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Cartelle e pace fiscale: nuova proroga all’orizzonte

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Cartelle esattoriali e pace fiscale: nuova proroga all’orizzonte? Si sposta la data di scadenza per il pagamento delle cartelle esattoriali e alle rate della pace fiscale fino al 1° settembre. Vediamo cosa c’è da sapere.

Il Governo è ormai giunto ad un nuovo accordo sulle scadenze fiscali, prorogando la scadenza, prevista per il 30 giugno, al 1° settembre. Un nuovo periodo di stop quindi ai pagamenti, che non solo daranno il tempo ai contribuenti di riorganizzare le proprie finanze in vista del prossimo pagamento, ma concedendo anche uno spazio di tempo sufficiente anche all’esecutivo, per valutare come come strutturare la riforma fiscale.

Al 30 settembre, dunque, la scadenza per pagare le rate relative al 2020 di rottamazione e saldo e stralcio, così come è questa la data entro la quale bisognerà versare le rate relative alle cartelle esattoriali sospese.

Vediamo, allora, cosa c’è da sapere sul punto.


Cartelle esattoriali e pace fiscale: cambio di rotta sulla scadenza

Dopo le insistenti richieste pervenute da più fronti, il Governo di Mario draghi ha ceduto alla nuova proroga della scadenza per il pagamento delle cartelle esattoriali e pace fiscale. Fissate per il 30 giugno, sono state prorogate al 1° settembre. I contribuenti non saranno, quindi, chiamati ai pagamenti fino ai primi di ottobre. La proroga sarà collegata anche a quella del 2 agosto relativa ai versamenti (in 16 rate) di chi ha già ricevuto le cartelle, ha accettato di pagare e che dal marzo 2020 ha beneficiato del blocco. 

La scadenza, già più volte rinviata, da ultimo dal Decreto Sostegni bis, ha messo d’accordo le parti sociali, ma con ogni probabilità sarà anche l’ultimo differimento.

Tale intervento era stato sollecitando di recente dal presidente nazionale della Fapi, Gino Sciotto:

E’ necessario rafforzare il tessuto produttivo ed economico del Paese: artigiani, commercianti e piccole imprese chiedono un taglio delle tasse, del costo del lavoro, ma anche una definizione tombale delle cartelle esattoriali. Le piccole partite iva sono disponibili ad andare oltre la logica dei ristori che ha scandito questi mesi di pandemia. E’ giunto il momento di lavorare insieme al Governo per un piano di rilancio economico ed occupazionale per il Paese”.

Proroga pace fiscale

Altra proroga dovrebbe interessare anche le rate delle c.d. pace fiscale. La pace fiscale è stata introdotta dal decreto legge n. 119 del 2018. Essa consiste in una serie di misure che consentono ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con il Fisco, versando le imposte dovute senza applicazione di sanzioni e interessi.

Le due misure principali della pace fiscale sono:

  •  rottamazione prevede la possibilità estinguere i debiti iscritti a ruolo contenuti nelle cartelle di pagamento, versando le somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora;
  • saldo e stralcio delle cartelle consente di pagare i propri debiti a saldo, decurtandone una parte.

La proroga prevista dal Governo interesserà anche le rate sia della rottamazione che dello stralcio. La scadenza fiscale prevista per il 2 agosto delle 16 rate in questione saranno con ogni probabilità prorogate al 31 agosto, che quindi farebbe slittare la data del pagamento delle rate dovute al 30 settembre.

Tuttavia, è ancora in dubbio quali rate saranno interessate dal rinvio. Con ogni probabilità, questa dovrebbe riguardare solo per le rate della pace fiscale del 2021, e non per quelle del 2020, 4 per la rottamazione ter e 2 per il saldo e stralcio.

Riforma fiscale

Accanto a questi provvedimenti, il Governo è già all’opera per la nuova riforma fiscale, su cui da mesi si sembra essere iniziata la discussione, ma che, purtroppo è ancora a di là da realizzarsi compiutamente in un testo.

Nel frattempo, prima dell’intervento che dovrebbe porre l’accento anche sulle modalità di riscossione da parte dell’Agenzia delle entrate, proprio l’amministrazione finanziaria, ha chiesto un intervento mirato e preventivo all’introduzione della nuova normativa. In specie, l’Agenzia sembra aver fatto richiesta di far “pulizia” rispetto a molte cartelle esattoriali pendenti e rimaste inadempiute.

Tra le novità più interessanti per i contribuenti possiamo anticipare che, con ogni probabilità, la riforma dovrebbe contenere dunque anche la proposta di una cancellazione automatica, il discarico dei crediti non riscossi dopo cinque anni.

L’interesse principale perseguito dall’amministrazione finanziaria è proprio quello di eliminare le inutili spese che, talora, sostengono per recuperare il gettito non versato da parte di imprese, già fallite.

Ricordiamo, tuttavia, che nel frattempo già il decreto Sostegni bis è intervenuto in tal senso, al fine di cancellare le cartelle inadempiute riferite agli anni 2000-2010, sempre con il limite dell’importo di 5.000 euro, che comprensivo di sanzioni ed interessi. Proprio in questi giorni si attende il decreto attuativo che consentirà la cancellazione delle cartelle pendenti.

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