bonus acqua potabile

Tra i bonus che si possono richiedere per particolari lavori sulle abitazioni, spicca anche il bonus acqua potabile. Si tratta di una particolare agevolazione destinata a chi acquista determinati sistemi per la qualità dell’acqua domestica, per poterla bere e ridurre così il consumo di bottiglie di plastica.

L’obiettivo generale anche qui è quello di rendere maggiormente sostenibili i consumi delle abitazioni, e limitare allo stesso tempo l’utilizzo della plastica come materiale per il consumo di liquidi. Questo particolare bonus è a sé stante, svincolato da altre agevolazioni presenti come il superbonus.

Il bonus consiste in un credito di imposta del 50% sulle spese sostenute per migliorare la qualità dell’acqua, spese che devono essere state fatte da gennaio 2021 a dicembre 2022. L’Agenzia delle Entrate ha comunicato nel dettaglio in cosa consiste la misura, andiamo a vedere di cosa si tratta e come questo bonus può essere richiesto o applicato.


Bonus acqua potabile: su quali lavori si può chiedere

Il bonus acqua potabile si può richiedere per le spese sostenute sia per l’acquisto che per l’installazione di sistemi volti a migliorare la qualità dell’acqua, per renderla potabile al consumo. Nel bonus è prevista l’inclusione di diversi sistemi:

  • Sistemi di filtraggio dell’acqua;
  • Sistemi di mineralizzazione dell’acqua;
  • Sistemi che prevedono il raffreddamento o l’aggiunta di anidride carbonica per uso alimentare.

Come già accade per altri tipi di bonus, è necessario, per poter accedere a questo tipo di agevolazione, comunicare i lavori effettuati all’ENEA in modo tempestivo. Si tratta dell’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Ci si rivolge all’ENEA anche per i bonus relativi alla ristrutturazione di casa, in particolare per tutti quei lavori che prevedono un miglioramento della condizione energetica dell’immobile.

Il bonus acqua potabile non è rivolto unicamente alle abitazioni, perché si può chiedere anche sui lavori applicati presso immobili adibiti ad attività di impresa, arte e professione, e enti non commerciali.

La spesa massima che si può sostenere con le agevolazioni arriva a 1.000 euro per ogni immobile ad uso abitazione, mentre per gli immobili destinati ad impresa si sale fino a 5.000 euro.

Tracciabilità dei pagamenti

Anche nel caso del bonus acqua potabile, come già accade per altri tipi di agevolazioni fiscali, è necessario che le spese effettuate per i sistemi che migliorano la qualità dell’acqua vengano sostenute in modalità tracciabile, ovvero è escluso il pagamento in contanti.

Questa misura è stata presa già da tempo anche per altri bonus proposti dallo stato, in particolar modo per quelli rivolti alla ristrutturazione degli immobili. Anche per il superbonus 110% e per i bonus correlati, il pagamento per i lavori deve avvenire tramite metodi tracciabili.

La direzione è presa dallo stato per una più stretta lotta all’evasione fiscale, e per favorire la limitazione dell’utilizzo del denaro contante. Sono quindi accettati pagamenti tramite versamento bancario o postale, o altri metodi di pagamento tracciabili.

Risulta importante conservare la fattura o la ricevuta che attestano chi è il soggetto che richiede l’agevolazione, e quali sono i lavori svolti nello specifico. Il bonus acqua potabile è previsto per tutte le persone che vogliono cambiare il depuratore dell’acqua, o sistemi simili, e non è strettamente collegato al reddito o al calcolo ISEE relativo al nucleo famigliare che lo richiede, a differenza di altri bonus presenti.

L’Agenzia delle Entrate aggiunge che il totale delle spese sostenute va comunicato entro il mese di febbraio dell’anno successivo, tramite servizio telematico messo a disposizione dalla stessa Agenzia. Online è disponibile il modello da inviare telematicamente una volta sostenute le spese per i lavori.

Tutti i bonus e le agevolazioni per la casa

Il bonus acqua potabile è solo uno dei bonus previsti e resi disponibili dallo stato attraverso l’Agenzia delle Entrate, perché per quest’anno ce ne sono numerosi, rivolti in particolar modo a chi migliora dal punto di vista energetico o di sostenibilità i consumi della propria abitazione. Citiamo qui alcuni bonus per la casa, con gli obiettivi prefissati:

  • Bonus ristrutturazioni: l’agevolazione riguarda manutenzione straordinaria e ordinaria degli edifici, per un risparmio complessivo del 50%;
  • Superbonus 110%: si tratta di un bonus a cui si può accedere tramite l’applicazione dei lavori detti trainanti, a cui si possono aggiungere i lavori trainati. Si tratta di un bonus da cui si può ottenere una detrazione fino al 110%, e l’obiettivo dei lavori in queste categorie è quello di migliorare la sostenibilità dell’abitazione, attraverso il risparmio energetico o la prevenzione dal rischio sismico;
  • Bonus mobili ed elettrodomestici: è possibile chiedere una particolare detrazione fiscale anche per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, purché rispettino alcuni criteri per la classe energetica;
  • Ecobonus: si tratta di un bonus dedicato esclusivamente ai lavori di riqualificazione energetica, e va dal 50% al 65% di detrazione. Si applica il superbonus 110% nei casi visti sopra;
  • Bonus infissi: è un particolare bonus da applicare nel caso di sostituzione dei vecchi infissi, e può garantire l’accesso ad una detrazione del 110% se segue un lavoro trainante del superbonus;
  • Sismabonus: è un bonus erogabile nel momento in cui si provvede alla riduzione del rischio sismico, di almeno una classe;
  • Bonus verde: si applica nel caso in cui vengano aggiunte parti esterne verdi, con l’obiettivo di sistemare zone scoperte degli edifici, inclusa la realizzazione di giardini e di pozzi;

Bonus idrico: le differenze con il bonus acqua potabile

Esiste un bonus molto simile al bonus acqua potabile, che tuttavia non va confuso con quest’ultimo: si tratta del bonus idrico, che riguarda questa volta il risparmio dei consumi dell’acqua a livello domestico. Mentre il bonus acqua potabile si applica sui lavori di installazione di sistemi per migliorare la qualità dell’acqua, per quanto riguarda il bonus idrico, sono accettati altri tipi di lavori.

In linea generale l’obiettivo è il risparmio dell’acqua ad uso domestico, quindi sono inclusi i lavori di sostituzione o fornitura di nuovi vasi sanitari, a scarico ridotto, oppure rubinetti che riducono il flusso normale dell’acqua. Sono inclusi tutti i tipi di rubinetti, anche quelli per le docce o altri sistemi.

Anche per questo bonus, come per il bonus acqua potabile, non è necessario presentare un’attestazione ISEE o informazioni che riguardano il reddito, perché è accessibile a tutti in base ai lavori svolti. Per questo bonus sono previsti 1.000 euro a chi effettivamente applica una modifica sostanziale ai consumi dell’acqua.

Per entrambi i bonus l’obiettivo è quello di raggiungere maggiori risparmi, da un lato dei consumi domestici, dall’altro dell’utilizzo della plastica che solitamente viene acquistata al supermercato tramite le bottiglie dell’acqua.

A questo proposito verrà introdotta il prossimo anno una tassa appositamente per ridurre l’utilizzo della plastica, la plastic tax, a carico delle aziende che producono questo materiale.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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