La presentazione della dichiarazione dei redditi è un adempimento a cui sono chiamati i contribuenti ogni anno.

L’obiettivo è quello di indicare volontariamente i redditi percepiti nel periodo di imposta e determinare la relativa tassazione.

Se la dichiarazione dei redditi non viene presentata nei termini, si incorre nella fattispecie di omessa dichiarazione dei redditi. Questo in generale vale sia se dovevi presentare il modello Redditi Persone Fisiche che il modello 730.

Nella mia attività professionale capitano con molta frequenza situazioni in cui il contribuente (sia esso persona fisica o impresa) incorra nella fattispecie di omessa dichiarazione.

Anche perché sbagliare, con il sistema tributario italiano, è la cosa più facile che possa capitare.

Se anche tu hai omesso di prestare la tua dichiarazione, in questo articolo potrai capire quali sono le sanzioni e come potrai agire per rimediare. Ti indicherò come operare e come intervenire, quali sono i termini di accertamento e di prescrizione ed infine vedrai quando l’omessa dichiarazione ha rilevanza penale.

Omessa dichiarazione dei redditi: sanzioni e prescrizione
Omessa dichiarazione dei redditi: sanzioni e prescrizione

La fattispecie di omessa dichiarazione può riguardare le imposte dirette (IRPEF, IRES, IRAP), ma anche le imposte indirette come l’IVA.

Di seguito la guida per affrontare preparati queste evenienze, seguendo le indicazioni fornite dalla Circolare n. 42/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate.

Quando si considera omessa la dichiarazione dei redditi?

Il primo aspetto che devi considerare riguarda capire quando si incorre nella fattispecie di dichiarazione omessa.

La dichiarazione dei redditi si considera omessa quando la stessa non è stata presentata dopo 90 giorni dalla scadenza.

Per capire più concretamente, si ha dichiarazione omessa, nelle seguenti fattispecie:

  • Modello Redditi Persone Fisiche, Società di capitali e modello IRAP: se la presentazione avviene dopo il 29/01 dell’anno successivo a quello di scadenza;
  • Modello 730: se la presentazione avviene dopo il 21 ottobre dell’anno di scadenza se la dichiarazione doveva essere presentata tramite intermediario;
  • Dichiarazione Iva: se la presentazione avviene oltre il 29 maggio dell’anno di scadenza.

Su questo punto occorre precisare quanto riportato dalla Sentenza n 13322/14 della Cassazione. Sentenza secondo la quale, quando la presentazione di una dichiarazione reddituale o Iva ha più scadenza si deve prendere a riferimento si deve prendere a riferimento l’ultima scadenza prevista dalla legge per il computo dei giorni.

In pratica, per il modello 730 che prevede diverse scadenze di presentazione, l’omessa presentazione si manifesta se il modello è presentato successivamente al 21 ottobre. Questo in quanto l’ultima scadenza ordinaria utile è il 23 luglio.

Ulteriori ipotesi di dichiarazione omessa

Oltre al ritardo nella presentazione del modello dichiarativo, la fattispecie di omessa presentazione della dichiarazione si realizza anche in altre fattispecie.

In particolare nelle seguenti:

  1. Dichiarazione dei redditi presentata con ritardo superiore a 90 giorni – In tal caso la dichiarazione è considerata omessa, ma costituisce titolo per la riscossione dell’imposta in base agli imponibili in essa indicati;
  2. Dichiarazione dei redditi redatta su stampati non conformi ai modelli ministeriali – In tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati;
  3. Infine, Dichiarazione dei redditi non sottoscritta – In tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati. La nullità può essere sanata se il soggetto tenuto a sottoscrivere la dichiarazione vi provvede entro 30 giorni dal ricevimento dell’invito da parte dell’ufficio territorialmente competente.

Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi: le sanzioni

Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione il D.Lgs. n. 471/97 prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Si tratta di una sanzione pecuniaria molto pesante, in quanto la fattispecie di omessa dichiarazione è relativamente grave. Il contribuente, infatti, omette alla conoscenza dell’Amministrazione finanziaria tutti i redditi percepiti durante quell’annualità. Facendo questo il contribuente non permette di esercitare le normali funzioni di controllo e accertamento tributario.

L’importo della sanzione è determinato in percentuale sulla base della differenza tra importo dovuto ed accertato dall’Agenzia delle Entrate e l’importo dichiarato. Questo secondo quanto previsto dalla Circolare n 5/E/2002 dell’Agenzia delle Entrate.

Fattispecie sanzionatorie aliquote e maggiorazioni

In caso di omessa dichiarazione dei redditi la sanzione amministrativa pecuniaria va da un minimo del 120% ad un massimo del 240% dell’ammontare delle imposte dovute.

L’imposta minima applicabile è di € 250,00.

In caso di redditi prodotti all’estero è previsto un aumento di 1/3 della sanzione minima applicabile.

Nel caso in cui non siano dovute imposte è prevista, invece, una sanzione da € 250,00 a € 1.000,00, aumentabile fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

La base di commisurazione della sanzione è costituita “dall’ammontare delle imposte relative agli imponibili accertati, al netto delle ritenute alla fonte operate sui redditi accertati e delle detrazioni spettanti” (C.M. 25.1.99 n. 23).

Nel caso in cui l’omessa dichiarazione concerna anche redditi prodotti all’estero, le sanzioni sono aumentate di 1/3 con riferimento alle imposte relative a tali redditi.

Paradisi fiscali

Gli investimenti e le attività di natura finanziaria negli Stati o territori a fiscalità privilegiata in violazione della normativa in tema di monitoraggio fiscale si presumono costituiti, salvo prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione (art. 12 del DL 78/2009). In questo caso, le sanzioni sono raddoppiate.

Cedolare secca

In caso di opzione per la cedolare secca, in presenza di canone di locazione immobiliare ad uso abitativo non dichiarato o dichiarato in misura inferiore, le sanzioni sono raddoppiate.

Omessa dichiarazione reiterata per più anni

In caso di plurime violazioni, spetta la continuazione, e, secondo un’opinione, opera il solo aumento dalla metà al triplo ex art. 12 co. 5 del DLgs. 472/97. (Cass. 16.9.2016 n. 18230, Cass. 8.2.2017 n. 3364).

Dichiarazione IVA e IRAP

Nell’omessa dichiarazione IVA, può essere irrogata la sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro.

Se sono effettuate solo operazioni per le quali non c’è imposta la sanzione è da 250 euro a 2.000 euro.

Per la dichiarazione IRAP, la disciplina è contenuta nell’art. 1 del DLgs. n. 471/97, e la sanzione è uguale alle imposte sui redditi (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro).

FattispecieSanzioneNorma
Omessa dichiarazione dei redditi, IRAP e IVADal 120% al 240% delle imposte dovute (minimo 250 euro)Art. 1 co. 1 e 5 co. 1 del DLgs. n. 471/97
Omessa dichiarazione dei redditi e IRAP (se non sono dovute imposte)Da 250 euro a 1.000 euroArt. 1 co. 1 del DLgs. n. 471/97
Infine, omessa dichiarazione IVA (se non sono dovute imposte)Da 250 euro a 2.000 euroArt. 5 co. 3 del DLgs. n. 471/97

Omessa dichiarazione dei redditi ed invio entro un anno

Nel caso in cui il contribuente decida comunque di inviare la dichiarazione successivamente ai 90 giorni dalla scadenza è prevista una piccola agevolazione.

Infatti, se la dichiarazione dei redditi viene comunque presentata entro il termine per l’invio di quella per l’anno successivo. Oppure comunque prima dell’inizio di un accertamento, la sanzione è dimezzata, e varia quindi dal 60% al 120% delle imposte, con un minimo di € 200.

Questo significa che se ti trovi in una situazione in cui l’omessa dichiarazione è chiara e conclamata presentare comunque la dichiarazione dei redditi, ti permette di avere comunque uno sconto sulla sanzione applicabile.

Se, invece, decidi di aspettare i termini di accertamento, e la possibilità di incorrere in un accertamento fiscale, le eventuali sanzioni a cui andrai incontro sono quelle ordinarie.

Dichiarazione unificata

La possibilità di presentare la dichiarazione unificata (modello UNICO, che ha rilievo sia per le imposte sui redditi che per l’IVA) è venuta meno dal 2017 (periodo d’imposta 2016). 

Essa era una modalità di adempimento dell’obbligo, ma rimaneva ferma l’autonomia delle dichiarazioni (circ. Agenzia delle Entrate 19.6.2002 n. 54).

Omessa dichiarazione dei redditi come reato penale

Il reato dell’omessa dichiarazione dei redditi è volto a tutelare l’interesse all’integrale e tempestiva percezione dei tributi, oltre a quello della trasparenza fiscale.

La norma punisce con la reclusione da 2 a 5 anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, ad euro cinquantamila.

È, inoltre, punito con la reclusione da 2 a 5 anni chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d’imposta, quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore ad euro 50.000.

Non viene punita, dunque, l’omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto.

Decreto fiscale

Nel tentativo di rendere più efficace il contrasto all’evasione fiscale, il DL n. 124/2019 convertito dalla L. 157/2019, ha aggravato la precedente previsione della reclusione che aveva come limiti edittali da 1 anno e 6 mesi a 4 anni.

Tale intervento rende oggi possibile, l’applicazione della custodia cautelare in carcere laddove vengano integrati i presupposti richiesti dal codice di procedura penale (art. 280 c.p.p.).

Soggetti attivi

I soggetti attivi sono tutti i soggetti obbligati alla presentazione delle dichiarazioni sulle imposte dei redditi e sul valore aggiunto, oltre a quelli previsti dall’art. 1 lett. e) del DLgs. 74/2000 nell’ambito delle persone giuridiche.

Residenza all’estero

Riguardo a tale obbligo deve considerarsi soggetto passivo di imposta il cittadino italiano che, pur risiedendo all’estero, stabilisca in Italia, per la maggior parte del periodo di imposta,il suo domicilio, inteso come sede principale degli affari, degli interessi economici e delle relazioni personali (Cass. pen. 29576/2011).

Non si può ritenere che sia un errore scusante ai sensi dell’art. 47 c.p., in quanto il medesimo obbligo si configura come elemento normativo la cui ignoranza non esclude il dolo di evasione (Cass. pen. 37849/2017).

Condotta

La condotta consiste nell’inottemperanza all’obbligo di presentazione delle dichiarazioni.

Rileva, il termine stabilito dall’art. 2 del DPR 322/1998, sebbene tale termine non sia elemento sufficiente per il perfezionamento dell’illecito, in quanto, “non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine”.

Ai sensi del medesimo ultimo comma non si considera omessa nemmeno la dichiarazione “non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto”.

Più problematiche sono le ipotesi di dichiarazione incompleta. La stessa normativa tributaria indica, infatti, l’obbligatorietà di alcuni dati per la dichiarazione, in assenza dei quali la stessa potrebbe considerarsi omessa.

Soglia di punibilità

Per l’omessa dichiarazione è comunque prevista una soglia di punibilità di 50.000 euro che delimita la rilevanza penale dell’omissione.

Elemento soggettivo

Il dolo richiesto è specifico, consistente nel “fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto”.

Il soggetto deve essere stato consapevole che a tale inadempienza sia conseguita un’evasione di imposta superiore alla soglia di punibilità normativamente prevista. 

Modello 770

La fattispecie dell’omessa dichiarazione è stata, altresì, arricchita di un nuovo comma 1-bis che punisce, con la medesima pena, l’omessa dichiarazione del sostituto d’imposta.

Ciò comporta che oggi l’omissione del modello 770 assume penale rilevanza quando l’ammontare delle ritenute non versate sia superiore a 50.000 euro.

Quest’ultima fattispecie, non richiede il dolo specifico di evasione.

Ai fini dell’integrazione del reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la coscienza e volontà di commettere l’illecito.

Causa di non punibilità

L’art. 13 co. 2 del DLgs. n. 74/2000 stabilisce che tale reato non sia punibile se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, sono estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti.

Ciò può avvenire a seguito del ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.

Il ravvedimento o la presentazione, tuttavia, devono essere intervenuti prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.

La differente disciplina, rispetto a quanto previsto dall’art. 13 co. 1 in riferimento ai reati di omesso versamento e di indebita compensazione, viene ritenuta ragionevole sul presupposto del maggiore disvalore dei reati in materia di dichiarazione che può venir meno solo a seguito di un’iniziativa “spontanea” del contribuente.

Omessa dichiarazione dei redditi e conseguenze accertative

Il fatto di aver omesso la presentazione della tua dichiarazione dei redditi ha delle conseguenze ai fini accertativi.

Quello che voglio dire è che omettere la presentazione della dichiarazione per il nostro legislatore è un fatto piuttosto grave.

Per questo motivo ha subordinato alla mancata presentazione una conseguenza piuttosto pesante in sede accertativa. Infatti, chi ha omesso la presentazione della dichiarazione può subire accertamenti sintetici ed induttivi del reddito.

Cosa significa? 

Ricevere un accertamento induttivo del reddito significa che l’Agenzia delle Entrate può arrivare a ricostruire il tuo reddito anche soltanto attraverso documentazione e prove da chiunque fornite. Prove che possono non avere requisiti di gravità precisione e concordanza.

In pratica l’Agenzia ha una presunzione molto forte che le permette di ricostruire il reddito sulla base di notizie documentabili di cui è venuta a conoscenza.

Questa modalità di accertamento non può venire meno in nessun caso quando si parla di dichiarazione omessa. Una volta verificatasi questa fattispecie, infatti, anche se il contribuente presenta la dichiarazione, la sua fattispecie resta quella di “dichiarazione omessa“.

Quindi presentare la dichiarazione non ti agevola in nessun modo. Per questo motivo devi cercare di evitare di incorrere nella fattispecie di omessa dichiarazione dei redditi.

Omessa dichiarazione dei redditi: cosa fare?

Se ti trovi in una situazione in cui hai omesso la presentazione della tua dichiarazione dei redditi, per prima cosa non preoccuparti.

Ti consiglio di verificare sempre alcune cose prima di allarmarti.

La prima è quella di verificare se eri davvero tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.

Per verificarlo ti lascio questo link alla nostra guida sull’argomento: Casi di esonero dalla dichiarazione dei redditi.

Il secondo aspetto che ti consiglio di considerare riguarda i termini di decadenza dalle azioni accertative. Per verificare se l’Agenzia delle Entrate ha facoltà di notificarti un accertamento leggi  questa guida sull’argomento. “Termini di accertamento di imposte sui redditi e Iva“.

Una volta effettuate queste verifiche puoi davvero renderti conto se ti trovi in una fattispecie di omessa dichiarazione.

In caso affermativo la cosa migliore che posso consigliarti è quella di affidarti ad un dottore commercialista esperto.

Quello che voglio dire è che in questi casi fare da soli, se non si ha esperienza, può portare a commettere errori ancora più grandi. Se non hai un consulente di riferimento di seguito troverai il form di contatto per metterti in contatto con noi.

Avere l’ausilio di un esperto ti sarà di fondamentale importanza per capire come muoverti e soprattutto per capire se e come presentare comunque la dichiarazione che hai omesso.

Solo con un professionista potrai inviare in sicurezza la dichiarazione e potrai avere il modello F24 per il pagamento delle relative imposte e delle sanzioni dovute.  Oltre, naturalmente al pagamento degli interessi dovuti per il ritardato pagamento.

Servizio di consulenza: omessa dichiarazione dei redditi

Inutile dirti che se ti trovi in una situazione di dichiarazione dei redditi omessa hai bisogno di aiuto.

Specialmente nel caso in cui tu abbia omesso la dichiarazione per redditi esteri non dichiarati, hai bisogno della consulenza di un esperto in questo ambito.

Classico caso che riscontro nella pratica è quello di redditi da lavoro dipendente esteri non dichiarati. Oppure il caso di conti correnti esteri o immobili esteri non dichiarati.

Quello di cui hai bisogno è ricevere una panoramica chiara della situazione con tutte le opzioni che hai a disposizione per individuare la migliore alla tua situazione. Solo a quel punto, avendo individuato imposte, sanzioni e interessi da versare potrai prendere la tua decisione.

La decisione deve essere ponderata ed accompagnata dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Per questo un valido consulente ti sarà fondamentale.

Non indugiare, contattami compilando il form seguente.

Potrai contare sull’assistenza di un professionista preparato, in grado di soddisfare ogni tua esigenza.

368 COMMENTI

  1. Buongiorno.
    Mi sono reso conto solo da pochi giorni che nel 2015, pur avendolo preparato e salvato il modelo unico irpef sul sito dell’Agenzia delle Entrate, non l’ho mai concretamente inviato per via telematica… L’ho fatto oggi, ovviamente ben conscio di essere oltre i 90 giorni dalla scadenza, e di rientrare quindi nel caso di omessa dichiarazione.
    A oggi, tuttavia, non ho ancora ricevuto alcun avviso/sollecito/cartella da parte dell’Agenzia.
    Essendo praticamente da sempre in una situazione di credito d’imposta, quindi non dovendo versare alcuna imposta, da quanto ho capito “è prevista [solo] una sanzione da €. 258 a €. 1.032”.
    Ma in base a quali fattori è stabilita esattamente la cifra?
    Si può ed eventualmente è consigliabile “giocare d’anticipo”, versando cioè spontaneamente il minimo (un paio di anni fa ho pagato gli allora 25 euro di sanzione per il ritardo nella consegna, ma ero entro i 90 giorni), oppure occorre aspettare un accertamento o una qualche comunicazione dell’Agenzia?
    Vi ringrazio per l’attenzione e spero di leggere presto una vostra risposta.

  2. Salve,
    in questi casi è l’Agenzia delle Entrate che è chiamata ad agire d’ufficio per inviarle la sanzione per l’omessa dichiarazione. Come ha detto anche lei, essendo la dichiarazione chiusa con un credito l’unica sanzione applicabile è quella fissa, da €. 258 a €. 1.032. L’importo effettivo viene stabilito dall’Agenzia, non è possibile conoscere preventivamente la sanzione che sarà applicata, quindi versare una sanzione adesso non servirebbe a niente. Tenga presente che l’Agenzia ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di invio, per notificarle la sanzione. In pratica la sanzione arriverà tra qualche anno.

  3. Buonasera,
    per il periodo di imposta 2014 mia sorella (lavoratr.dipendente) ha presentato il 730 entro i termini previsti ed entro il 31.12.2015 Unico integrativo. Ora però si è anche accorta di non aver a suo tempo scaricato ed inserito nella dichiarazione il CU dell’Inps relativo al contratto di solidarietà. Cosa è possibile fare a questo punto?
    Ringrazio per la risposta.

  4. Salve,
    in questo caso deve presentare una dichiarazione integrativa a sfavore, presentando nuovamente il modello Unico, con le correzioni da apportare, entro il prossimo 30.09.2016. Naturalmente contestualmente dovranno essere versate le eventuali imposte evase, derivanti dall’inserimento dei redditi non inseriti, con il pagamento di sanzioni (ridotte con ravvedimento operoso), e interessi.

  5. Considerato che era a credito per un importo rilevante (detrazioni per ristrutturazioni) e quindi il risultato del nuovo Unico sarà un minor credito, come ci si regola in questi casi? Versa la differenza tra i due crediti, ovviamente con sanzioni ed interessi? Di nuovo grazie e per la consulenza e per la rapidità nella risposta.

  6. In caso di minor credito, come ha detto giustamente anche lei, è necessario versare le sanzioni sul minor credito generato.

  7. Gentile Sig. Buonasera.
    Mi scuso per il disturbo ma ho bisogno di un aiuto visto la sua gentilezza nel rispondere. Mi sono messo in una situazione nella quelle non so più cosa fare; non ho presentato il modello Unico 2015 riferito a 2014 (ero una Partita Iva), e da l’anno scorso lavoro come Dipendente e dobbiamo fare l’ISEE adesso 2016, non so se è ancora possibile fare quella Dichiarazione (Modello Unico 2015) adesso o utilizzare prima il CUD 2016 in mia possezione aspertando gli accertamenti dell’AGENZIA DELLE ENTRATE. non so ne anche se questo CUD è quello justo per lìISEE. Grazie

  8. Salve, il mio consiglio è quello di presentare comunque adesso la dichiarazione relativa al 2014. Non sanerà la situazione, le sanzioni le saranno comunque applicate dall’Agenzia delle Entrate, ma se presenterà il modello e verserà le imposte dovute, l’Agenzia potrà tenerne conto nell’accertamento che le faranno. Per fare l’ISEE ha bisogno dei redditi 2014 per i quali l’Agenzia è in possesso solo in parte attraverso le CU2015 che hanno inviato i suoi committenti. Come le dicevo presenti l’Unico 2015 adesso e poi faccia l’ISEE.

  9. Salve, ho presentato lo scorso anno 730 tramite CAF. Premetto che avevo due CUD relativi al 2014. Il CAF non ha inserito il CUD riguardante un corso di formazione(indennità di circa 500euro totali). Facendo una simulazione di 730 inserendo i due CUD mi spetta un rimborso da parte dell’agenzia delle entrate. Cosa posso fare? Mi arriverà comunque la sanzione relativa al CUD non presentato? A quanto potrebbe ammontare?
    La ringrazio in anticipo

  10. Salve, se quanto afferma è corretto e la dichiarazione comprensiva dei due CUD sarebbe finita a credito, l’Agenzia potrebbe inviarle una sanzione per il mancato inserimento del secondo CUD. Se ha fatto il 730 precompilato la sanzione arriverà al CAF, altrimenti a lei. Quello che le consiglio è di presentare adesso un modello Unico integrativo del 730 per indicare i dati del secondo CUD omesso. In questo modo eviterà la sanzione e in più potrà chiedere a rimborso il credito spettante.

  11. Grazie per la risposta. L ‘UNICO integrativo al 730 posso consegnarlo direttamente io all’agenzia delle entrate?sinceramente non vorrei rivolgermi al caf. La richesta di rimborso la richiedo quando consegno l unico ai sensi dell art.38 del dpr 600/73?

  12. Salve, deve rivolgersi ad un Commercialista o ad un altro intermediario perché l’invio deve essere telematico. Non importa fare richiesta di rimborso ex art. 38, in quanto basta indicare in Unico che si chiede il credito a rimborso.

  13. Buongiorno

    Sono titolare di una pensione di invalidita’ per cui l’INPS mi rilascia regolarmente il modello UNICO.
    Nel 2014 e nel 2015 ho lavorato in cat.protetta per circa 3 mesi nel periodo estivo per una ditta che mi ha rilasciato a sua volta un modello UNICO.

    Nella mia ignoranza ero convinto di essere in ordine in quanto all’INPS sicuramente risultava essendo un lavoro in regola,ma imparo in questi gg che sia nel 2014 che quest’anno avrei dovuto presentare il 730,e’ corretto?

    Come posso rimediare?

    Grazie.

  14. Salve, se quella che percepisce è una pensione di invalidità riconosciuta ai lavoratori dipendenti o autonomi invalidi che hanno maturato i requisiti necessari in base a un determinato rapporto assicurativo, essendo corrisposte in sostituzione di mancati guadagni, è reddito imponibile Irpef. Quindi se lei oltre a questo, ha maturato altri redditi di lavoro dipendente era obbligato a prestare la dichiarazione dei redditi (modello 730). Per l’anno 2014 la dichiarazione è considerata omessa, quindi le arriveranno le sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma può comunque presentare un modello Unico, attraverso un Commercialista. In questo modo potrà versare intanto le maggiori imposte dovute e poi aspettare che l’Agenzia delle Entrate le notifichi le sanzioni, che andranno dal 120% al 240% delle maggiori imposte dovute, riducibili ad 1/6 in caso di pagamento entro 60 giorni.

  15. Grazie per la risposta,ovviamente dove ho scritto UNICO intendevo CU,sbagliando la definizione.

    Mi sono recato stamattina ad un patronato dove ho fatto intanto quella per i redditi 2015 per regolarizzare ques’tanno.

    In loco,spiegata la situazione e portato i CU del 2015 (per reddito 2014) mi hanno consigliato a questo punto di aspettare l’accertamento dell’ADE e pagare imposte e sanzioni in quel momento.

    Sbaglio?

  16. Sono opinioni differenti. Le ho spiegato il punto vi vista che le permetterebbe quanto meno di evitare di continuare a fare correre interessi sulle maggiori imposte da versare.

  17. Grazie di cuore per le risposte,odio essere in difetto e mi mette ansia la burocrazia italiana.
    Io vorrei semplicemente essere in regola con tutto.

    Buon fine settimana e grazie di nuovo 🙂

  18. Buongiorno,
    una piccola consulenza.

    Mi è arrivato un accertamento dell’Agenzia dell’Entrate relativo al 2011 secondo il quale risultano a mio carico redditi da lavoro dipendente o assimilati per Euro 6.000 €, aggiuntivi rispetto a quelli percepiti per il mio regolare lavoro da dipendente.

    Questi soldi però, in realtà, fanno parte di una borsa di studio vinta nel 2009, anni in cui ero studente ed evidentemente senza reddito.
    L’erogazione di tale borsa di studio/assegno di merito è però avvenuta con ritardo nel 2011 da parte della Regione Sardegna quando ovviamente avevo iniziato a lavorare.

    Per di più non è mai arrivato un CUD ed in buona fede, essendo relativa ad anni precedenti non ha pensato che dovessero essere dichiarati e quindi soggetti a tassazione.

    E’ corretto che per un ritardo nell’erogazione, concomitante con l’inizio della mia attività lavorativa, debba pagare delle tasse?

    Grazie
    Diego

  19. Salve, quello che conta è l’anno in cui le hanno erogato il reddito. Se il reddito della borsa di studio è stato erogato nel 2011 lei doveva tassarlo nel 2011 e inserirlo nella sua dichiarazione dei redditi. Non avendolo fatto le è arrivato l’accertamento da parte dell’Agenzia. Se le cose stanno così, gli importi richiesti sono dovuti. Le persone fisiche vengono tassate secondo il criterio di cassa, quindi nell’anno in cui hanno percepito il reddito, anche se relativo ad annualità precedenti. Se lei avesse dichiarato questi redditi nel 2009, le cose sarebbero diverse, ma non avendo dichiarato il reddito nemmeno in precedenza, quello che le chiedono è dovuto.

  20. salve, nell’anno 2014 ho presentato modello unico relativo ai redditi 2013, dai quali scaturiva un credito di € 350 portato in compensazione. Lo scorso anno non ho presentato il modello unico, scaturiva tra l’altro un credito pari a € 800,00. Quest’anno farò ancora il mod. unico. Posso portare in detrazione il credito risultante dal mod. unico 2014 di € 350? La dichiarazione omessa dello scorso anno vorrei presentarla adesso. C’è qualche possibilità che l’AdE oltre alle sanzioni per omessa dichiarazione mi riconosca il credito degli 800 euro? Nella dichiarazione 2016 vorrei infatti indicare il credito di € 350 + € 800 come credito anni precedenti.
    Grazie mille
    Rita

  21. Salve, prima dovrebbe presentare la dichiarazione omessa e poi nella dichiarazione 2016 portare i crediti precedenti. In ogni caso l’Agenzia le invierà una comunicazione con la quale la inviterà a spiegare come è si è formato quel credito.

  22. Buongiorno, a Novembre 2015 (quindi entro il 29 dicembre) ho presentato, tramite CAF, il modello Unico per ritardata denuncia dei reddidi per l’ anno 2014 (non sapevo di avere un 2° CUD per Cassa Integrazione).
    Oggi mi è arrivata una raccomandata dall’ Agenzia delle Entrate in cui mi si chiede di pagare una sanzione di 73€ circa a causa di errori nella dichiarazione. Il prospetto indica il codice tributo 4001 (scadenza 16-07-2015) con importo omesso pari a 0€, un codice tributo 9012 pari a 65,86 e un codice tributo 9011 pari a 7,33.
    A cosa corrispondono questi tributi ? Le mie pendenze non sono già state risolte con la dichiarazione ? Sono errori del CAF e quindi posso rivalermi oppure la sanzione è a carico mio ?
    Grazie infinite per la sua consulenza !

  23. Salve, si tratta delle sanzioni per aver presentato il ritardo il modello Unico, la cui scadenza era il 30 settembre. Lei lo ha presentato a novembre e queste sono le sanzioni per la tardività.

  24. Grazie infinite !
    Ero convinto di avere già risanato la dichiarazione pagando i famosi 28€.
    Non pensavo di dovere altro all’ Agenzia..

  25. Buonasera.
    Volevo chiedervi un chiarimento per quanto riguarda un errore commesso dal CAF nel 730 di mia madre.
    Premesso che mia madre non ha esperienza di 730 e che è stata costretta a farlo causa pensione minima di reversibilità dell’ex marito defunto, l’errore è avvenuto proprio nel primo 730 che doveva considerare anche la pensione, cioè anno 2014 (ma compilato l’anno scorso).
    L’errore dell’impiegata del CAF è stato quello di non aver inserito la pensione nel 730, bensì solo il reddito da lavoro dipendente e qualche altra spesa detraibile.
    Tutto ciò nonostante le domande a mia madre sulla pensione come, se è netta o lorda e altro.
    L’errore è venuto fuori l’altro giorno con un altra impiegata del CAF durante la compilazione del 730 2015.
    Della responsabile dell’errore non c’era traccia, e non sapevano dirci dove fosse (spostata, licenziata, non si sa).
    Il problema è che il rimborso è già stato versato a Luglio 2015 e non si sa quanto sarà la cifra da restituire o la sanzione esatta.
    Da quello che ho letto in giro, come la circolare dell’AdE che chiarisce che l’errore ricade comunque sul contribuente, al fattore 730 esclusivamente compilato dal CAF, con il nuovo precompilato e timbrato dal compilatore, con conseguente ricaduta dell’errore sul CAF stesso, non è chiaro se la sanzione arriverà a mia madre o direttamente a loro.
    Inoltre, è mai possibile non sapere o calcolare esattamente l’eventuale sanzione?
    Di 819 Euro di rimborso derivato dal 730 con la mancanza, quanto bisognerà restituire?
    Oppure, ci sarà solo una multa da pagare.
    Chiarisco che, da quel che ho capito, il CAF i dati di reddito da lavoratore dipendente e pensione, gli acquisisce direttamente da terminale.
    Forse ho capito male io, ma essendo il caf in questione collegato al sindacato a cui aderisce mia madre, è probabile che per alcuni dati abbiano un particolare accesso.
    Scusatemi per il dilungamento, ma è una situazione nuova anche per me.
    In attesa di risposta, vi ringrazio anticipatamente.

  26. Salve, se il Caf ha trasmesso la dichiarazione la sanzione arriverà direttamente al Caf, queste sono le regole che riguardano il 730 precompilato. Se sua madre tramite il Caf ha presentato il 730 nella forma “precompilato”, allora il responsabile per eventuali errori è direttamente il Caf. A lui arriverà il pagamento della sanzione. Se, invece, il Caf ha presentato un normale 730 la responsabilità dovrebbe ricadere sempre sul Caf. Dico dovrebbe perché spesso capita che i Caf facciano firmare ai contribuenti delle dichiarazioni dove declinano ogni responsabilità in caso di errore. In ogni caso la sanzione va dal 30% al 60% dell’imposta dovuta e non versata, in quanto dovrebbe essere considerata una condotta fraudolenta di scarso profilo.

  27. Buongiorno.
    Vi ringrazio molto per la risposta.
    Guardando il modello, sembrerebbe il precompilato, sebbene all’interno il Caf abbia scritto in un riquadro “in attesa del precompilato dalla AdE come da lei richiesto”.
    Ho dimenticato di dire che, dei due CU che dovevano consegnare a mia madre, c’è ne solo uno, quello che riguarda il lavoro dipendente, così come segnato nell’elenco documenti del 730 incriminato.
    Abbiamo saputo che l’impiegata dell’errore non ha ricevuto il rinnovo del contratto, quindi, come fosse stata licenziata (chissà come mai…).
    Mia madre non ha firmato nulla dove si cita la declinazione di responsabilità, almeno che questa non sia nel modulo di richiesta perl’anno prossimo.
    Una cosa non mi è chiara, del rimborso effettuato nella busta paga del 2015 (il risultato del 730 con mancanza), quanti soldi bisognerà restituire?
    O meglio, ci sarà una cifra che mia madre dovrà restituire, oppure solo una sanzione, che essendo un errore del CAF che ha fatto il tutto, pagheranno loro?
    Vi ringrazio anticipatamente.

  28. Come detto, sua madre riceverà il rimborso indicato nel 730, e successivamente arriverà presumo al Caf l’importo con imposta e sanzioni da pagare. Niente dovrebbe essere dovuto a sua madre. Se però il Caf non ha usato il precompilato la responsabilità è del contribuente, che potrà poi rivalersi per le sanzioni su chi ha predisposto la dichiarazione.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here