Buoni spesa per famiglie in difficoltà. Firmata l’ordinanza della Protezione Civile che ne prevede l’utilizzo. Vediamo cosa sono, come funzioni e a chi spettano i buoni spesa nell’emergenza da Covid-19.

Nella conferenza stampa di sabato 28 marzo 2020 il Premier Conte ha comunicato di aver aggiunto al Fondo per i comuni, ulteriori 400 milioni di euro, rispetto ai 4,3 già previsti con il nuovo DPCM di aprile.

Si tratta di uno stanziamento di ulteriori 400 milioni di euro rispetto a quelli già preventivati. Si tratta di fondi da destinare ai comuni con il vincolo di destinazione verso persone meno abbienti. Ovvero, “persone che non hanno i soldi per fare la spesa“. Da questa previsione nascono i buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari da parte dei comuni.

Buoni spesa

Inoltre, il Premier Conte ha fatto anche appello alla grande distribuzione organizzata. Questo, affinché sia possibile concedere un ulteriore 5% o 10% di spesa aggiuntiva rispetto al valore dei buoni.

Gli importi stanziati costituiscono l’anticipo del fondo di solidarietà da 4 miliardi e 300 milioni che doveva già essere erogato a maggio ai Comuni. Importi a cui sono stati aggiunti 400 milioni che lo Stato ha concesso consapevole del ritardo nella consegna dei 600 euro previsti dal D.L. 17 marzo 2020 n. 18 “Cura Italia”.

L’obiettivo è quello di far fronte ad un disagio sociale che potrebbe sfociare, altrimenti, in proteste e rivolte.

Buoni spesa e ordinanza della protezione civile

Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile ha firmato l’ordinanza per la ripartizione di 400 milioni di euro ai comuni. Si tratta dei fondi stanziati per essere utilizzati per erogare buoni spesa o per distribuire direttamente generi alimentari. Questo provvedimento è destinato esclusivamente ai soggetti che versano in stato di necessità.

Queste disposizioni sono contenute nell’Ordinanza del 29 marzo 2020 (Ocdpc n. 658 del 29 marzo 2020). L’ordinanza prevede dei precisi criteri di ripartizione in relazione al reddito pro capite del Comune rispetto al valore medio nazionale. In questo modo si va dai 15 milioni di euro destinati al Comune di Roma, rispetto ai 7,6 milioni per Napoli, passando per i 7,2 di Milano. Si prosegue in questo modo fino ai micro-stanziamenti da 600 euro a testa per una quarantina di piccoli comuni. Erogazioni particolari, invece, sono previste per le Regioni a statuto speciale.

Sostanzialmente ciascun Comune è autorizzato all’acquisizione, in deroga al D.Lgs. n. 50/2016 di:

  • Buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun Comune nel proprio sito istituzionale;
  • Generi alimentari o prodotti di prima necessità.

Utilizzo dei buoni spesa per le famiglie in difficoltà

L’utilizzo dei buoni spesa è a discrezione dei vari comuni che devono, tuttavia, indirizzarli verso le famiglie in difficoltà economica. I buoni saranno destinati a ciascun nucleo familiare e saranno utilizzabili esclusivamente per l’acquisto di generi alimentari.

Nell’ordinanza viene specificato che, ciascun Comune è autorizzato “all’acquisizione di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun Comune nel proprio sito istituzionale“.

Spetta, in buona sostanza, ai sindaci individuare la platea dei beneficiari, tra i nuclei familiari più esposti ai rischi dell’emergenza epidemiologica, con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico (es. reddito di cittadinanza).

Un decreto del ministero dell’interno, di concerto con il ministero dell’Economia, sentita l’ANCI, erogherà ai comuni la compensazione della spesa sostenuta sulla base dei criteri indicati entro il 15 aprile 2020.

La dotazione aggiuntiva del Fondo di solidarietà comunale che dovrà erogare i contributi ai singoli comuni è di 400 milioni. Tuttavia, il premier Conte ha aumentano questo stanziamento di 100 milioni di euro poco prima dell’inizio della conferenza stampa, facendo salire lo stanziamento da 300 a 400 milioni di euro.

A chi spettano i buoni spesa?

L’ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune deve individuare la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno. L’obiettivo dei buoni spesa è quello di soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico (es. reddito di cittadinanza).

In alternativa ai buoni spesa, il Comune ha la possibilità di destinare direttamente pasti e generi alimentari diretti di prima necessità. Spetta ad ogni Comune la suddivisione degli interventi secondo necessità.

Come saranno erogati i buoni o i generi alimentari?

I Comuni, per l’acquisto e per la distribuzione dei beni possono avvalersi dell’aiuto degli enti del Terzo Settore. Nell’individuazione dei fabbisogni alimentari e nella distribuzione dei beni, i Comuni in particolare possono coordinarsi con gli enti attivi della distribuzione alimentare realizzate nell’ambito del Programma operativo del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD).

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali rende disponibile l’elenco delle organizzazioni partner del Programma operativo. Per le attività connesse alla distribuzione alimentare non sono disposte restrizioni agli spostamenti del personale degli enti del Terzo settore dei volontari coinvolti.

Qual’è l’importo dei buoni spesa per le famiglie in difficoltà?

L’importo dei buoni spesa da destinare alle famiglie in difficoltà economica, è un buono “una tantum“. L’importo di ciascun buono deve ancora essere stabilito. Ogni Comune, tuttavia, può optare anche per consegnare generi alimentari di prima necessità casa per casa.

Il criterio generale è che si vada da un minimo di 25 euro a un massimo di 50 euro per nucleo familiare. Ma anche su questo ogni Comune potrà regolarsi a seconda delle esigenze. I soldi dovranno bastare fino al 15 aprile 2020, giorno in cui dovrebbe cominciare l’erogazione dei 600 euro per la fasce deboli previsti dal “Cura Italia”.

Come richiedere i buoni spesa?

Entro domenica ogni Comune dovrà attivare un numero da chiamare. Nel frattempo chi ha bisogno del contributo può chiamare il numero del Comune e chiedere di ottenere immediata assistenza.

Dove si possono spendere i buoni?

Ogni Comune dovrà rendere nota la lista dei supermercaticonvenzionati” dove si potranno utilizzare i buoni. L’elenco è disponibile sul sito istituzionale di ciascun Comune.

Elenco degli stanziamenti suddivisi per i principali Comuni Italiani

Vediamo, di seguito gli stanziamenti previsti per i principali comuni italiani.

Roma15 milioniMilano7,2 milioni
Napoli7,6 milioniPalermo5,1 milioni
Torino4,6 milioniGenova3 milioni
Firenze2 milioniBari1,9 milioni
Venezia1,3 milioniReggio Calabria1,3 milioni
Foggia1,1 milioniLecce566 mila
Catanzaro622 mila Bergamo624 mila
Piacenza566 mila Cagliari814 mila

8 COMMENTI

  1. Buongiorno, non si riesce a trovare ad oggi giovedì 2 aprile il numero da contattare per i buoni spesa e inoltre volevo far presente una cosa: chi non rientra nelle 5 voci di lavoratori autonomi indicati dal sito INPS x i 600 euro e x chi percepisce già reddito di cittadinanza, che sussidi ci sono per chi non percepisce più naspi ed è ancora senza lavoro???? Di questo non se ne parla? Grazie

  2. Buongiorno volevo sapere se uno percepisce la naspi disoccupazione e va a calare da 700 a 400 euro con famiglia moglie e figli con affitto di 5.50cosa deve fare che domanda devo fare grazie?

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