taglio irpef

Il taglio dell’IRPEF è una misura da tempo attesa, e che in questo periodo si sta concretizzando con la nuova riforma del sistema fiscale tramite la Legge di Bilancio 2022. L’IRPEF, ovvero l’imposta sul reddito delle persone fisiche, è una delle tasse principali del mercato del lavoro, ed è anche quella più al centro delle ipotesi di taglio o riduzione.

Negli scorsi mesi infatti si è parlato di un ricalcolo delle aliquote relative all’IRPEF, ovvero alle percentuali per cui il reddito viene tassato, in base alla quantità di reddito prodotto. L’IRPEF si trova ora al centro dei dibattiti rispetto alle linee guida prese con la Legge di Bilancio 2022 in materia fiscale.

Risulta essenziale per la crescita economica e per la ripresa, procedere con il taglio alle imposte, in particolare a quelle applicate sui redditi da lavoro. Per farlo, il primo passo è quello di tagliare l’IRPEF per i lavoratori, ma ancora rimangono aperte le ipotesi su quali saranno effettivamente le aliquote soggette al taglio.

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Vediamo nell’articolo in cosa consiste il taglio alle imposte previsto dalla Legge di Bilancio 2022, con particolare riferimento al taglio sull’IRPEF, la tassa principale sui redditi da lavoro.


Taglio all’IRPEF e Legge di Bilancio 2022

Il taglio all’IRPEF si ipotizza già da tempo, anche se l’indicazione generale sui tagli fiscali è arrivata dalla Legge di Bilancio 2022, che prospetta tutta una serie di misure che andranno applicate a partire dal prossimo anno.

Al fine di ridurre le tasse che ogni anno gli italiani versano allo stato tramite il lavoro, la Legge di Bilancio porta l’intenzione di stanziare almeno 8 miliardi di euro, portati recentemente a 12, per la riduzione delle imposte, in diverse direzioni. Al centro dei tagli ci sono l’IRPEF e l’IRAP, ma anche una serie di piccole imposte che risultano appesantire l’intero sistema del fisco.

La priorità nei tagli rimane comunque quella di ridurre l’IRPEF, e si è ipotizzato in passato di tagliare le aliquote portandole da un sistema di cinque aliquote, utilizzato attualmente, ad uno a tre aliquote. Tuttavia al momento si discute per una diminuzione dell’IRPEF per il ceto medio.

Il taglio a questa imposta quindi non riguarderebbe tutti, ma solamente chi percepisce un reddito tra i 28.000 e i 55.000 euro annui. Si tratta della fascia che attualmente presenta un’aliquota al 38%, considerata troppo alta e nel focus del governo.

Il ceto medio quindi sarebbe la fascia di popolazione che andrà a beneficiare dei nuovi tagli, ma stanno nascendo alcune critiche sui tagli in merito a tutti quei cittadini che percepiscono redditi più bassi.

Taglio all’IRPEF: i redditi più bassi non saranno coinvolti

I redditi bassi non saranno coinvolti dal taglio all’IRPEF prefissato con la nuova Legge di Bilancio 2021, e alcuni criticano questa decisione perché andrebbe sì a vantaggio del ceto medio, ma senza tenere in considerazione chi riceve un reddito più basso, per cui la pressione fiscale non cambierebbe.

Tuttavia la decisione di alleggerire il ceto medio dalle imposte IRPEF applicate va nella direzione di una più rapida ripresa economica, e a beneficiarne saranno molti cittadini italiani. Ma di quanto scenderà l’aliquota IRPEF per il ceto medio?

Per chi si trova nella fascia di reddito compresa tra 28.000 e 55.000 euro, l’aliquota scenderà di qualche punto, per passare dall’attuale 38% ad una cifra inferiore. L’ipotesi principale è quella di una discesa fino al 36%, anche se alcuni puntano per far arrivare questa percentuale fino al 34%.

In termini di guadagno annuale, per i cittadini coinvolti dalla misura si parla di un incremento in busta paga di qualche centinaio di euro, dato dalla diminuzione della pressione fiscale su questi redditi annuali. Un altro aspetto di cui tenere conto, e che molti stanno contestando, è la differenza di reddito tra chi si trova più vicino ai 28.000 euro annui e chi si trova vicino ai 55.000 euro.

La pressione fiscale in entrambi i casi rimarrebbe la stessa, e questo potrebbe comportare da un lato uno svantaggio per chi ha un reddito inferiore, ma rientra in questa specifica aliquota, e un vantaggio per chi invece rimane sotto i 55.000 per poco. Tuttavia per le decisioni finali in merito al taglio sull’IRPEF bisogna ancora attendere le comunicazioni definitive.

Riforma fiscale: il bonus IRPEF

Se da un lato si prospetta un ricalcolo dell’IRPEF sui redditi, dall’altro si sta ipotizzando per un ampliamento del bonus IRPEF, ovvero l’ex bonus Renzi che al momento comporta una maggiorazione in busta paga che può andare dagli 80 ai 100 euro.

Per chi guadagna cifre superiori a 40.000 euro comunque questo bonus non è contemplato, mentre per i guadagni annui inferiori, è possibile vedersi accreditare in busta paga 80 oppure 100 euro, in base al caso specifico.

Il bonus IRPEF potrebbe essere nuovamente esteso, per compensare le modifiche all’attuale sistema fiscale con il cambiamento dell’aliquota dal 38% ad una cifra inferiore. Secondo le ultime indiscrezioni, a partire dal 2022 il bonus IRPEF potrebbe arrivare anche a 120 euro in busta paga, se la decisione verrà confermata.

Ricordiamo che questo particolare bonus per i lavoratori dipendenti è aumentato già nel 2021, passando dagli 80 euro come limite massimo del 2020 ai 100 euro successivi. Si tratta di un bonus che ogni anno i lavoratori dipendenti aspettano con impazienza, e che diventerà interessante a partire dal prossimo anno dove è previsto l’aumento.

Riforma fiscale: il taglio delle imposte

Il taglio dell’IRPEF è la misura centrale della riforma fiscale, ma non è l’unica. Anche l’IRAP, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, subirà un cambiamento notevole, e verrà con molta probabilità cancellato o assorbito da un’altra imposta, l’IRES. Come spiega Ilsole24ore.it, il superamento di questa imposta è richiesto da diversi mesi:

“Per questo sul tavolo le imprese hanno messo anche un primo intervento mirato sull’Irap proponendo di eliminare dal calcolo del valore della produzione, che determina la base imponibile dell’imposta regionale, gli interessi passivi pagati sull’indebitamento. Un intervento, questo, che proseguirebbe sulla linea de progressivo superamento dell’Irap.”

Agevolare le imprese nella ripresa economica sembra essere uno degli obiettivi principali della riforma fiscale, e la riduzione di queste imposte, e di altre piccole tasse attualmente presenti, per molti è una necessità che non si può più rimandare.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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