Con il Decreto rilancio, il Governo ha introdotto importanti novità in tema di sussidi alle start up innovative. Con il recente intervento del decreto attuativo del Ministero dello sviluppo economico, sono stati, infine, delineati requisiti e modalità di accesso.

Il Decreto del Ministero dello sviluppo economico, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 dicembre, ha dato finalmente attuazione alle disposizioni in tema di incentivi alle start up innovative, come previsto dal Decreto rilancio.

La normativa ha, infatti, previsto una serie di interventi innovativi volti a garantire sussidi e peculiari forme di finanziamento. A tal fine sono stati stanziati 9,5 milioni di euro per la concessione di contributi a fondo perduto, oltre a introdurre strumenti peculiari, mutuati dagli ordinamenti degli Stati UE.

Start up innovative

Quali sono stati i principali interventi del Decreto rilancio?

Preliminarmente ci sembra opportuno individuare in che modo il Legislatore dell’emergenza ha agito in materia di sostegno alle start up innovative.

L’art. 38 del dl Rilancio, rubricato “Rafforzamento del sistema delle start-up innovative”, individua una serie di iniziative, piuttosto interessanti, e misure di sostegno rivolte alle imprese emergenti, al fine di favorire la ripresa economica post pandemia.

Tra queste ricordiamo la previsione di contributi a fondo perduto rivolte principalmente a determinati soggetti erogatori di servizi, cioè:

  • incubatori,
  • acceleratori,
  • innovation hub,
  • business angels
  • e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative.

Infatti è stato preposta una nuova detrazione fiscale al 50%, fino a un tetto di spesa di 100mila euro, salita a 300mila euro nella legge di conversione del decreto, per le persone fisiche che investono in startup e PMI innovative. Tale attività presupposta può esser posta in esser realizzata direttamente oppure tramite organismi di investimento collettivo, dedita alla predetta funzione in questo campo.

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