TARI

La TARI è l’imposta sui rifiuti, che risulta essere a carico dei cittadini per quanto riguarda il pagamento per sostenere il servizio che garantisce lo smaltimento dei rifiuti, con relativa raccolta. La TARI è di fatto un’imposta comunale, che viene stabilita dal comune specifico in cui si è residente. Questa imposta esiste da diversi anni, e anche per il 2021 e il 2022 va pagata.

Ma chi deve pagare questa tassa? Si tratta di una spesa a carico di tutti i cittadini che risultano proprietari o hanno un titolo di proprietà presso immobili o locali, in cui vengono prodotti i rifiuti urbani. Per questo motivo la tassa viene pagata dai proprietari di abitazioni, da cittadini che si trovano in affitto presso immobili di terzi, oppure dalle imprese.

La TARI viene calcolata in base ad una quota fissa e una variabile, e in base a il numero di occupanti dell’immobile e alla superficie dello stesso. Il saldo della TARI viene effettuato entro la fine dell’anno, per questo c’è ancora poco tempo per saldare il pagamento del 2021, mentre per il 2022 il pagamento complessivo deve essere svolto entro la fine dell’anno prossimo.

Al pari di qualsiasi imposta, si rischiano sanzioni se questa tassa non viene saldata. Vediamo in questo articolo come funziona l’imposta TARI per il pagamento del servizio sui rifiuti, chi deve pagarlo e come viene suddiviso il pagamento per il nuovo anno.

TARI, la tassa dei rifiuti: di cosa si tratta

La TARI è l’imposta sui rifiuti, che ha come obiettivo quello di andare a saldare i pagamenti per i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani nelle diverse città italiane. Questa imposta non ha un funzionamento unico per tutta Italia, ma viene stabilita in base alle decisioni di ogni comune. Risulta quindi importantissimo rivolgersi al Comune in cui si risiede (con il proprio immobile) per sapere quale cifra andrà pagata ogni anno rispetto alla TARI.

Questa imposta esiste da diversi anni, e viene applicata per l’immobile in cui il cittadino produce rifiuti urbani: può trattarsi di un immobile di proprietà, come di un immobile posto in affitto, oppure di una struttura in cui a produrre rifiuti urbani è una determinata azienda o attività.

Viene esclusa dal calcolo della TARI unicamente quella zona che non produce rifiuti, perché inutilizzabile oppure non fruisce al servizio pubblico urbano. Per esempio si deve provvedere al pagamento della TARI nel caso in cui si possieda un giardino, mentre questo non è applicato nel caso di un posto macchina all’aperto.

Di fatto questa imposta è collegata direttamente alla produzione dei rifiuti: il comune propone una tariffa a tutti i cittadini in base alla quantità dei rifiuti prodotti. Per questo motivo per stabilire qual è il calcolo esatto della TARI per la propria abitazione o immobile, bisogna verificare tutta una serie di fattori come la superficie dell’immobile in questione. La tassa viene poi pagata annualmente e il termine ultimo per il suo saldo è dicembre 2022, per quanto riguarda l’anno nuovo.

TARI: chi deve pagarla?

Fatte queste premesse, chi deve pagare la tassa sui rifiuti? Come detto prima, questa imposta viene applicata direttamente in base alla produzione dei rifiuti urbani, quindi si può facilmente immaginare che tutti i soggetti che producono rifiuti devono provvedere al suo pagamento.

Si tratta sia di privati cittadini, che producono rifiuti dalla propria abitazione, sia di proprietari di attività, che producono una serie di rifiuti urbani svolgendo la propria impresa. Nel caso in cui sia presente un immobile posto in affitto, il pagamento di questa imposta spetta agli inquilini che vivono stabilmente al suo interno, e che di fatto producono i rifiuti.

Ogni volta per esempio che si decide di cambiare la residenza, l’imposta TARI viene applicata in base alla produzione dei rifiuti nel nuovo immobile di residenza. Sono escluse dal pagamento della TARI solamente le pertinenze che di fatto non producono rifiuti, come ad esempio i posti auto all’aperto o pertinenze che non sono utilizzabili, che non richiedono perciò il servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Le imprese sono anche obbligate al pagamento di questa imposta nel momento in cui producono rifiuti urbani, anche se negli ultimi anni sono state introdotte specifiche agevolazioni a causa della crisi sopraggiunta con l’arrivo della pandemia.

In ogni caso per stabilire chi deve pagare per la raccolta dei rifiuti e quanto deve pagare è necessario rivolgersi al Comune in cui è ubicato l’immobile, in merito alla struttura in cui vengono prodotti rifiuti, smaltiti poi da servizio pubblico.

TARI 2022: quando si dovrà pagare?

Ci si chiede quindi, mentre sta per terminare dicembre 2021, come funzionerà la TARI per il prossimo anno. Per il pagamento dell’imposta comunale bisogna evidenziare che ci sono diverse date di scadenza, e ogni Comune può comunque decidere a sua descrizione. In generale il pagamento viene effettuato in tre rateizzazioni, con il saldo finale del totale entro la fine del 2022:

  • Primo pagamento ad aprile 2022;
  • Secondo pagamento a luglio 2022;
  • Terzo pagamento entro dicembre 2022.

Bisogna quindi ricordarsi di informarsi al proprio Comune di residenza, o al Comune in cui è posta la struttura immobiliare, per provvedere al saldo del pagamento entro le date stabilite.

La cifra del pagamento è variabile, in base alle decisioni del Comune, in relazione ad una quota fissa e ad una variabile. La quota fissa varia in base ai metri quadri di cui è costituito l’immobile con le sue pertinenze, e al numero di componenti del nucleo familiare che vivono stabilmente all’interno dell’abitazione.

Per quanto riguarda invece la parte variabile, ogni Comune propone un prezzo a sé stante, e varia anche in base alla quantità di rifiuti effettivamente prodotti, con uno standard minimo calcolato dal Comune stesso. Si tratta quindi di fattori relativi sia al numero dei componenti della famiglia sia alla superficie dell’immobile, per cui vengono prodotti i rifiuti.

Per procedere al pagamento di questa imposta non bisogna fare una precisa richiesta, ma è possibile informarsi preventivamente per conoscere il prezzo stimato. Tuttavia sarà il Comune ogni anno a inviare ai residenti tutte le informazioni per il pagamento, e il calcolo esatto sui rifiuti prodotti. Queste regole valgono anche per il 2022, anche se, nel caso di TARI per le imprese, ci saranno ancora specifiche esenzioni dovute al particolare momento storico.

Infine bisogna ricordarsi che esistono particolari sanzioni per chi non provvede al pagamento di questa imposta, al pari di come accade per altre tasse.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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