RW nelle proprie dichiarazioni in qualità di usufruttuari, ma i dati CRS segnalano il minore come titolare. L’Amministrazione finanziaria, non trovando nella dichiarazione del minore alcun quadro RW corrispondente, può notificare una lettera di compliance per omesso monitoraggio fiscale in capo al figlio.
Per ridurre questo rischio, nella prassi professionale è opportuno valutare la compilazione del quadro RW anche nella dichiarazione del figlio minore, in aggiunta a quella dei genitori, indicando il minore come titolare del bene e i genitori come usufruttuari. Questa impostazione prudenziale consente di allineare la posizione dichiarativa con i dati trasmessi via CRS, riducendo significativamente la probabilità di ricevere comunicazioni di anomalia da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per un approfondimento specifico sulle problematiche connesse ai conti esteri della famiglia e alle deleghe operative, si rinvia all’articolo dedicato ai conti esteri della famiglia sotto monitoraggio fiscale.
Consulenza fiscale online
Dichiarazione dei redditi del figlio minore: verifica la tua posizione
La corretta qualificazione dei redditi del figlio minore — tra beni soggetti e non soggetti all’usufrutto legale — determina chi dichiara, come si compila il frontespizio e quali obblighi di monitoraggio fiscale gravano sui genitori. Un’impostazione errata espone al rischio di omessa dichiarazione del minore, duplicazione di reddito imponibile in capo ai genitori e lettere di compliance per mancata compilazione del quadro RW. Analizziamo insieme la situazione con i documenti alla mano per individuare la corretta impostazione dichiarativa.
Richiedi una consulenza →Domande frequenti
I redditi del figlio minore si sommano a quelli dei genitori esclusivamente se derivano da beni soggetti all’usufrutto legale ex art. 324 c.c. In tal caso l’art. 4 co. 1 lett. c) TUIR li imputa per il 50% a ciascun genitore. I redditi da attività propria del minore non si sommano mai a quelli dei genitori.
Sì. Le royalties percepite dal figlio minore derivano dalla sua attività personale e sono escluse dall’usufrutto legale ex art. 324 co. 3 c.c. Il minore presenta dichiarazione autonoma tramite un genitore, con casella 8 barrata e codice carica 2 nel frontespizio del Modello Redditi PF. I proventi confluiscono nel quadro RL.
La casella 8 “minore” va barrata esclusivamente quando la dichiarazione è presentata da un genitore per i redditi del figlio minore esclusi dall’usufrutto legale. Non va barrata se oggetto della dichiarazione sono redditi soggetti a usufrutto: in quel caso ciascun genitore dichiara la propria quota nella propria dichiarazione.
Sì. Il minore emancipato, soggetto di almeno 16 anni che ha contratto matrimonio con il consenso previsto dalla legge, fuoriesce dalla responsabilità genitoriale. Viene meno l’usufrutto legale e con esso l’imputazione dei redditi ai genitori. Il minore emancipato presenta il Modello Redditi PF in forma autonoma senza casella 8 né codice carica 2.
Dipende dalla natura del trust. Se il trust è trasparente con beneficiario individuato, i redditi sono imputati per trasparenza al minore residente in Italia, che li dichiara tramite un genitore nel quadro RL con casella 8 e codice carica 2. Se il trust è opaco, la tassazione avviene in capo al trust e le eventuali distribuzioni vanno qualificate caso per caso.
Dipende dall’usufrutto legale. Per i beni esteri soggetti all’usufrutto legale, come un immobile donato al minore, il quadro RW va compilato dai genitori pro quota nelle rispettive dichiarazioni. Per i beni esteri esclusi dall’usufrutto, acquistati con proventi dell’attività del minore, il quadro RW va nella dichiarazione del figlio, presentata tramite un genitore.
La lettera di compliance segnala un disallineamento tra i dati CRS, che identificano il minore come titolare del conto, e la posizione dichiarativa assunta. Occorre verificare se il conto rientra nell’usufrutto legale dei genitori e se questi hanno compilato il quadro RW. In via prudenziale è opportuno compilare il monitoraggio sia nella dichiarazione dei genitori che in quella del figlio.
Sì. Il genitore delegato all’operatività su un conto estero intestato al figlio minore è tenuto a compilare il quadro RW nella propria dichiarazione dei redditi, indipendentemente dall’effettivo utilizzo della delega. L’obbligo sussiste anche se la delega è stata concessa per mera cautela e il genitore non ha mai effettuato operazioni sul conto.