La Circolare n.9/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la sospensione dei versamenti tributari previsto dall’art. 18 del D.L. n. 23/2020 è subordinata ad un calo del fatturato per oltre il 33% confrontando quello dei mesi di marzo ed aprile, con i mesi corrispondenti dell’anno precedenti presi singolarmente.

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 9/E/2020, si è espressa in merito al requisito del calo del fatturato (o dei corrispettivi) al ricorrere del quale, è disposta la sospensione dei versamenti in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2020, per gli esercenti attività di impresa, arte o professione.

L’art. 18 del D.L. n. 23/2020 ha subordinato la sospensione dei versamenti (dell’IVA, delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, nonché delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale) alla circostanza che, il fatturato o i corrispettivi dei mesi di marzo o aprile 2020 si siano ridotti, rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno precedente, in misura almeno pari al 33% o al 50% (a seconda che i ricavi o compensi 2019 siano inferiori o meno alla soglia di 50 milioni di euro).

Calo del fatturato

Il calo del fatturato e il momento di effettuazione dell’operazione

Il calcolo del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di marzo e aprile del 2019 e del 2020, deve eseguito considerando le operazioni che in tali mesi sono state fatturate o certificate, e hanno partecipato alle liquidazioni periodicIVA.

Alle predette operazioni dovranno essere sommati i corrispettivi riferiti alle operazioni non rientranti nell’ambito di applicazione dell’IVA effettuate negli stessi mesi.

A tal fine, la data da prendere a riferimento è quella di effettuazione dell’operazione.

Fatture immediate

Per le fatture immediate, la data da prendere in considerazione è la data della fattura ovvero per i corrispettivi la data del giorno.

Fatture differite

Per le fatture differite, deve essere presa in considerazione, la data del documento di consegna che coincide con la effettuazione dell’operazione.

In sostanza anche le fatture differite vanno assunte con riferimento al mese di effettuazione della operazione.

Dopo la risposta all’Interpello n. 389/2019 dell’Agenzia delle Entrate, alla fattura differita viene attribuita la data della fine del mese della consegna dei beni al fine di poterla registrare fra le fatture emesse nel mese di effettuazione della operazione.

Qualora, il contribuente abbia emesso la fattura entro il 15 del mese successivo (esempio entro il 15 marzo abbia emesso le fatture per il mese di febbraio) queste operazioni vanno escluse, devono, invece, essere considerate le consegne di marzo con fattura eventualmente datata aprile.

Tuttavia nella prassi questa procedura è poco usata per effetto della complicazione di considerare l‘Iva di una fattura di aprile nel mese precedente ai fini della liquidazione dell’Iva.

Esiste un caso di fattura differita che si emette entro il mese successivo al quello della consegna per le cessioni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente.

Questa operazione scivola nella liquidazione del mese successivo a quello della consegna ed ai fini del calcolo del fatturato dovrebbe essere considerata nel mese in cui partecipa alla liquidazione che in questo caso è quello della fattura.

I termini sospesi sono quelli in scadenza nei mesi aprile se il fatturato è diminuito nel mese di marzo e nel mese di maggio 2020 se è calato il fatturato di aprile.

L’Agenzia delle Entrate, ha precisato che può accadere che i contribuenti possano usufruire della sospensione ad esempio per il mese maggio grazie allo scostamento di aprile e non per il mese di aprile non essendoci stato scostamento sufficiente a marzo.

Mancanza obbligo di emissione della fattura

La Circolare n.9/E/2020, ha disposto che, i soggetti che nell’ambito della propria attività effettuano operazioni per le quali non sussiste l’obbligo della emissione della fattura ( giornali e periodici, etc..), il contribuente può fare riferimento ai ricavi e compensi quindi secondo i criteri delle imposte dirette.

Calo del fatturato ed i corrispettivi

Quando le operazioni sono documentate sia con le fatture, sia con i corrispettivi il confronto deve essere eseguito sulla somma dei due elementi.

Il concetto di fatturato, si intende ad Iva compresa.

Calo del fatturato e enti non commerciali

L’Agenzia delle Entrate, ha espresso dei chiarimenti, riguardoalla sospensione dei versamenti per gli enti non commerciali che effettuano anche attività commerciale.

Per gli enti non commerciali che effettuano anche attività commerciale, la sospensione dei versamenti trova applicazione anche nell’ipotesi in cui l’ente svolga, oltre alla attività istituzionale, anche un’attività commerciale, in modo non prevalente o esclusivo.

Con riferimento all’attività commerciale, l’ente potrà usufruire della sospensione dei versamenti, al verificarsi della condizione del calo del fatturato o dei corrispettivi prevista dalla stessa norma per i soggetti che esercitano attività d’impresa.

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