NADEF approvata in CDM. Sono confermati il taglio del cuneo fiscale e gli aiuti alle famiglie con redditi medio bassi. Ma gli obiettivi di indebitamento preoccupano: il deficit programmatico è al 4,3% nel 2024 e il PIL è a 1,2%, rivisto al ribasso. Il governo attribuisce la responsabilità all’effetto boomerang del superbonus.


Ieri, il 27 novembre 2023, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla NADEF, ossia la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza. L’esecutivo conferma quattro punti chiave che sono stati oggetto di dibattito negli ultimi mesi:

  • Taglio del cuneo fiscale;
  • Assistenza alle famiglie con redditi medio-bassi;
  • Implementazione di politiche a sostegno della natalità;
  • Estensione dello smartworking nella Pubblica Amministrazione per i fragili.

Tuttavia, emergono serie preoccupazioni riguardo agli obiettivi di indebitamento. Il deficit per il 2023 scatta al 5,3%, rispetto al 4,5% precedentemente stimato. Per il 2024, si prevede un deficit programmatico del 4,3%, una cifra che si discosta significativamente dal limite del 3% imposto dal Patto di Stabilità, che tornerà in vigore il primo gennaio del prossimo anno.

Esaminiamo attentamente le decisioni adottate dal governo nella NADEF e valutiamo l’impatto che questi dati potrebbero generare.

NADEF: conferma del taglio del cuneo fiscale e aiuti alle famiglie

Il Comunicato Stampa del Consiglio dei ministri n. 52 del 27 settembre 2023 presenta i punti fondamentali su cui si basa la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (NADEF). In particolare, le misure previste per la Legge di Bilancio del 2024 includono la conferma del taglio del cuneo fiscale sul lavoro anche per il 2024 e l’implementazione della prima fase della riforma fiscale. Il Ministro dell’Economia ha dichiarato, infatti, che la riforma fiscale inizierà dai redditi più bassi e dallo scaglione Irpef più basso. Inoltre, sono previste politiche di sostegno per le famiglie e misure a favore della natalità.

La NADEF dedica poi una particolare attenzione alla continuazione dei rinnovi contrattuali per il pubblico impiego, con uno sguardo attento al settore sanitario. Infine, vengono confermati gli investimenti pubblici, con priorità per quelli previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Deficit programmatico al 4,3%: quale reazione da Bruxelles?

La NADEF si fonda sulla pianificazione del quadro finanziario pubblico e prevede una revisione delle previsioni di crescita per il biennio 2023-2024 a causa dell’attuale rallentamento economico. Durante la conferenza stampa, il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato che per il 2024 è stato fissato un deficit al 4,3%. Questa decisione permetterebbe di mantenere gli interventi essenziali a favore dei redditi medio-bassi, tra cui il taglio del cuneo fiscale e le misure per incentivare la natalità, insieme a consistenti stanziamenti per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.

Nonostante l’indebitamento netto in rapporto al PIL sia stato rivisto al rialzo e il debito pubblico sia fissato al 140,1% per il 2024, l’aggiustamento strutturale previsto e l’andamento delle spese pubbliche sembrano essere, secondo il governo, in linea con le raccomandazioni del Consiglio europeo e con le future regole di bilancio dell’Unione Europea. Nonostante il superamento del limite del 3% per il deficit, Giorgetti ha espresso fiducia nella comprensione della situazione da parte della Commissione europea, considerando le difficoltà economiche che molti ministri delle finanze europei stanno affrontando, tra cui il rallentamento e in alcuni casi la recessione.

NADEF: le risorse e il nodo del Superbonus

La NADEF pone la questione sulle coperture finanziarie che risulta particolarmente complessa. Le previsioni di crescita del PIL sono state riviste al ribasso all’1,2%, rispetto alla stima del +1,5% di aprile, e il debito pubblico per il 2024 è fissato al 140,1%, con un tasso di disoccupazione al 7,3%.

Il nodo risorse rimane. Da un alto, l’aumento del deficit permette di disporre di maggiori risorse in vista della legge di Bilancio 2024, portando sul tavolo altri 14 miliardi di euro; dall’altro lato, il governo mira a un taglio delle spese di 2 miliardi di euro nel 2024, incluso quanto già pianificato, anche se non risulta ancora chiaro quali servizi subiranno le riduzioni.

Il governo sostiene che questa situazione è in gran parte attribuibile all’effetto del superbonus. Per questo motivo, l’esecutivo ha bloccato ogni tipo di intervento sui bonus edilizi. Ciò è confermato dall’opposizione, che ha visto la maggioranza respingere tutti gli emendamenti sul tema, senza prevedere nessuna proroga.

Nello specifico, pare che i bonus edilizi abbiano avuto un impatto negativo sul bilancio pubblico e, senza di essi, il debito pubblico avrebbe potuto ridursi di un punto percentuale all’anno. Grazie a questi interventi, l’esecutivo si pone quindi l’obiettivo di una significativa riduzione del rapporto debito/PIL, al venir meno degli impatti negativi sul saldo di cassa dovuti al superbonus.

Conclusioni

La NADEF, elaborata dal governo, tiene in considerazione la complessa situazione economica globale, l’impatto delle politiche monetarie restrittive con l’aumento dei tassi di interesse e le conseguenze del conflitto in Ucraina. Questa combinazione di fattori ha dato luogo a una situazione di rallentamento economico con un aumento dell’inflazione. Emerge chiaramente la necessità di un solido sostegno ai redditi reali delle famiglie, soprattutto a favore dei redditi più bassi.

Il governo conferma il taglio del cuneo fiscale, mirando a ridurre la pressione fiscale non solo per il 2024, ma per l’intera durata della legislatura. Tuttavia, le preoccupazioni rimangono elevate in merito alle coperture finanziarie. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha condiviso questi dati con Bruxelles, e ci si aspetta una reazione non del tutto favorevole, considerando il superamento del 3% con un deficit programmatico fissato al 4,3%.

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