Il superbonus 110% è l’agevolazione maggiormente richiesta negli ultimi anni in ambito edilizia, dati i grandi vantaggi di un sostegno di questo tipo. Molti cittadini infatti lo hanno richiesto per ricevere un credito sulle spese di diversi interventi di ristrutturazione, in base alla normativa. Tuttavia il sostegno, prorogato per il 2022, attualmente è arrivato al termine dei fondi messi a disposizione per l’anno in corso: questo vuol dire che i 33,3 miliardi di euro messi a disposizione dallo stato per questo sostegno sono già esauriti, a causa dell’enorme mole di richieste da parte dei cittadini.

Il termine dei fondi, e la non accettazione da parte delle banche di ulteriori cessioni del credito, provoca non pochi dubbi ai cittadini, specialmente per chi ha già iniziato con i lavori di ristrutturazione o gli interventi per accedere al Superbonus 110%. Cosa accadrà a chi ha già iniziato i lavori, richiesto i fondi, e attende una risposta dalla banca, sulla cessione del credito? Cerchiamo di fare chiarezza sulla questione, e capire quali sono le soluzioni ipotizzate in tutti i casi.

Esauriti i fondi per l’agevolazione: ora cosa succede

Il Superbonus 110% è stato uno dei sostegni maggiormente utili agli italiani in ambito edilizia, a causa dell’agevolazione così vantaggiosa, che copre le spese al 110% per determinati lavori o ristrutturazioni. I fondi per l’agevolazione sono tuttavia già terminati, secondo le prime indiscrezioni, nel mese di maggio 2022.

Gli italiani hanno presentato domande di accesso all’agevolazione per 33,7 miliardi di euro, contro i 33,3 messi a disposizione per la misura. Questo significa prima di tutto che mancano i fondi per rimborsare imprese e banche, e queste ultime hanno nuovamente bloccato, in alcuni casi, la possibilità di acquisire il credito tramite le cessioni.

Ci si trova quindi di fronte ad un’ulteriore situazione di stallo, che rischia di rallentare e mandare in blocco molti lavori in ambito edile appena cominciati, o lasciarne altri a metà. Non è la prima volta che le agevolazioni dell’edilizia, tramite modifiche e variazioni delle normative, provocano una situazione di blocco nel settore delle costruzioni, tuttavia questa volta al centro della questione si trovano i fondi messi a disposizione per il sostegno.

Si attende quindi al momento che venga presa dal governo un’ulteriore decisione di intervento su questa situazione, per evitare nuovamente un blocco dell’intero settore dell’edilizia. La prima possibile soluzione a questa situazione è quella di introdurre nuovi finanziamenti per il sostegno, con un nuovo fondo per permettere al Superbonus 110% di continuare nei prossimi mesi.

Il successo del sostegno quindi è stato maggiore di quanto previsto inizialmente, e effettivamente ha portato ad una spinta notevole al settore dell’edilizia, nonostante i problemi collegati alla diffusione di illeciti, per cui il governo ha introdotto poi un Decreto Antifrode apposito.

Decreto Aiuti e sblocco del Superbonus 110%

Quello che molti stanno aspettando, è uno sblocco della situazione in concomitanza con il prossimo Decreto Aiuti, che dovrebbe introdurre nuove misure per sostenere l’economia italiana e i risparmi delle famiglie in un periodo ancora complesso, soprattutto per quanto riguarda l’aumento dei prezzi di materie prime come l’energia elettrica.

Lo sblocco del Superbonus 110% quindi potrebbe arrivare con un nuovo rifinanziamento della misura, tuttavia ancora l’esito delle decisioni del governo è incerto. Quello che è certo è che le banche stanno cominciando a escludere la possibilità di cumulare ulteriore credito, tramite le cessioni del credito.

In particolare, Intesa San Paolo, Banco Bpm e Unicredit hanno già decretato lo stop, bloccando le richieste di acquisto dei crediti di imposta. L’alto numero di richieste in questo senso ha infatti anche messo alla prova la capacità di compensazione delle banche, che potranno tornare ad essere operative in questo senso solamente nel caso di una reintroduzione di fondi appositi per il Superbonus 110%.

L’ipotesi migliore vede in questo momento l’introduzione di questi nuovi fondi proprio con il prossimo Decreto Aiuti, tuttavia per il momento si attende una decisione definitiva del governo. 

Cosa accade a chi ha già iniziato i lavori

Le maggiori preoccupazioni derivano in questa fase da chi ha già iniziato i lavori, o per cui una parte del bonus è già stata recepita. In questo caso il rischio è quello di un blocco a metà dei lavori stessi, a causa della mancanza dei fondi per il Superbonus 110%. La preoccupazione che ne segue è quella delll’eventualità in cui il fisco richieda indietro il credito per quei lavori non completati.

Al momento su questo punto ancora non sono state comunicate disposizioni, tuttavia per le imprese dell’edilizia, ma anche per i privati, questa situazione potrebbe portare a nuovi problemi che si aggiungono all’aumento dei prezzi delle materie prime e alla carenza delle stesse sul mercato.

Alcune associazioni di categoria stanno proponendo soluzioni temporanee in attesa dell’introduzione di nuovi fondi, come ad esempio la possibilità per le banche che sono già in possesso di crediti derivati dalle cessioni, di estendere la possibilità di acquisto.

Secondo questa linea, chi ha già avuto le autorizzazioni per i lavori, concludendo un accordo con la cessione del credito con una banca, potrà andare avanti, evitando quindi situazioni di blocco insostenibili per le imprese dell’edilizia e per i privati.

Altroconsumo spiega che è ancora aperta la possibilità, per chi ha stipulato accordi con l’impresa edile, ma attende la risposta della banca sulla cessione del credito, di sospendere tutto e bloccare i lavori prima che possano iniziare, consentendo il recesso del contratto almeno per il momento. La situazione è piuttosto delicata, e diventa ancora più critica se i lavori sono già iniziati, soprattutto se l’impresa costruttrice ha anticipato le somme per iniziare i lavori. In questo caso, se il cantiere viene bloccato, potrebbe essere previsto l’utilizzo di una assicurazione con polizza per danni.

L’obiettivo in questa fase delicata è quella di trovare un accordo tra privati, imprese edili e banche, in modo da non penalizzare le parti, proponendo una sospensione dei contratti o il blocco degli stessi, in attesa delle nuove decisioni del governo. Altroconsumo propone quindi alcune soluzioni, come cuscinetto temporaneo dell’attuale situazione:

“Anche nel caso in cui il contratto non prevedesse nulla, le parti possono accordarsi per rinegoziare le condizioni di contratto o anche decidere di risolverlo. In entrambi i casi, le parti si possono accordare per sospendere il contratto in attesa dei nuovi provvedimenti del Governo.”

Nel caso in cui invece sia stata finanziata con il Superbonus 110% solamente una parte dei lavori, i soggetti coinvolti possono decidere di eliminare o sospendere la parte non ancora svolta, riducendo il contratto. Se un accordo non è possibile, si può infine optare per la risoluzione del contratto per “eccessiva onerosità sopravvenuta”, e in casi estremi si può optare per un ricorso al giudice.

Detrazione senza cessione del credito

La questione della possibilità di optare per la cessione del credito di imposta rimane centrale, per cui se questa possibilità non è garantita, è sempre possibile optare per la ricezione del credito nelle modalità alternative. 

In particolare in questa situazione, i soggetti interessati dovranno provvedere subito al pagamento dei lavori, ma potranno ottenere comunque la detrazione, in base a:

  • Spese sostenute nel 2020 e 2021: la detrazione è divisa in 5 rate uguali;
  • Spese sostenute dal 2022: la detrazione è divisa in 4 rate uguali.

In questi casi comunque è necessario poter provvedere al pagamento dei lavori, tramite liquidità, subito, ovvero senza possibilità di avvalersi della cessione del credito. Una soluzione ultima potrebbe essere quella di chiedere un prestito, mutuo o finanziamento ad una banca per poter procedere.

Possibili soluzioni

Viste quali sono le possibili soluzioni in tutti i casi di lavori già avviati, riassumiamo qui con una panoramica esaustiva come si può procedere nella pratica in questo momento, in attesa che il governo decida di introdurre o meno nuovi fondi per il Superbonus 110%, sulla scia delle proposte di Altroconsumo:

  • Se hai già iniziato i lavori e hai ottenuto autorizzazioni, e cessione del credito dalla banca: in questo caso le banche si impegnano a proseguire con la cessione del credito, in alternativa dovrebbero farsi carico dei danni arrecati;
  • Se hai un accordo con l’impresa costruttrice ma stai aspettando il via libera dalla banca per la cessione del credito: puoi ancora bloccare tutta la pratica in attesa di evoluzioni del Superbonus. In questo caso i lavori non cominciano e si possono restituire eventuali caparre. Risulta anche possibile rinegoziare le condizioni o sospendere il contratto;
  • Se i lavori sono già iniziati, ma la cessione del credito non è stata confermata dalla banca, se l’impresa ha anticipato una somma, il cantiere rischia il blocco. In questo caso è necessario valutare la presenza di una polizza a copertura dei danni, oppure rivedere o risolvere il contratto;
  • Se solamente una parte dei lavori ha ottenuto un finanziamento, i lavori non ancora iniziati possono essere eliminati dal contratto o messi in sospensione. Si può anche optare per la “risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta” o in casi estremi ricorrere al giudice;
  • Se mancano i requisiti per accedere al Superbonus 110%, possono essere applicate sanzioni al contribuente, tuttavia questo può chiamare in causa l’impresa o il professionista che hanno compiuto l’illecito;
  • Se non si può ottenere la cessione del credito, è possibile valutare altre modalità per ricevere il credito di imposta spettante, anticipando tutta la somma oppure chiedendo un apposito finanziamento.

In ogni caso si attendono risposte dal governo, che dovrebbe decidere come procedere per introdurre una soluzione soprattutto sui fondi messi a disposizione per il 2022.

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